Intersecazione delle razze e delle epoche

Commenti a cura di Andrea Innocenti

Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] pp. 190-194

Voce del Maestro Kempis

Kempis: “Vi dicemmo che l’epoca evolutiva dell’individuo che va dalla prima incarnazione umana fino alle soglie del superuomo, comprende un arco di tempo umano che misura circa cinquantamila anni. Questi cinquantamila anni sono divisi in sette grandi età di circa 7350 anni: ciascuna di queste grandi età di 7350 anni è divisa in tre periodi che misurano, grosso modo, 2450 anni. Dico grosso modo perché vi sono delle intersecazioni, dei periodi che si accavallano. Ancora ciascuno di questi periodi si divide in sette età o piccoli cicli i quali, perché il conto torni devono durare circa 350 anni. Dico perché il conto torni, perché in effetti ciascun ciclo dura 700 anni, ma poiché laddove finisce un ciclo ne inizia un altro ed a cavallo fra questi due ve n’è uno intermedio, ne risulta che i piccoli cicli segnano un passare del calendario di 350 anni anziché di 700: questo lo sapete dallo schema che a suo tempo vi abbiamo dato.”

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L’inizio dell’evoluzione della nostra razza ariana è di circa 33.850 anni fa. Perché inizia a metà dell’evoluzione della razza atlantidea, che è terminata circa 12.000 anni fa (10.000 avanti Cristo + 2.000 dopo Cristo =12.000) . Quindi 25.000 + 12.000 = 37.000 ma tenendo conto degli accavallamenti possiamo considerare circa 33.850 anni fa. Ci troviamo quindi nell’ anno 1977 (ora 2021) e stiamo vivendo nella 5° grande età. Abbiamo vissuto 4 grandi età 29.400 anni più (33.850 – 29.400) = 4450 anni questi sono gli anni trascorsi nella 5° età.

Calcoliamo gli anni trascorsi nel secondo ciclo .

Il 1° l’abbiamo già vissuto, quindi per calcolare gli anni vissuti del 2° ciclo lo calcoliamo così: 4.450 (anni vissuti 5° età) – 2.450 ( durata di un ciclo) = 2.000 anni vissuti del 2° ciclo. Per finire il 2° ciclo ed arrivare ad iniziare il 3° mancano 2.450-2.000= 450. Mancano per arrivare a terminare la 5° età Totale 450 +2450= 2900 anni

Siamo circa nel 7° piccolo ciclo del 2° grande ciclo. Abbiamo vissuto i primi 6 piccoli cicli di questo grande ciclo 350×6= 2100, dobbiamo vivere circa 2.450 (grande ciclo) – 2.100 anni vissuti del 2° grande ciclo) = 350 anni che restano da vivere per finire il 2° cioè tutto il 7° piccolo ciclo 350.  Mancano a terminare il 2° grande ciclo circa 350 anni, perché dura 2450 anni, ne abbiamo vissuti 2.100. Mancano circa i 350 del 7°piccolo ciclo.

 In conclusione, dobbiamo: Finire il 7° piccolo ciclo, durata 350 anni. Finire il 2° grande ciclo mancano 450 anni. Dobbiamo finire la 5°Età . Per finirla dobbiamo perciò ancora vivere il 3° grande ciclo più 450 del  2° ciclo, quindi mancano 2900 anni.  Possiamo calcolare gli anni che mancano a finire la 5° anche in questo modo. Avendo vissuto circa 33.850 anni ed essendo la durata di 5 età circa 5×7.350=36750 abbiamo 36.750 – 33.850 = 2.900 anni otteniamo sempre gli anni che mancano a finire la 5° età. Stesso numero ottenuto con il calcolo precedente.

In conclusione: dobbiamo vivere 2.900 anni per finire la 5° età poi tutta la 6° e la 7° grande età. Sono circa 2.900 (anni che mancano terminare la 5)°+14.700 (6° e 7° età ) =  17.600. Quindi si deve arrivare a 33.850 (anni già vissuti) + 17.600 (anni da vivere) = 52.450 durata dell’esistenza di una razza.  Numero che approssima il numero così ottenuto 7 (numero età)X 7.350 (Durata di un’età) =51.350 Durata razza.

La differenza è minima se si tiene conto della sovrapposizione dei periodi ed è : 52.450-51.350=1.100 nel totale per ogni razza 7.492(52.450:7)-7.350(Calcolato dai Maestri) =142 anni in più per ogni età.

