A cura di Anna Maria Fabene
Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] p. 126
Claudio: “Ultimamente abbiamo affermato che l’amore altruistico è quel sentimento che più si avvicina al “sentire” del quale amiamo parlarvi; in tale sentimento infatti v’è il travalicamento dei confini della separatività, del tuo e del mio. Si può dire che lo scopo di tutte le umane esperienze, in ultima analisi, sia quello di superare il senso della separatività e tutto quanto questo senso crea: solitudine, invidia e gelosia, avidità, brama di possesso; quanto più ci si aggrappa alle distinzioni create dall’ “io” e più si creano cause di sofferenza. La nostra futura esistenza non è la continuazione infinita di noi stessi, che è un’ illusione, ma l’eternità in cui non v’è separazione, tu e “io”. E’ un “sentire” che non conosce distinzione, particolarità. Udendo queste parole voi ne siete tormentati perché temete che l’unione col Tutto equivalga all’annullamento degli esseri, perché voi cercate la moltiplicazione nel tempo dell’ “io sono” e non comprendete che l’unione col Tutto è invece la realizzazione del proprio essere, che è l’essere di tutte le cose; perciò una tale realizzazione è impersonale ed onnicomprensiva. Questa realizzazione non comporta un attutimento della coscienza, ma se mai, una sua esaltazione per il suo espandersi oltre i confini del tempo e dello spazio, del tu e dell’ “io”.”
[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.