Alan Assoluto Brani Mistici Claudio concetto di Dio Condivisioni conosci te stesso Cosmo Dai mondi invisibili Dali Dio Essere e divenire Eterno Presente fantasmi della mente fotogrammi François Fratello Orientale fusioni Incontri del mercoledì I Sabati del Cerchio Karma Kempis La fonte preziosa La telefonata di Pietro Cimatti Le grandi verità libero arbitrio Logica della morale Maestro Veneziano misticismo Oltre il silenzio Oltre l'illusione Per un mondo migliore piano akasico psiche Realtà Essere Riflessioni Roberto Setti sentire Sentire Assoluto sentire di coscienza Spotify tempo e spazio Teresa varianti virtuale frazionamento

Premessa
Questo sito è nato allo scopo di condividere alcune riflessioni sull’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze 77, da parte dei testimoni diretti:
Andrea Innocenti e Anna Maria Fabene.
Il Cerchio Firenze 77 non è un’ organizzazione, pertanto la nascita di questo sito non ha alcun carattere di ufficialità.
Gli autori auspicano la fattiva partecipazione da parte di chiunque sia interessato agli argomenti trattati che riguardano nello specifico il legame tra la logica e la morale.
I contenuti pubblicati su questo sito non vogliono assolutamente sostituirsi allo studio diretto dei libri scritti dai Maestri.
La Logica della Morale
Questo sito è stato ispirato dalla seguente lezione del Maestro Dali:
“La pace sia con voi e con tutti gli uomini figli cari. Il mio saluto e la mia benedizione a voi, o figli.
Voi che, per la necessità della vostra evoluzione, seguite la via che state seguendo, alcuni da molti anni, fino quasi da fanciulli, altri da minor tempo, questo non ha importanza, la via è trovata allorché è giunto il momento adatto alla evoluzione di ognuno. Voi che state seguendo questa via, non vi siete mai domandati quello che invece si domanda l’uomo che rifugge dalle questioni dello spirito e della morale, e cioè: per quale motivo, in fondo, gli uomini dovrebbero essere portati ad avere dei principi etici quando invece, la necessità pratica della vita individuale porterebbe a credere tutto il contrario? E cioè che l’uomo dovrebbe vivere solo per se stesso, senza curarsi di quanti gli stanno accanto. Perché, questa, sarebbe la condizione di vita ottimale per lui. Mentre l’interessarsi degli altri e non solo l’aiutarli, in fondo, rappresenta sempre un dispendio di energie, che possono essere più proficuamente impiegate, invece, a favore di se stessi.
Se domandate a coloro che seguono una religione perché cercano di aiutare i loro simili, per esempio, vi risponderanno “perché il tal profeta o il tal Figlio di Dio, o il tal fondatore della religione che seguono, così ha detto! E siccome lui era un illuminato, il Figlio della divinità, se non addirittura la divinità in persona, questo è il comandamento e questo dobbiamo fare per salvarci!” Allora sembrerebbe che i principi della morale, i principi dell’etica, fossero una sorta di dogma, qualcosa che si deve seguire perché Lui disse, il Maestro disse, e basta.
Naturalmente, di fronte ad una tale spiegazione, è legittimo il pensiero dell’ateo o del materialista che, si domanda, per quale motivo si deve fare del bene, si debbono aiutare gli altri, quando invece la natura ci insegna, nella vita animale, che ciascun individuo pensa per se stesso – tranne i casi dei cuccioli – ciascun individuo pensa poi da adulto per se stesso, a discapito anche di altri. È legittimo, dicevo, il pensiero del materialista e dell’ateo, che si chiede “perché, invece, io dovrei aiutare i miei simili?” Certo, se la morale, l’insegnamento spirituale, si prende come qualcosa che è venuto dall’Alto, come un comandamento, come una legge che è così perché deve essere così, ma che non ha alcuna ragione logica di essere come è, certo, veramente, si può rimanere alquanto perplessi e si può anche dubitare che le cose debbano essere come sono state dette.
