a cura di Anna Maria Fabene
Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] pp. 78-80
Dali: “Riprendiamo questi nostri incontri in un momento in cui gli eventi umani sembrano volgere al peggio, in cui sorgono da molte parti grida di allarme. Sembra – e forse in parte è vero – che tutto vada a scatafascio e che nessuna speranza vi sia per l’uomo di oggi. In questa ridda di opinioni allarmanti e di grave preoccupazione nella quale, vostro malgrado, siete trascinati, mai come ora vi preghiamo di tenere presente il nostro insegnamento, figli, mai come ora vi invitiamo ad essere fiduciosi, soprattutto a non fidare in un «uomo del destino». L’uomo del destino è ciascuno di voi, o cari, perché ciascuno di voi, da solo, può essere l’artefice della serenità, della tranquillità, dell’equilibrio, della giustizia, del retto vivere ed operare della società. Quante volte abbiamo ripetuto che la società è fatta di individui e che nessuna legge, nessuna imposizione, nessun ordine imposto può valere la coscienza individuale. Cominciate quindi da voi stessi, dalla vostra famiglia, dalla vostra vita a portare ordine ed equilibrio; cominciate dal vostro mondo a far regnare la giustizia, la serenità. Questo è l’unico rimedio veramente valido che possa ricondurre la società umana su un binario più tranquillo e di maggior serenità. In questo momento, o figli, in cui ogni valore che l’uomo aveva tenuto sugli altari dei propri ideali sembra sparire e venire calpestato o tenuto in nessun conto, più di sempre è importante che vi siano delle creature, come voi, che si riuniscono per formare una catena di pensieri e di intenzioni che risulta, all’occhio di chi vede oltre l’apparenza, come una sorta di faro da cui si diffonde un segnale per la nuova strada che l’umanità dovrà percorrere. Parlare di evoluzione in un simile momento, fa correre il rischio di non essere creduti perché in effetti, udendo i fatti della vostra vita, sembra che l’umanità non sia progredita, ma abbia percorso il cammino all’inverso. Voi sapete, perché molte volte lo abbiamo detto – e lo ripeto per chi non ascolta sovente la nostra voce – che tutto avviene secondo un ordine preciso, e che anche quello che può sembrare disordine e confusione obbedisce ad una legge di equilibrio che non falla. Questo momento, che tutto il mondo in generale sta vivendo, è e segna un trapasso da una vecchia epoca ad una nuova. È un momento di transizione dove cadono le stampelle, gli appoggi, le grucce, i limiti entro i quali l’umanità di ieri doveva muoversi, per dare respiro a più grandi e ampi spazi. L’umanità di oggi e più ancora del domani, si muoverà in direzioni diverse e – quello che conta più di ogni altra cosa – si muoverà di moto proprio, in maggior libertà. È questo cadere dei tabù, delle inibizioni, delle morali coercitive che dà l’impressione di un peggioramento nello spirito degli uomini, ma voi dovete guardare con fiducia al nuovo respiro della umanità; non dovete giudicare tutti gli uomini dai fatti di cronaca nera o simili che leggete sui giornali. Di fronte a questi eccessi – pur essi importanti ed essenziali per le creature che li compiono, perché costituiscono l’esperienza che esse debbono fare – vi sono tante, tantissime creature che vivono semplicemente, modestamente la loro esistenza. Forse un po’ smarrite perché non credono più alla religione, non credono più all’autorità costituita, non credono più all’onestà di chi dirige la sorte dei popoli, ma conservano nel loro intimo un’intenzione pura, un segreto anelito a qualcosa di buono e di effettivamente accomodante, sanante. Vi sono tante creature che non appaiono sulle colonne dei giornali e attendono di credere ancora a qualcosa di veramente costruttivo. Ebbene, quando avvicinate qualcuno che è vicino a voi come vicinanza fisica, e più ancora vicino a voi per questo anelito di cui vi dicevo, sappiatelo riconoscere, sappiate dare a queste creature la speranza che esse attendono. Parlate a questo «qualcuno», dite che ciò che appare è un atto ed una rappresentazione che deve essere per fare scaturire nel loro intimo – nell’intimo di questi che vi ascoltano – come reazione, un maggiore impulso ed una maggiore ricerca alla rettitudine, all’onestà, questa volta non più imposte dall’esterno, ma ritrovate nell’intimo di ogni uomo. Questo è quello che vi raccomando, o figli.”
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Le difficoltà che dobbiamo incontrare possono minare la fiducia nella Vita e renderci sensibili al pessimismo, alla depressione ma le parole del Maestro Dali ci confortano e riaccendono in noi la speranza.
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Brano tratto da OLTRE IL SILENZIO,[2] p.120
Dali: “Vorrei, figli, presentandomi a voi, potervi annunciare un periodo, per l’umanità, bello, tranquillo, di serenità, in modo che anche le vostre vite personali potessero, da quel punto di vista, essere improntate alla stessa serenità e tranquillità. Purtroppo, però, non è così. Ancora anni di contrasti, sangue, sono di fronte a voi; momenti in cui gli uomini penseranno di andare verso una catastrofe, in generale; in cui la speranza sembrerà essersi definitivamente spenta. Allo stesso modo, nella vostra vita potranno esservi dei momenti più duri, più difficili; ed allora, in quei momenti, ricordate queste nostre parole che vi invitano a sperare, a pensare al destino di ogni uomo, che è quello di essere partecipi di una beatitudine indescrivibile. Può darsi che questo non sia vicino – come prima dicevo – che ancora vi attendano giorni faticosi, ma è certo invece che questa è la realtà che vi attende. Allora, non contribuite allo spegnersi della speranza in voi stessi e in coloro che vi sono vicini; ma anzi alimentatela. Siate certi che niente è veramente perduto, e che il motivo per il quale l’uomo vive è quello di trovare coscienza in una realtà così splendente che neppure può immaginarla. Trovate forza per comunicare ad altri questa certezza e per passare dai momenti oscuri quasi sorvolando, quasi non essendo coinvolti, ma tutti attenti e diretti a ciò che di bello vi attende. Noi siamo sempre al vostro fianco con tutti i cari che hanno lasciato la dimensione fisica e che cari continuano ad esservi e ad essere; i quali tutti vi salutano attraverso di me, e sono felici che siate qua, che abbiate avuto questa opportunità, perché sanno che potrà esservi di aiuto e di illuminazione, che è un seme che porterà i suoi frutti e vi assisterà nel compito e nel restante periodo della vostra vita. Non dimenticateci, cari, teneteci sempre nel vostro cuore.”
[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.
[2] OLTRE IL SILENZIO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Luciana Campani Setti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1984.