La successione degli stati di coscienza

A cura di Anna Maria Fabene

Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] p. 119

Voce del Maestro Claudio

Claudio: “Non di rado la conoscenza di una verità porta l’uomo ad atteggiamenti errati nei confronti della propria esistenza. E’ classico l’esempio dei popoli orientali che pur conoscendo molte verità, si pongono passivamente verso la vita. Badate che questo non accada anche a voi. L’errore in cui potete incorrere può originarsi dalla naturale reazione ad un vostro precedente diverso modo di atteggiamento verso la vita; una differente valutazione che le vostre idee religiose vi davano di essa. Credere che la vita sia l’unica occasione che l’uomo ha per meritarsi un premio od un castigo senza fine, tiene – o per lo meno dovrebbe tenere – desta l’attenzione dell’uomo verso problemi morali, più di quanto non induca a fare la convinzione che l’uomo viva più volte; cioè abbia più occasioni. Invece credere che la liberazione dell’uomo giunga ad un dato punto delle incarnazioni umane, equivale a credere che esista un tempo oggettivo che regoli la cadenza degli eventi e che questi non possano accadere se non è trascorso il tempo dovuto. La successione degli stati di coscienza non è una successione temporale come voi la intendete, è una successione logica e pur essa è un’illusione. Lo stato di coscienza che corrisponde alla liberazione dell’uomo, non è regolato dal trascorrere del tempo che è un’illusione, ma è determinato dallo stato di coscienza immediatamente precedente nella successione logica. Così è di tutti gli stati di coscienza. Lo scopo delle vostre esperienze nel tempo è quello di promuovere il raggiungimento di uno stato di coscienza successivo all’attuale nella sequenza logica. Ciò avviene attraverso ad un processo che comprende tre momenti: il porre attenzione, il rendersi consapevoli, il comprendere o assimilare. Se spontaneamente non ponete attenzione, non comprendete e non assimilate, penserà la vita con i suoi colpi a farvelo fare. Ma se non vi fosse questo correttivo naturale, l’intero calendario astronomico potrebbe trascorrere e la vostra illuminazione non giungerebbe. Al contrario, indipendentemente dal trascorrere del tempo –cioè anche in questo momento – se raggiungete la convinzione che la vostra vita non può né deve essere contenuta dal senso dell’ “io”, voi raggiungete la vostra liberazione, perché essa non è un evento del futuro; è sempre un’occasione del presente.”


[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.