A cura di Anna Maria Fabene
Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE[1], pp. 49-51
Claudio: “Conoscere se stessi” significa avere una costante consapevolezza del proprio essere; significa applicare costantemente tale consapevolezza nella ricerca della verità del proprio essere interiore. Questo insegnamento è oltremodo significativo per voi e per coloro che, come voi, intendono togliere dal mondo quelle sperequazioni e quelle ingiustizie che affliggono gli uomini, ma che sono convinti che le sperequazioni e le ingiustizie non possono essere tolte – come fino ad oggi si è creduto – affrontando il problema dall’esterno. Infatti occorre risalire alle cause, occorre agire nel profondo, nell’intimo di ogni uomo, giacché l’umanità è fatta di individui ed è quindi necessario, per modificare l’umanità, modificare il singolo. Chi è convinto che occorra portare nel mondo la giustizia e la fraternità, ed è ugualmente convinto che questo possa avvenire unicamente dall’intimo dell’individuo, costui conosca se stesso; poiché il primo problema che deve affrontare è quello a lui più vicino: è migliorare se stesso, è porre l’essere suo al di fuori dell’ingiustizia e della illusione. Voi che invocate la giustizia, voi che invocate l’amore fraterno fra gli uomini, ed intendete allontanare dall’umanità le brutture che la opprimono, fate ciò che potete e quindi dovete fare: non siate semi di ingiustizia e di sfruttamento. Per questo – ripeto –bisogna conoscere se stessi. Che cosa significa conoscere se stessi? Significa conoscere i propri limiti e ,per questo, superarli. Voi avete detto : “ Ciascuno di noi sa di avere dei difetti e ciascuno di noi vorrebbe non averli più”. Poi, interpretando le nostre parole, avete ridotto il problema ad una sorte di esame di coscienza, cioè dopo che avete commesso le azioni, dopo che avete vissuto la vostra giornata, credete che tutto quello che resti da fare sia esaminare cosa è che avete fatto e che non va secondo l’ideale che vi siete prefissi. Non è così semplice il problema. Non si tratta di fare un esame di coscienza; si tratta, esaminando le azioni e riconoscendo i propri difetti, di penetrare alla radice fino a scoprirne le cause; e scoprendone le cause superare quei difetti, superare quelle limitazioni e liberarsi di ciò che condiziona il vostro essere. Questo è ciò che dovete fare. Per conoscere se stessi occorre quindi una costante consapevolezza. E voi dite: “ Ma nella vita di ogni giorno che ci assilla non possiamo essere costantemente consapevoli e costantemente rivolgere la nostra attenzione a questo problema”. Ed allora io vi rispondo: fate pure quell’esame di coscienza che avete invocato questa sera, ma non già per esaminare le azioni alla luce di un moto superficiale, onde scoprire se furono buone o non buone, ma esaminate le azioni per discernere le cause che vi hanno fatto agire, per comprendere queste cause, per andare in fondo alla radice del problema. Non è sufficiente riconoscere i propri vizi: occorre penetrare oltre e comprendere la ragione per la quale questi vizi ancora sono in noi. Nel fare questo esame occorre sincerità e soprattutto non essere animati da alcuna ambizione; occorre non lasciarsi trascinare dall’ambizione in qualunque forma essa si presenti. Quel dispiacere che voi provate o potete provare nel constatare l’egoismo che ancora vi avvolge, è un ostacolo alla vostra liberazione poiché questo dispiacere è la manifestazione di un’ambizione , di un orgoglio ferito, di una constatazione che voi siete…peggiori di quello che credevate di essere. Non dovete credervi migliori di quello che siete; dovete conoscervi nella realtà dell’intimo vostro. Fino ad oggi vi è stato detto: amate i vostri fratelli, aiutateli perché così facendo guadagnerete la gloria eterna. Questo, più o meno, hanno detto le religioni. E le nuove filosofie hanno cercato di appagare la logica degli uomini facendo conoscere i piani di esistenza, la legge di reincarnazione, la legge di evoluzione; ma tutte queste conoscenze non sono riuscite a modificare l’uomo. E le organizzazioni che sono state fondate da queste filosofie sono altrettante gabbie, né più né meno, come le religioni, perché la via dello spirito, o come la volete chiamare, non si può calcare con l’ambizione. Ecco perché vi è portato l’insegnamento del conoscere voi stessi, ed ecco perché vi diciamo che qualunque sforzo voi facciate per non seguire i vostri desideri personali ed egoistici, non serve. In questo senso va inteso il non violentare se stessi. Voi potete benissimo, se avete un qualche difetto che possa danneggiarvi, ed a maggior ragione danneggiare gli altri, fare forza su di voi acciocché non siate più trascinati da questo difetto; ma in questo auto-controllo siate perfettamente convinti che ciò non vi migliorerà affatto nello spirito. Siate convinti, contrariamente a quanto fino ad oggi vi è stato detto, che questo auto-controllo, che questa auto-disciplina non possa farvi grandi in cielo più di quanto non lo siate in terra. Questo è essenziale. Conoscere se stessi significa quindi comprendere i propri limiti e superarli; comprendere i propri vizi, le proprie passioni – se così volete chiamarle- e non lasciarsi trascinare da esse, ma essere oltremodo convinti che nessuno può, con sforzo, giungere alla liberazione di se stesso; potrà migliorare la propria condotta nei riguardi dei suoi fratelli, potrà migliorare il proprio comportamento esteriore, potrà non cadere nei richiami dei desideri, ma essi desideri con la violenza non possono essere superati, né possono essere superati con la volontà. Saranno controllati, saranno repressi, ma rimarranno sempre. Essi desideri saranno superati nella conoscenza di voi stessi, nel comprenderli, nello scoprirne le ragioni attraverso la costante consapevolezza di tutta la vostra esistenza quotidiana, di tutta la vostra vita. Questo costante esame – poiché siete voi stessi con la vostra mente e con la vostra capacità ad esaminarvi- non potrà rivelare subito la realtà del vostro essere,ciò non di meno nella costante introspezione giungerete alla scoperta di voi stessi; e questa scoperta segnerà la liberazione dai vostri limiti che sarete, finalmente, riusciti a vedere.”
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La terza parte della comunicazione del Maestro Claudio verrà pubblicata la prossima settimana.
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[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.