Durata di una razza circa 51.350 anni con le 7 grandi età di 7.350 anni. Sono rappresentate le 7 grandi età. Stiamo vivendo la 5° età. Per giungere al termine dell’evoluzione della nostra razza occorre finire la 5° età e vivere la 6° e 7°  età .Totale  2.900 + 7.350 + 7.350 circa 17.600 anni

Durata  di una grande Età 7350 con i tre grandi Periodi di 2450. E’ rappresentata la 5°grande età con i tre periodi e nel secondo periodo i  sette piccoli cicli , noi stiamo vivendo nel 2° grande periodo  l’inizio 7° ciclo periodo. Per finire la 5° età dobbiamo finire il 7° piccolo ciclo del 2° grande periodo e poi il 3°grande periodo  Totale 450+2450= 2900

Durata di un grande periodo con i 7 piccoli cicli di 350 anni. E’ rappresentato il 2° grande periodo con i sette piccoli cicli . Per finire il 2° grande periodo occorre vivere il 7° piccolo periodo. Totale 350 anni

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Kempis: “Dice un principio degli occultisti: «Il piccolo è uguale al grande». I cinquantamila anni che si riferiscono all’evoluzione di una razza da uomo a superuomo sono, né più né meno, quelli di cui ci siamo interessati quando, in questi ultimi tempi, abbiamo parlato di razze. Quando abbiamo detto che la vostra razza comprende anche Atlantide fino a oltre, molto oltre, l’anno 2000 (dico duemila perché il più prossimo a voi) volevamo dire: il vostro ciclo evolutivo da selvaggio a superuomo è compreso in questo arco di tempo. In base ad un’altra affermazione voi sapete che il tempo che voi state vivendo corrisponde al 5° grande ciclo o grande età, al 2° periodo, al 6° e 7° piccolo ciclo o età. Il che corrisponderebbe, a conti fatti, a circa 35.000 anni di ciclo evolutivo, tenendo conto dei debiti accavallamenti: cioè, quando avete iniziato la vostra evoluzione quali selvaggi erano circa trentacinquemila anni fa. Vi abbiamo anche detto che la fine di Atlantide (civiltà di Atlantide appartenente appunto ad un’altra razza) è avvenuta attorno ai diecimila anni fa. Ed allora, ecco il grande che assomiglia al piccolo: è qua, in questo passaggio delle razze. Cioè, pressappoco alla metà dell’evoluzione di una razza, comincia l’evoluzione della razza successiva e finisce l’evoluzione della razza precedente. Così, se questa razza ha iniziato a manifestarsi con le prime incarnazioni quali selvaggi circa trentacinquemila anni fa, in quel tempo la civiltà di Atlantide era a metà strada. Il che vuol dire che aveva un’anzianità evolutiva di circa venticinquemila anni: la fine di Atlantide è avvenuta dopo altri 25.000 anni e cioè diecimila anni fa, pressappoco. Se è vero che l’attuale razza ha avuto le prime incarnazioni umane 35.000 anni fa, non è altrettanto vero che i primi uomini, i primi selvaggi di questa razza si siano incarnati proprio in seno alla civiltà di Atlantide. Quindi, stessi fotogrammi di tempo, ma non di spazio. Ed ecco che i fotogrammi in comune si hanno circa alla fine della civiltà di Atlantide, quando gli individui della razza attuale non erano più selvaggi, ma ad un grado evolutivo un poco più alto, perché non vi sarebbe stata possibilità di comunicazione fra individui di tale diversa evoluzione.”

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Tenendo conto delle indicazioni fatte dal Maestro Kempis riguardo ai tempi di evoluzione delle razze possiamo concludere che la civiltà di Atlantide è terminata circa 10.000 anni fa, mentre la nostra razza ariana ha iniziato la sua evoluzione circa 35.000 anni fa, quando la razza atlantidea era a 25.000 anni della sua evoluzione, è iniziata l’evoluzione della razza ariana. Perciò queste due razze si sono intersecate per circa 25.000 anni. Quando gli individui della razza ariana erano ancora selvaggi non sono stati condivisi fotogrammi di spazio, ma negli ultimi anni della razza atlantidea i fotogrammi sono stati condivisi, e questo probabilmente è avvenuto per il nostro spazio-tempo all’epoca dell’antico Egitto. Così possiamo dire che la razza successiva alla nostra sta condividendo i nostri fotogrammi da circa 15.000 anni. Questo spiega tante problematiche e contraddizioni che sta vivendo la nostra epoca.