Ma se si riesce a comprendere la realtà che sta al di là di ciò che appare, se si riesce ad andare oltre il velo dell’apparenza, si scopre che, invece, ogni insegnamento morale è fondato su una logica molto profonda. La morale non è qualcosa di astratto, di dogmatico, ma direi piuttosto che è qualcosa di matematico, di estremamente logico e preciso, solo che bisogna riuscire, per comprendere la ragione della morale, ad andare al di là di quello che appare.
Certo, gli insegnamenti che furono dati dai predicatori, dai maestri, dai fondatori -loro malgrado- delle varie religioni, sono insegnamenti che furono dati in forma, direi, semplice, che non mettevano in mostra la logica, che invece sta alla base di ogni etica spirituale, perché le mentalità che accolsero quegli insegnamenti non erano abbastanza sviluppate per comprendere un quadro generale, dal quale risulta poi la logica della moralità.
Ma voi, uomini di oggi, cioè dei tempi in cui la razionalità e la logica regna sovrana, potete comprendere che quel “ama il prossimo tuo, come te stesso” non è un dogma, non è un comandamento, ma è un qualcosa di estremamente logico e necessario. È qualcosa che rispecchia la realtà delle cose, la Realtà in sé. Potete giungere a comprenderlo, attraverso alla spiegazione, che cerchiamo di darvi da lungo tempo, di questa Realtà. Attraverso ad essa spiegazione, riuscite a comprendere che, realmente, il vostro prossimo siete voi stessi!
Ed allora, la logica della morale scappa fuori in tutta la sua meravigliosa chiarezza, in tutto il suo splendore, ed è capace, veramente, di muovere anche coloro che non sono temperamenti mistici, ma che sono temperamenti razionali. Fino ad oggi, forse, amava il prossimo suo come se stesso, solo colui che era mistico, che riusciva a sentire dentro di sé questa Realtà. Ma da oggi in poi, può amarlo anche chi non ha un temperamento mistico, chi si accosta per necessità al raziocinio, alla logica, e può amarlo attraverso alla comprensione. Comprensione, che poi, è foriera del sentimento, del sentire, e che lo condurrà ad amarlo, veramente, con il suo intimo essere, come l’ha amato il mistico.
Che la pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.”
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A queste parole del Maestro Dali, si aggiunge l’esortazione del Maestro Kempis:
“In verità siamo nel seno di Dio, costantemente con Lui in contatto, da Lui alimentati, ognuno esprimente un grado di coscienza e quindi con una propria libertà e responsabilità, nonostante che Dio non sia una persona distinta da tutto quanto esiste e nonostante che la Realtà sia razionale.
Dio non parla agli uomini alla maniera narrata dalle antiche scritture, non gioca con loro a nascondersi per farsi intravedere di tanto in tanto da qualcuno, ma ininterrottamente ci comunica l’esistenza e indiscriminatamente si rivela in ciascun essere alimentandogli il sentire.
Il rapporto fra Dio e l’uomo non è quindi saltuario e di pochi, ma intimo e totale.
E’ l’ora che vi stacchiate dalle figurazioni immaginifiche delle religioni, che vanno bene per l’uomo mentalmente bambino, altrimenti l’intelligenza sarà solo dell’ateismo. E’ l’ora che prendiate coscienza del fatto che la realtà materiale e spirituale sono una sola cosa, e soprattutto che questa unica realtà è assolutamente razionale.
E’ finito il tempo in cui la morale veniva imposta, perché la verità dello spirito non appartiene al fantasioso mondo delle favole.
Una nuova èra sorge e l’uomo esce dal confuso mondo del fanciullo per entrare in quello più consapevole dell’adulto.
Per voi è già l’alba del nuovo giorno!”
PACE A VOI!
Questo sito è strutturato nelle seguenti sezioni:
i Maestri: (a cura di Anna Maria Fabene)
In questa sezione, verranno presentati i messaggi spirituali dei Maestri del Cerchio Firenze 77 che, in modo poliedrico, hanno illustrato come la Realtà, apparentemente parcellizzata, sia unica e immutabile. Gli audio di questi brani si possono trovare anche su Spotify:
Riflessioni: (a cura di Andrea Innocenti)
Il Maestro Dali pone la domanda che si potrebbe fare un uomo che rifugga dalla morale e dalle questioni dello spirito:
“Per quale motivo ogni uomo deve consumare le sue energie nel prendersi cura di chi gli sta accanto, invece che vivere solo per se stesso?”
