Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] pp. 158-159
Commenti a cura di Andrea Innocenti
Kempis: “Odo i vostri pensieri, odo quello che voi cercate d’indovinare: «Che cosa Kempis risponderà? Sarà dell’opinione di non parlare di determinati argomenti quando ancora non sia ben delineata in noi una giusta maturazione, oppure – fidando nella nostra facoltà e possibilità di seguirlo – si avventurerà per quei sentieri della Scienza divina nei quali ben poco sostegno è la logica, tenue guida la fede, ma solo la maturazione spirituale è sicura conduttrice?» Che cosa è questa «maturazione spirituale», dal momento che lo Spirito, per Sua stessa Natura, è già maturo? Dal momento che lo Spirito, partecipe di Dio, non può né accrescersi né in qualche modo mutare? Che cosa è l’evoluzione per lo Spirito che non può evolvere? Che cosa è il futuro nell’Eterno Presente? Come è possibile parlare di cose così diverse? Parliamo di Assoluto e di relativo. L’uno contiene l’altro, l’altro è emanazione dell’uno. Ciò che è nell’Assoluto e che non sia Assoluto – giacché l’Assoluto è Lui solo, ed è Colui che È – è relativo; ma ciò che non è Assoluto non può essere che diverso da Lui, in altre parole non possono esservi due Assoluti. Una logica valida per il relativo, non può essere altrettanto valida per l’Assoluto. Se noi per comprendere il relativo, giungiamo alla conclusione che il relativo ha un suo ciclo di vita che nasce e muore, non possiamo con lo stesso metro misurare l’Assoluto.”
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L’inizio della parte dedicata all’insegnamento esoterico del libro “Oltre l’illusione” è subito molto significante. Fino ad ora i Maestri hanno descritto la Realtà come la vede il sentire relativo, cioè in divenire. Ora Essi parleranno di Assoluto, quindi di Eterno Presente, dove tutto è già lì, nella dimensione dell’essere. L’ardua impresa che Loro si propongono consiste nel dare con la mente, che per propria natura crea e rappresenta la realtà come divenire, una nuova percezione del mondo secondo la logica dell’essere. Dobbiamo abituarci a pensare che ogni momento della nostra esistenza è già stato e sempre sarà, così come ogni istante al quale crediamo di andare incontro già c’è, da sempre per sempre. L’insegnamento dei Maestri del Cerchio diviene così rivoluzionario e completamente nuovo, non trova analogia e riferimenti in nessuna altra dottrina sia essa esoterica che essoterica, dell’oriente e dell’occidente.
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Kempis: “Così non possiamo parlare di «evoluzione», di teoria di «scorrere», quali noi siamo abituati a concepirli nel relativo, e con lo stesso metro a ricercarli e a ritrovarli nell’Assoluto. Eppure il mondo del relativo è nell’Assoluto, eppure il relativo non è avulso dall’Assoluto, eppure il relativo non è un ente a sé stante dall’Assoluto. Non per nulla non abbiamo mai adoperato il termine «creazione», ma sempre «emanazione». Tutto è nell’Assoluto. Un quadro, prima ancora che sulla tela, esiste molto spesso nella mente dell’artista, del pittore. Eppure il pittore lo immagina in funzione di ciò che può realizzarsi, ed immagina un quadro con ciò che ha a disposizione. Se voi pensaste ad una materia ed il vostro pensiero fosse così intenso da renderla concreta, cioè da materializzarla, e pensaste anche a certe leggi le quali producessero la cristallizzazione di quella materia, ebbene la materia si cristallizzerebbe, voi avreste creato un mondo e le leggi secondo le quali questo mondo prenderebbe una forma. La successione della cristallizzazione avverrebbe in funzione delle leggi che voi stessi avreste stabilite. Ma ciò non avrebbe importanza: nell’intimo vostro, nel vostro pensiero, tutto sarebbe egualmente presente e pensato nello stesso istante; sia la costituzione della materia, che il ciclo secondo il quale questa materia giungerebbe ad una cristallizzazione. Nell’Eterno Presente tutto è presente in un medesimo istante eterno. Ciò che questo Eterno Presente origina per sua stessa natura, ha invece un ciclo di nascita e di morte; ma questa nascita e questa morte, e tutto ciò che è compreso da questa nascita a questa morte, è egualmente presente nello stesso istante nell’Eterno Presente e quivi è perciò immutabile. Pur tuttavia non può non esistere questo ciclo di nascita e di morte, perché se non esistesse non vi sarebbe l’Eterno Presente. Questo ciclo di nascita e di morte non è che la conseguenza logica, e non temporale, dell’Eterno Presente. Chi ha orecchi intenda.”
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Tutto è nella coscienza dell’Assoluto. L’idea e la realizzazione dell’idea. In uno stesso istante tutto è fermo immobile, ma con una sua logica ben precisa, che gli permette di realizzare il significato profondo della Coscienza che lo ha pensato e vuole. È difficile per noi concepire tutto ciò, perché le modalità dei nostri veicoli del mondo della percezione, confrontandosi con una rappresentazione duale, sono molto diverse. Rifacendosi all’esempio del pittore proposto da Kempis: L’artista prima crea nella sua mente un’immagine, questa è frutto di ragionamento, emozione, e qualche volta d’intuizione d’anima, poi però deve realizzare il tutto. Allora entra nella dimensione materiale, necessita perciò di una tela, dei colori, di un pennello. La realizzazione del dipinto avviene quindi in uno spazio-tempo dove il divenire è imprescindibile. Si vede perciò quanto ben diversa sia la dimensione della Realtà in essere dove tutto è pensato e compiuto nello stesso istante.
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[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.