Conosci te stesso (Parte I)

A cura di Anna Maria Fabene

Brano tratto da PER UN MONDO MIGLIORE, [1] pp. 46-49

Voce del Maestro Claudio

Claudio: “Altre volte abbiamo analizzato assieme i processi dell’io. Abbiamo visto come l’io riesca a celarsi dietro a sentimenti nobili quali, ad esempio, l’altruismo; come un modo di vita ligio alla morale sia tenuto unicamente per imporre il proprio io di fronte alla condotta altrui, per riceverne lode; in parole povere, come si faccia del bene unicamente per farsi lodare. Dovreste aver fatto caso, specie in questo tempo, come ciascuno si muova, lavori, fatichi unicamente per ambizione, per se stesso; si può dire che ciascuno si dedichi al culto dell’io. La causa di tutto questo è nell’individuo stesso, è insita nella radice dell’uomo. Vi abbiamo anche insegnato che non esistono schemi di pensiero, o sistemi che possono modificare tale natura; ma che solo l’esperienza, nel senso di ciò che insegna e fa evolvere, può modificare radicalmente tale natura. Non essendoci dunque un sistema, come l’individuo addiviene a questa liberazione dai processi dell’io? Attraverso l’auto-conoscenza. Solo nell’ampia conoscenza di se stesso l’individuo raggiunge prima una chiarezza interiore, che svela a se stesso la vera natura dell’essere suo (tutti i processi egoistici), quindi l’individuo supera tutto ciò. Il segreto della vita, la Verità ultima, la Realtà che i Maestri hanno cercato di rendere comprensibile all’uomo al fine di evolverlo, sta vicino a lui. C’è qualcosa dunque che vi impedisce di vedere, di comprendere. I Maestri, gli istruttori, Noi stessi possiamo indicarvi la via o svelarvi la Verità ultima, ma la liberazione dell’essere vostro dal mondo irreale nel quale vive è compito vostro. Nell’intimo dell’individuo è la sorgente di ogni conoscenza, è la realtà della vita. Tutto è a disposizione dell’individuo ma niente può portare all’intimo suo, che questo intimo non assimili. Nel disconoscervi sta l’errore iniziale nel quale si è impossibilitati alla comprensione, alla liberazione dell’essere vostro dal mondo irreale. Senza la comprensione di se stessi, tutto quanto si pensa o si conosce non è vero; senza l’intima convinzione, nessun orizzonte si apre ai vostri occhi; senza la completa partecipazione di tutto l’essere vostro a quello che vi è comunicato, nessuna evoluzione spirituale può essere conseguita. Voi dunque che cercate il perché, tenete presenti queste verità. Il presente è di alta importanza ma la maggior parte degli uomini non riconosce questa essenziale verità. Eppure voi considerate l’attuale come un punto di partenza verso il futuro, un mezzo per raggiungere una mèta. Non è così che potete sperimentare ciò che è senza tempo. Infatti la bramosia del divenire disegna e valorizza lo schema del tempo nel quale vi muovete dolorosamente. Sperimentare l’eterno, cioè superare questa teoria del tempo, significa porsi al di fuori di ogni essere o non essere, avere o non avere; raggiungere, in una parola, la fusione del pensiero con il sentimento; pensare secondo ciò che sentite e non secondo ciò che vorreste sentire. Purtroppo si è impegnati, invece, nel processo del divenire e per uscirne occorre essere più coraggiosi degli eroi, affrontare il presente e comprenderlo. Comprendere il presente significa comprendere voi stessi. Esso è tragico e cruento, è conflitto e dolore, con qualche occasionale barlume di gioia. L’affrontarlo può essere penoso, pure è la sola via verso la Realtà. Dovete accettarlo come è, e ricercarne le cause, perché non è certo col giustificarlo o col negarlo che lo potete comprende. Solo attraverso ad un’ampia consapevolezza del presente proverete il cessare del tempo; come nei momenti di grande estasi, sarà spento in voi ogni processo del divenire. Pensate dunque solo al presente, e non al passato o al futuro, perché esso è l’eterno, ciò che è senza tempo. Di grande utilità sarà l’esaminarvi nella continua ricerca di soddisfazione. Questo processo estende le sue radici nell’intimo vostro e, poiché non conoscete voi stessi, si svolge al di fuori della vostra consapevolezza. Pur esiste ed impera in voi. Tale ricerca di soddisfazioni vi occupa tanto da farvi ritenere non interessante e spregevole tutto ciò che non alimenta il vostro io. Un’amicizia per voi è bella e duratura solo se può darvi soddisfazioni; quando non ne potete più avere si risolve in qualcosa di scialbo e compassionevole. Non dovete amare o ricercare solo ciò che può darvi un’utilità immediata. In modo convenzionale si possono considerare tre stadi nell’evoluzione dell’individuo: al primo stadio appartiene colui che è occupato a soddisfare le esigenze fisico-animali; al secondo stadio colui che ricerca soddisfazioni; al terzo stadio colui che ha superato il modo di vivere egoistico e conseguentemente ha destato il suo io divino. Il primo dei tre soffre delle privazioni che può avere ma, sentendo in modo ristretto, poco chiede e sarà più facilmente accontentato; il secondo si aspetta egoisticamente molto dalla vita, è incessantemente occupato nella ricerca di soddisfazioni; ma più cerca e più è insoddisfatto; diviene allora pessimista, sfiduciato, ribelle. La vita non va vissuta in modo egoistico, non dovete interessarvi di ricercare ciò che possa alimentare il vostro io e soddisfarvi; così facendo, voi restate sempre amareggiati. Non trascorrete la vostra vita in una continua attesa, illudendovi che il domani possa darvi piena soddisfazione. La vita è l’Eterno Presente. Solo quando sarete penetrati in questo concetto non sentirete più la necessità di accumulare, di ricercare soddisfazione, non vi illuderete più; ma, vivendo giorno per giorno, troverete che è in questa “passività” la realtà della vita. Troverete che siete voi a sciupare le fugaci gioie di ciascun giorno perché, nella continua attesa che il domani possa darvi piena soddisfazione, non le vivete profondamente, non le assaporate. Troverete anche che è in voi stessi la vita, non nelle situazioni esteriori ma nell’intimo vostro, in questo profondo abisso inesplorato. Se veramente poteste superare la vostra  mentalità, assimilare il concetto che la vita è l’Eterno Presente, che essa vita si svolge in voi, trovarne cioè la Realtà, allora potreste constatare che vale la pena di viverla, non per le soddisfazioni che potete avere, ma per l’ultimo, il vero fine che ad ogni istante potrete scoprire.  Avreste superato l’irrealtà e con essa ogni pessimismo, ogni scoramento, ed avreste trovato l’ estatica felicità, non fine a se stessa ma attributo dell’uomo purificato, divenuto perfetto.(…continua…)”

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La seconda parte della comunicazione del Maestro Claudio verrà pubblicata la prossima settimana.

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[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.