Fino ad ora la risposta è venuta prevalentemente dall’etica degli insegnamenti mistici basati essenzialmente sull’emotività. I Maestri del Cerchio Firenze 77, in modo specifico il Maestro Kempis, ci guidano a comprendere la logica ferrea che permea l’Esistente, dalla quale deriva l’intrinseca ragione all’altruismo. Tutto ciò viene esposto principalmente nella parte dei libri del Cerchio Firenze 77 relativa all’insegnamento esoterico, che saranno commentati in questa sezione.
Gli articoli di questa sezione sono raccolti in questo libro: volume I e volume II.
Brani Mistici: (a cura di Anna Maria Fabene)
Questa raccolta di brani mistici è stata estrapolata dai vari incontri con i Maestri del Cerchio Firenze 77 a partire dal 1954 fino al 1983 e si possono trovare nei libri da Loro pubblicati.
“ Fratelli, non perdete mai il senso mistico della vita. Pensate a noi come a creature simili a voi che sono protese per cercare di aiutarvi, di farvi comprendere chiaramente il senso di ciò che vi attende.” (p. 129, OLTRE L’ILLUSIONE)
“La preghiera, in qualunque forma, non è che un mezzo per destare nell’individuo uno stato d’animo tale da aprire nell’intimo del proprio essere un canale di comunicazione con il proprio Sé spirituale, che è l’Assoluto stesso nell’essenza, nella sostanza e nella realtà”. (p. 234, DAI MONDI INVISIBILI)
“Nella preghiera dobbiamo trovare la consapevolezza della nostra armonia con Dio, con il tutto, proprio per essere strumenti del bene migliore nostro e di coloro che ci sono vicini”. (p. 251, MAESTRO PERCHè?)
“Vedete figli cari, voi ormai per pregare intendete quel consueto modo di recitare una formula, ma non è così, una formula prestabilita, in effetti non è così. Si prega tutte le volte che rivolgiamo il nostro pensiero, la nostra attenzione ad una creatura in senso buono, cercando di inviare a questa creatura dei buoni pensieri, dell’affetto, di provocare nell’intimo nostro un sincero sentimento di amore per quella creatura, o quelle creature. Ultimamente ebbi a dire che certi eventi non possono essere cambiati dalla preghiera. Sono tutti quegli eventi che debbono accadervi per karma, cioè quegli effetti di azioni che avete mosse in altre incarnazioni , è vero figli cari? Pur tuttavia, vi è stato detto e ridetto che il pensiero è una grandissima forza, e in effetti lo è. Anche se questo pensiero raggiunge raramente effetti cinetici, pur tuttavia è una grande forza in questo senso perché si dispone come in una forma di atmosfera attorno a creature alle quali è rivolto questo pensiero benefico, è vero? E queste creature provano un senso di buona disposizione, di buon animo, è vero, quasi direi di pacata serenità, di un lieve ottimismo, per cui sapete che questi stati d’animo sono capaci, a volte , in determinate circostanze, quasi di cambiare, se fosse possibile, il corso della storia. Ecco perché il pensiero è una grande forza. Così quando noi preghiamo per voi, non recitiamo una formula rivolti all’Altissimo, ma cerchiamo di inviarvi questa buona atmosfera e circondarvi di amore e ci auguriamo che questo amore sia da voi sentito.” (Maestro Dali)
“Bussate e vi sarà aperto! Chiedete e vi sarà dato! Ed allora, quale senso ha la preghiera, quella preghiera fatta in conseguenza di un concetto errato di Dio, usando parole non acconce, usando termini che esprimono concetti all’opposto di quello che è la Realtà. Il pregare, il rivolgersi a qualcuno, non è che un mezzo per concentrare la propria attenzione. Non è che un mezzo, attenti figli, per destare nell’individuo uno stato d’animo tale da aprire, nell’intimo del proprio essere, un canale di comunicazione col proprio Sé Spirituale che è l’Assoluto stesso nell’essenza, nella sostanza e nella realtà. Non è che un mezzo per volgersi a quell’Uno di cui prima vi dicevo, il quale sente tutto. Non è che un richiamare su di sé un qualcosa che deve giungere. Forse non giungerà nelle forme richieste, forse non avrà l’attuazione desiderata, forse non significa soddisfacimento di un desiderio manifestato ma è sempre un bussare a cui segue l’apertura di qualcosa. È sempre un chiedere a cui segue un dare e, in questo immenso Tutto, là dove in proporzione un microscopico nulla chiede, là si desta e vibra, vive qualcosa, dà segno qualcosa. È un’anima che invoca ed ecco che da questo infinito Tutto-Uno si stabilisce una corresponsione con questo piccolo e pur sempre udito richiamo. Questo, in effetti, è il valore della preghiera, figli cari. Nel concetto che noi vi abbiamo dato, del Dio Uno Assoluto”. (Maestro Dali)
