Commenti a cura di Andrea Innocenti
Brano tratto da “OLTRE L’ILLUSIONE” [1] pp. 171-173
Dali: “Avete avuto il tempo necessario per meditare: meditare su questi concetti significa cercare un nuovo modo d’intendere, cercare di penetrare entro una Realtà inconsueta, inusitata; una Realtà totalmente diversa da quella che cade sotto i vostri sensi o che voi potete immaginare sulla base di ciò che siete avvezzi a vedere, a «sentire», a percepire. Ciò non di meno è indispensabile che ciascuno di voi penetri tutto questo concetto nuovo. È una visione del mondo che voi avete, che può apparire divisa, frazionata in tanti elementi costituenti; eppure così è, figli. Anche il Cosmo è composto di tante unità elementari; il Cosmo inteso come vita, come movimento quale a voi appare, di tante unità costituenti che noi abbiamo chiamate «fotogrammi». Questo nuovo modo di vedere deve porvi di fronte a nuovi pensieri, nuove deduzioni. Immaginate che ciascun attimo della vostra esistenza – e della nostra esistenza – che passa con tanta velocità, tanta lentezza a volte, esiste eternamente; e non già come una cosa passata che ha perduto ogni significato ed ogni «vita»; ma così come voi lo vivete, come voi lo «sentite», come voi lo percepite: in quel modo, con la stessa carica emotiva, con la stessa carica di vita, di «sentire» o di esprimere: in quel modo esiste nell’eternità. Pensate che ogni attimo dunque, per quanto celermente possa trascorrere, è il risultato di una scelta che voi fate, nell’ambito della vostra libertà. E quando anche è giocoforza andare in quel senso, vivere quell’attimo – che a voi sembra il risultato di tutto fuorché di una vostra scelta – ricordate che quel fotogramma si è parato di fronte a voi chiamato da una vostra antecedente scelta. Così, figli, può darvi smarrimento e confusione pensare a questa miriade di fotogrammi; ma non temete, non v’è pericolo che vi perdiate. V’è l’unità fondamentale del vostro essere che percorre, scegliendo dove può, i vari fotogrammi o «situazioni cosmiche» e che non perde la strada giacché, alla radice di se stessa, v’è ciò che sicuramente la conduce alla mèta di ognuno.”
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Ogni istante della nostra esistenza è un fotogramma fisico, astrale, mentale e causale che esiste da sempre e per sempre, nell’Eterno Presente. È conseguenza di una nostra scelta quasi sempre obbligata e soltanto qualche volta completamente libera. Ma questa frantumazione della vita è soltanto apparente, perché ogni fotogramma è un attimo dell’unica e vera Vita che ha quale finalità il manifestare se stessa, quale consapevolezza e coscienza dell’unità del Tutto. La dolcezza del Maestro Dali ci guida con prudente, ma ferma determinazione ad una completamente nuova, direi quasi capovolta, visione della vita, che se fosse da noi perfettamente assimilata sconvolgerebbe il comportamento ed il nostro stare al mondo.
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Dali: “L’esempio dei fotogrammi, se non è considerato nella sua estensione, può ricondurvi ad una visione della vostra esistenza in cui non esiste libertà alcuna. Ma pensate che il Cosmo esiste in tutte le mutazioni possibili, con esclusione di quelle assurde, e voi – con la libertà che avete, che è direttamente proporzionale alla coscienza acquisita – potete scegliere varie di queste mutazioni. Nell’Assoluto, vi dicemmo, esiste il Tutto, quindi il tutto nel senso lato; nel Cosmo, vi diciamo, esistono innumerevoli mutazioni possibili. Perché diciamo «possibili»? Perché il Cosmo, essendo costituito secondo un modulo, limita – per forza di questo modulo – il numero delle mutazioni. Supponiamo, figli, che voi scegliate un fotogramma in cui vi sia una creatura la quale pone in movimento un fenomeno fisico che conduce ad un’esplosione. Innesca una bomba, ad esempio. L’esplosione, voi dite, avviene in virtù di una legge fisica. E noi possiamo servirci di questa espressione. Il fotogramma successivo non sarà unico: la creatura che sceglie una situazione, un fotogramma in cui innesca una bomba, ha di fronte a se un certo numero di altri fotogrammi. Perché dico «un cero numero» e non «un numero infinito»? Perché in virtù del modulo convenzionale del Cosmo, i fotogrammi, le mutazioni possibili, sono solo quelle in cui si ha l’esplosione della bomba. Da qui la scoperta della legge che conduce ad enunciare il fenomeno dell’esplosione come fenomeno delle leggi fisiche. Intendo dire, figli, che se una creatura opera una scelta innescando – ad esempio – questa bomba, ciò che la creatura subirà nell’attimo successivo, potrà contemplare la mutazione del suo modo di agire, ma non già del fenomeno che si produce in virtù del modulo fondamentale del Cosmo. Così la creatura potrà essere colta da una crisi di coscienza ed allora scegliere un altro fotogramma in cui essa avverte i propri simili affinché non abbiano a restar vittime di questa esplosione, ma anche in questo fotogramma scelto l’esplosione vi sarà. Potrà addirittura scegliere – sempre per una crisi di coscienza – un fotogramma in cui si getterà sopra la bomba per soffocarne l’esplosione e fare in modo che nessuno – pur non essendo avvertito – possa rimanere danneggiato: ma l’esplosione vi sarà. Potrà ancora scegliere un altro fotogramma in cui penserà a fuggire, recando danno così a quanti sono lì presenti; ma l’esplosione vi sarà. Ecco come e perché le mutazioni che possono scegliersi sono quelle che possono avvenire nell’ambito del modulo fondamentale del Cosmo.”
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Il Maestro Dali con questo esempio ci vuole spiegare come le varianti riguardano la coscienza dell’individuo e che, in virtù di esse, acquista margini di libertà. Queste mutazioni sono però condizionate dalle leggi dei piani della percezione, a loro volta imposte dal modulo del Cosmo. È interessante notare come sul piano fisico queste leggi sono quelle che la scienza umana cerca di scoprire e studiare. La logica governa queste leggi ed è a sua volta espressa dalla matematica. Possiamo dedurre da tutto questo che: la scienza, per quanto basata su dati che acquisisce mediante i sensi fisici e quindi molto limitati e spesso precari, grazie alla matematica ritrova spesso molti punti di validità, se non proprio di vera oggettività.
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Fratello Massone: “Ecco che cosa significa «circoscriversi», «limitarsi» dell’Assoluto: significa creare un modulo per creare un Cosmo; ed un Cosmo è – in questo senso – la limitazione, la circoscrizione dell’Assoluto.”
[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.