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Kempis: “Tutto questo però sempre guardando la rappresentazione dei fotogrammi, perché ora voi sapete che, guardando da un altro punto di vista, in effetti le razze sono tutte contemporanee. Se potessimo prendere – per dire – un prototipo della razza Atlantidea e paragonarlo in qualche modo ad un tempo, corrisponderebbe come evoluzione al prototipo della razza della Lemuria, al prototipo della razza vostra attuale e delle future. Naturalmente la media può essere solamente indicativa, poiché nell’ambito di una razza l’evoluzione individuale ha delle sfasature ed i fotogrammi singoli sono sentiti in tempi diversi. Possiamo affermare il principio – ancora torniamo ad affermare dei principi – che le razze sono, in qualche modo, contemporanee: la Lemuria, che secondo la vostra epoca è collocata nel passato, vive ancora in uno stato di esistenza quale voi oggi vedete la vostra civiltà. I fotogrammi sono sempre tutti esistenti, anche nelle mutazioni collaterali. Ma quando voi avrete meditato e compreso bene che l’evoluzione degli individui in senso lato, appartenenti a tutte le razze, avviene in ultima analisi, simultaneamente, tanto che prima sono vissuti tutti i fotogrammi quali cristallizzazioni, poi tutti i fotogrammi quali piante, poi quali animali e poi quali uomini; quando avrete ben compreso questo, finalmente, dovete fare un passo avanti e riflettere bene questo «prima» e questo «poi» non esiste. Questo sentire «prima e dopo» è una Verità che appare solo nel relativo, solo laddove si conta il tempo, ma nella Realtà l’individualità sente tutto nello stesso attimo senza tempo; tutte le fasi del «sentire individuale» esistono al di fuori del tempo.”

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Per capire bene queste argomentazioni del Maestro Kempis bisogna tenere in conto, che la realtà esposta dai Maestri è in essere, quindi tutte le razze ed i sentire in esse rappresentati sono contemporanee dal punto di vista del tempo, quale noi intendiamo, prefigurandosi così l’immagine del Eterno Presente. Mentre se si considerano i sentire in relazione al loro grado di limitazione, e valutiamo la contemporaneità in ragione dell’uguaglianza di tale grado, allora avremo sentire di coscienza fra loro contemporanei, ma appartenenti a razze diverse, quindi che stanno vivendo fotogrammi di spazio-tempo completamente differenti fra loro. In conclusione, ognuno di noi sarà contemporaneo a tutti coloro che hanno il nostro grado di evoluzione ed a qualunque razza essi appartengano.

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Kempis: “Questa sfasatura dei tempi, questo cercare di farvi intendere che il tempo non esiste, deve servire solo a farvi conciliare la Realtà con l’erre maiuscola con la realtà di tutti i giorni. Solo a questo: non a farvi diminuire la valutazione della realtà con l’erre minuscola. Non a farvi pensare che quello che avviene, avviene fin tanto soggettivamente da autorizzarvi a non tenere in nessun conto tutto quanto sta a voi attorno, pensando ed essendo convinti che dietro a queste facciate forse può non celarsi nessun «sentire». Superato questo primo momento di assestamento e di smarrimento – che del resto è del tutto comprensibile – voi vedrete che gli insegnamenti più alti delle filosofie impallidiscono di fronte alla Realtà che voi cominciate ad intravedere. Voi vedrete che di fronte a questa Verità, la realtà di tutti i giorni non diminuisce di significato, ma per le creature l’acquista vieppiù. Ed allora anche voi vi presterete ad aiutare il vostro prossimo a comprendere quella realtà, anche se per voi, in ultima analisi, potrà essere trascesa.”

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I Maestri pur insegnandoci che la realtà che noi stiamo vivendo non è la vera Realtà, non svalutano l’importanza del nostro quotidiano, anzi ci stimolano a viverlo con consapevolezza e partecipazione. Ciò che possiamo assimilare dentro di noi di quella ed unica Realtà della quale Loro ci parlano, servirà non soltanto ad ampliare i limiti della nostra coscienza, ma ad aiutare anche gli altri a comprenderLa. I Maestri, pur non investendoci di compiti da missionari dell’umanità (perché sanno bene che solo da coloro che sono pronti certi messaggi possono essere recepiti), ci invitano, come sappiamo e possiamo, a comunicare ad altri il grande tesoro che la Vita ci ha donato. Tutto, però, senza che l’orgoglio e la presunzione ci facciano pensare che ciò che esterniamo sia l’esatta interpretazione della Verità che Loro, con tanto amore, hanno rivelato.

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[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.