I Sabati del Cerchio:
In questa sezione sono raccolte le registrazioni degli incontri presso l’Hotel Michelangelo. Il programma della stagione 2025/2026 è il seguente
English version:
Since the books of Cerchio Firenze 77 are only in Italian, this section provides the English translation of some chapters. (Any help to improve the translations is more than welcome !)
Articoli recenti:
Percezione sul piano akasico
Il Maestro Kempis descrive come è la percezione di chi vive consapevolmente nel piano akasico, ovvero ha superato la necessità di reincarnarsi nel piano fisico.
Amatevi gli uni gli altri
Comunicazione del 24-2-1972 Dali: “La pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari. Un caro saluto ed una benedizione a tutti voi, o figli. Una cosa io vi raccomando: che vi amiate gli uni gli altri. Vi ricordo l’ultimo insegnamento del Maestro Cristo. Ricordatevi che senza l’amore tra voi, non è possibile…
Incontri del mercoledì: 16/12/2025
Incontro di discussione e condivisione, tenuto da Anna Maria Fabene e Andrea Innocenti, sui brani “Rapporto cervello e psiche” da p. 110, del libro LE GRANDI VERITà.
La logica della morale che deriva dall’insegnamento filosofico dei Maestri del Cerchio Firenze 77 è ribadita da François nelle seguenti comunicazioni (9 Ottobre 1982, 14 Maggio 1983, 29 Gennaio 1984):
“È importantissima la filosofia, è importantissimo l’insegnamento proprio perché serve a suscitare un sentire, o perlomeno un afflato, verso queste Verità e il messaggio dei Maestri. In fondo, il messaggio dei Maestri è questo, è vero?, è certo una parte anche morale, etica ma questa non è detta solamente così come viene enunciata come una legge, un principio a cui gli uomini debbono attenersi, ma è il risultato di una visione logica della Realtà, è vero cari? E allora, è importante questa visione logica proprio perché prima di tutto deve portare a giustificare la morale, vero?, capirla, non più accettarla così come qualcosa che viene dall’alto. Ed è soprattutto proprio importante perché deve suscitare questo afflato verso le Verità che sono sconosciute alla maggior parte degli uomini, e proprio per dare all’uomo una diversa condotta. L’uomo oggi non può più sentirsi imporre dall’alto qualche cosa, è vero,? un comandamento in tono autoritario, non per niente, non capiamo se poi in pratica non funzionano, non per niente la maggior parte dei popoli della Terra sono amministrati da democrazie, almeno nel nome, è vero cari? Proprio perché questo ci dice che la condotta deve venire dalla convinzione dell’uomo, non già da qualcosa o qualcuno che sta in alto e che impone il suo indirizzo. Questo avviene anche al livello di morale, a livello di vita dell’uomo, vissuta, non può più un’imposizione, una rivelazione. I Maestri non portano una rivelazione, portano la Verità e la Verità, dicono, deve essere accettata da coloro che Li ascoltano, altrimenti non serve a niente. Non deve essere presa così perché Loro l’hanno detta, è vero?, anzi quando non torna Essi ci consigliano di scartarla, e anche questo è una maniera molto democratica, se vogliamo, è vero?, di avvicinarsi proprio alla Verità.“
“Cari amici buonasera, non potevo lasciarvi andare via da questa riunione senza salutarvi. Dopo un po’ di tempo, come qualcuno di voi da tempo si aspettava, io sono tornato per salutarvi con grandissimo affetto e ricordarvi quello che ho avuto occasione di dire più volte e cioè che lo scopo di queste nostre conversazioni, innanzitutto, lo scopo dei Maestri, del loro insegnamento e poi di noi, noi amici che ci poniamo a disposizione vostra, è quello principalmente di darvi una maggiore coscienza di voi stessi. Non c’è bisogno di rifare la storia dell’umanità per vedere quanti passaggi abbia compiuto l’uomo, quanti stati d’animo e quanti stati d’essere si siano susseguiti nelle varie umanità, per capire che la meta verso cui tende l’umano, a cui tende l’evoluzione dell’uomo, è proprio quella di portarlo ad una coscienza individuale. Ecco allora lo scopo di queste comunicazioni, di questi insegnamenti, è quello di chiarire la Realtà in maniera che ciascuno di voi abbia una visione del mondo in cui vive, in cui è immerso, radicalmente diversa da quella che è stata data fino a questo momento e che era utile e necessaria per certe creature e certi momenti (altrimenti non sarebbe stata così). Adesso cambia la fase di evoluzione dell’uomo, cambiano i tempi, cambiano l’intimo delle creature e quindi cambia anche l’insegnamento e la meta che l’uomo deve raggiungere. E appunto questa meta si può sintetizzare nelle parole: autocoscienza, la coscienza individuale. Perciò cominciano, i Maestri, con distruggere tutte quelle visioni di Dio in forma antropomorfa, di questo Dio che è simile ad un regnante che è al di fuori, quasi, del Creato e che si ha un Dio in Cielo e in Terra e in ogni luogo e poi dopo invece in quello che si va a vedere singolarmente e successivamente questo concetto non corrisponde. Ecco qui la logica, ogni affermazione per essere logica deve essere la conseguenza di un presupposto e tutto deve essere concatenato. Perciò se si dice che Dio è in Cielo e in Terra e in ogni luogo si dice che Dio è il Tutto, non si può pensare un Dio che se ne sta nel Regno dei Cieli e che osserva l’umanità e quello che fa l’uomo, quasi con senso di distacco, oppure con il fucile spianato pronto a sparare e colpire allorché questo povero essere, così in fondo debole, erra. Un Dio, come dice il Maestro Kempis, che misura la sua onnipotenza, onnipossenza, con la debolezza dell’essere umano (che noi sappiamo benissimo per esperienza diretta, ciascuno di noi sa quanto siamo deboli). Perciò questa visione di Dio, così prospettata da secoli e secoli dalle varie religioni dell’Occidente in verità, perché in quelle dell’Oriente la prospettazione era diversa, deve essere trascesa. Voi dovete cominciare a capire che tutti gli esseri, tutti noi, tutto questo mondo è immerso in Dio. Dio che comprende e contiene tutto, ma al tempo stesso trascende il tutto perché, come ha giustamente ricordato l’amica Luciana, va oltre la somma di tutto quanto esiste, da qui la trascendenza di Dio. Ma questa trascendenza non significa estraneità nel senso che fino ad ora è stato dato alla trascendenza di Dio, qualcosa che è al di fuori al concetto teistico della creazione. No, trascendenza proprio perché trascende la somma di tutto, però è costituito da tutto quanto esiste. Perciò abituiamoci, cari amici, ad intravedere questa Realtà nella quale siamo immersi come un immenso seno del Padre nel quale, ciascuno di noi, ha un posto ben preciso ed è egualmente e estremamente indispensabile. Non solo ogni essere umano, ma anche ogni cellula è così indispensabile che se venisse ad annullarsi, per assurda ipotesi, una cellula sola cadrebbe il Tutto. Pensate quanto sia tutto legato e consequenziale. Quindi la logica è proprio lo specchio di questo legame e di questa consequenzialità. Questa è la logica. E le Verità spirituali non debbono essere prese a sé stanti, come qualcosa che non si può ragionare, che si deve accettare per fede. La Verità spirituale è estremamente logica, sempre! E l’uomo può arrivare a coglierla, a comprenderla. Non arriverà a sentire Dio, cioè non arriverà a sentire questa Realtà, perché il sentire è una conquista individuale, come lo è l’evoluzione (è la stessa cosa, vero cari amici?). Non potrà mai arrivare a sentire Dio attraverso a quello che un altro gli dice, ma potrà arrivare a sentirlo lui! E ancora prima di arrivare a sentirlo, potrà arrivare a capirlo logicamente, a capire logicamente se non tutto ma nel suo concetto generale. Anzi, quando si dice che Dio è Assoluto, implicitamente si ammette per logica (ed è così), che Dio è Tutto quanto È, Tutto quanto esiste e oltre. E se si dice che è Assoluto, si deve dire che è Completo, e se si dice che è Completo, si deve dire che è di niente mancante, e perciò si dice che comprende Tutto quanto esiste e quindi nessuno e niente può essere disgiunto da Lui. E se nessuno e niente può essere disgiunto da Lui, si dice implicitamente che ogni essere è in Lui e Lui può riconoscere, sentirsi in Lui e indentificarsi in Lui. Perché se vi fosse anche un solo essere che fosse destinato a non raggiungere coscientemente l’Assoluto (dico raggiungere coscientemente l’Assoluto perché, in effetti, nessuno può uscire da questo seno del Padre del quale prima parlavo), se anche vi fosse un solo essere che non potesse raggiungere Dio, allora crollerebbe Tutto, allo stesso modo di come prima dicevo che se anche una cellula fosse annullata crollerebbe Tutto. Perché significherebbe che quell’essere non è contenuto da Dio, e questo significherebbe che Dio non sarebbe completo, mancherebbe di quell’essere, perciò non sarebbe Assoluto e quindi crollerebbe Tutto. Ecco perché dicevo che le Verità dello spirito sono essenzialmente logiche, sono conseguenti, omogenee e quindi sono il riflesso stesso, l’essenza stessa della logica. Lo scopo, cari amici, è ancora quello di darvi una visione della Vita più responsabile, nella quale voi abbiate più responsabilità di voi stessi, nella quale voi dovete fuggire tutti coloro che cercano di pensare per voi, di decidere per voi, di considerarvi dei minorenni, dei sottosviluppati mentalmente. Voi dovete acquistare coscienza di ciò che siete, ricordandovi che se per caso, assurda ipotesi, uno di voi venisse meno, potesse annientarsi, crollerebbe l’intero Esistente. Non dico questo Cosmo, ma l’intero sistema dei Cosmi. Quindi pensate a quanto importante sia ogni essere, e quindi voi stessi. E quello che è più bello, è che ogni essere è egualmente importante, non c’è un essere più importante dell’altro, non c’è un Gesù Cristo che è Figlio di Dio ed è più importante del figlio della donna di servizio, come si usa dire. Ogni essere è ugualmente importante, noi tutti siamo egualmente importanti e noi tutti siamo chiamati ad avere maggiore coscienza di noi stessi, del mondo nel quale viviamo e della Realtà che ci è ignota, che ci è attorno, la quale ci è amica. Non stiamo qua a parlare del mondo occulto per incutervi delle paure, per creare in voi uno stato di dipendenza, così che voi dovete avere paura che Tizio vi ha fatto una malia, o che l’altro vi ha fatto una fascinazione. Tutte queste sono sciocchezze! Voi dovete acquistare forza e fiducia in voi stessi, perché se voi avete forza e fiducia in voi stessi non c’è barba di nessuno che possa in qualche maniera soggiogarvi, non già magicamente ricordatelo!, semmai psicologicamente. Quindi anche in questo senso noi siamo qua per farvi avere una maggiore coscienza di voi stessi, per sottrarvi a questi stati di subordinazione e di dipendenza che si cerca di avere e di esercitare su di voi attraverso ora questa forma di occultismo che va tanto in voga. Noi siamo qua, cari, come portavoce dei Maestri, ma più ancora i Maestri stessi, vi comunicano proprio perché vi liberiate da tante grucce e tante dipendenze, perché abbiate la forza in voi stessi. Anch’essi cercano di darvi delle speranze, ma non già come necessità poi della quale voi non possiate più fare a meno, ma speranze che voi dovete trovare in voi stessi. E se, a questa grandissima opera dei Maestri, io sono riuscito ad aggiungere un piccolo tassello, ne sono più che contento, vi abbraccio immensamente e con immenso affetto cari amici.”
“Allora, miei cari, eccoci qua riuniti: io spero in una bella atmosfera amichevole, perché lo scopo principale di queste comunicazioni dei Maestri è quello di divulgare l’insegnamento; far vedere l’insegnamento occulto sotto una luce di rinnovamento, veramente grande: sia per quello che viene detto in più alle cose che fino ad oggi si conoscevano, sia per-proprio-il modo nuovo di presentare l’insegnamento esoterico o occulto. Voi vedete come i Maestri rifuggano dal dire cose con l’autorità di “Io lo dico, quindi, non c’è bisogno di dimostrare; voi dovete necessariamente crederlo”. Tutt’altro, è vero? Fondano sempre la loro affermazione sulla logica soprattutto, e sulla possibilità vostra e nostra di seguirli, senza fare dei grandi sforzi di comprensione. E questo è già un nuovo modo di presentare l’insegnamento occulto; perché una volta ci si preoccupava poco della capacità dei seguaci, degli interessati, di seguire o non seguire: questa era la verità che ti tornasse o non ti tornasse, che fosse consona alla tua mentalità o non lo fosse erano problemi tuoi, l’insegnamento era questo e basta. Mentre adesso un’accortezza dei Maestri è proprio quella di parlare un linguaggio che sia da tutti comprensibile; e da qui naturalmente i diversi tipi di voci che si rivolgono a voi; parlando con parole vostre e soprattutto alla vostra mentalità cosicché voi possiate capire. E questo insegnamento, in questo modo vi diventa familiare come in nessun altro modo potrebbe essere. Allora presentare, dicevo, l’insegnamento occulto in una veste che sia accessibile a tutti, comprensibile a tutti. Inoltre, come ho detto all’inizio, aggiungere cose nuove, inedite, che nessuno prima di ora ha mai detto pubblicamente per lo meno, e che danno la possibilità di comprendere più puntualmente, più precisamente, più esattamente, più approfonditamente le verità che sono dietro ciò che appare. E questa è una cosa importantissima, andare oltre ciò che appare per capire che la verità, la realtà, è diversa da quella che l’uomo può supporre. L’uomo, della verità, della realtà ne vede un’immagine e naturalmente come tutte le cose che in qualche maniera interpreta, la interpreta a modo suo secondo il suo modulo, secondo la sua natura, è vero? Certo, voi direte, gli animali la interpretano in chiave animale, l’uomo la interpreta in chiave umana. E invece ciò che i Maestri vogliono condurvi a raggiungere è proprio la interpretazione più vicina possibile che voi potete dare alla Realtà Oggettiva, alla Realtà Assoluta. Quindi, in qualche maniera vi fanno fuoriuscire dalla vostra condizione umana per capire che la realtà non può essere fatta solamente a immagine e somiglianza dell’uomo. Mentre le concezioni della realtà che l’uomo da’ sono sempre molto simili alla umana, sono cioè tutte in chiave antropomorfa. Tant’è vero voi guardate l’immagine che viene data di Dio Assoluto, è vero? Non si parla affatto di Assoluto: Dio è un uomo, un potente monarca, qualche volta un despota e via e via e via; oppure una figura d’amore ma estremamente umana, no? E questo non può essere così, naturalmente voi lo capite, perché deve essere qualcosa che va oltre il lato, la condizione umana, seppure importantissimi, come tutto quanto esiste nell’esistente, nel manifestato, tuttavia non sono la cosa più importante che vi sia. E questo ce lo dimostra la natura: l’uomo è una creatura molto molto importante, però la natura non fa preferenze-lo abbiamo detto tante volte, è vero, cari?-fra un uomo e un animale, perfino fra un uomo e dei semplici batteri, non fa alcuna preferenza: vince chi è più forte, e l’uomo non è detto che sia più forte di un batterio, tant’è vero che l’uomo muore fisicamente e non muoiono solamente i batteri. Quindi sarebbe errato pensare che la realtà fosse fatta a immagine e somiglianza dell’uomo. Cosa invece che più o meno le religioni, le filosofie e tutti gli altri tipi di discipline attinenti al pensiero dell’uomo hanno sempre inconsapevolmente affermato-dico anche inconsapevolmente, perché non era fatto a sommo studio, è vero?-però è facile per l’uomo ricondurre tutto alla sua dimensione. Cosicché, quando anche ha un’illustrazione della realtà oggettiva, della realtà che esiste, del mondo com’è, senza volere la adatta alla sua condizione e alla sua mentalità: la rende antropomorfa. E questo è un grave errore. Quindi bisogna saper comprendere più precisamente, bisogna fuoriuscire da questa condizione umana, e i Maestri con il loro insegnamento ( veramente sono Maestri anche in questo) riescono a farlo in una maniera molto molto efficace. Ora è naturale però chiedersi: che importanza ha conoscere una realtà più vicina possibile a quella esistente? Di per sé la cosa può avere semplicemente un valore eruditivo, cioè un valore di conoscenza, di appagamento di una curiosità per chi l’abbia, oppure, così, qualcosa che può dargli un certo tipo di cultura. Però, se questa concezione della realtà la si approfondisce, la si condivide, la si accetta nella convinzione-e quindi la si assimila- è molto di più che una semplice conoscenza; perché è capace di aprirvi qualcosa dall’intimo che traduce in vostra natura acquisita quegli ideali morali, i più importanti naturalmente, che sono stati in qualche maniera proclamati o additati da tutte le grandi spiritualità. E, dico, in natura acquisita perché non è qualcosa che vi viene detto come un principio da seguire, una regola di buona condotta da rispettare senza sapere bene perché, no. E’ qualcosa che voi seguite senza alcuno sforzo, perché è talmente logico che sia così, che diventa qualcosa che non si può fare a meno di seguire. L’amare gli altri come se stessi, (si si è ben compreso il concetto della Realtà che i Maestri danno), non diventa un comandamento così utopico, che ci si ricorda che vi sia solo quando si va a sentirlo ripetere nelle chiese una volta all’anno, o alla settimana, o al mese, ma è qualcosa che è estremamente logico, è proprio una conseguenza, direi, logica di questa realtà che i Maestri ci illustrano e cercano di farci comprendere. Per cui è una cosa che si fa proprio nella piena convinzione, perché se ne comprendono le ragioni dell’esistenza, le ragioni che la fanno essere; si comprendono le ragioni che si deve amare gli altri come se stessi, che sono estremamente logiche, non sono ragioni morali. La morale che scappa fuori da una logica incalzante che non lascia spazio a nessuna piega, nessun risvolto, nessuna ombra di dubbio. Quindi-cari-può darsi che l’insegnamento filosofico non sia adatto a tutti, però, in ogni caso, è sempre detto in maniera che, con un po’ di sforzo, può essere compreso. E si deve ricordare, ripeto, che lo scopo -il filosofo ricordi- che lo scopo dell’insegnamento filosofico è quello di giustificare logicamente, comprensivamente la morale. E il moralista, ricordi, che l’insegnamento filosofico non è che una parte, diciamo, ampliativa del suo insegnamento morale e che proprio seguendo la morale, senza forse domandarsi altra ragione, come fanno certe persone moraliste, ma non nel senso deteriore, cioè, coloro che seguono la morale perché veramente ne sono convinti, è un fare della filosofia la più logica e la più giusta che vi sia. Non vi sia quindi una divisione fra filosofia e morale, come non vi è nell’insegnamento dei Maestri, perché entrambe fanno parte di un sol costrutto: una è una spiegazione della Realtà e l’altra è la condotta, il comportamento, il modo di porsi di fronte a questa Realtà”.