A cura di Anna Maria Fabene
Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE[1], pp. 51-53
Claudio: “Esistere significa essere in relazione; ma per essere in relazione occorre veramente aprirsi ai nostri simili. Che cosa può significare <aprirsi>? Occorre essere estremamente duttili, comprensivi. Ma come comprendere? L’uomo è incessantemente impegnato a criticare coloro con i quali viene a contatto, a valutarli, ed intesse relazioni solo con persone che possono essergli favorevoli, che possono dargli un interesse, un tornaconto. Essere duttili significa superare questo esame di ricerca di tornaconto, di ricerca di persone che possano in qualche modo aiutare. Essere duttili e comprensivi significa abbandonare le proprie idee e le proprie convinzioni per comprendere quelle dei propri fratelli. Ma che significa: “Comprendere quelle dei propri fratelli”? Significa aprirsi a loro non per condannarli, non per rimproverarli, ma per capire le ragioni che li hanno spinti ad agire e consigliarli per il meglio. Tutto ciò implica una grande consapevolezza da parte dell’individuo: tutto ciò implica un discernimento non comune che solo chi ha profondamente studiato ed analizzato se stesso può raggiungere. Solo chi può fare a meno dell’aiuto umano è veramente in grado di aiutare i suoi simili. Ed allora, essendo la collettività fatta di singoli, è opportuno che ciascuno di voi raggiunga questa forza interiore, questa forza intima senza cui ben poco aiuto potete dare ai vostri simili. Noi vi diciamo: comprendete voi stessi, siate costantemente consapevoli di ciò che vi spinge ad agire. E voi trovate che è difficile mettere in pratica queste parole. Voi trovate che è difficile comprendere e superare i vostri difetti, le vostre passioni. Altre volte invece vi sembra troppo facile e troppo comodo il nostro dire, e vi sembra che esso non comporti un grande sacrificio da parte vostra, per cui essendo così facile e semplice, voi trascurate di metterlo in atto perché credete che la via dello spirito che intendete calcare sia cosa assai più complessa. Le nostre parole non sono né semplici né complesse; sono parole che intendono significare qualche cosa, che intendono condurvi alla convinzione di porre attenzione al mondo interiore che è nell’intimo vostro. Esso mondo, come dice la parola stessa, è vasto ed il problema di affrontarlo può essere complesso. Ma se non sarà affrontato non potrà mai essere risolto, ed occorre affrontarlo con semplicità. Così come i problemi che voi incontrate nella vita e che vi possono sembrare estremamente complessi e difficili, debbono essere affrontati con semplicità, se volete risolverli; se vi lasciate intimorire da quella che sembra essere la mole del problema e non cominciate ad affrontarlo da una parte, il problema non potrà mai essere risolto e veramente diventerà insormontabile e più grande di voi. Allo stesso modo è dell’intimo di ciascuno: il problema di comprendere questo mondo intimo che si agita può sembrare alquanto complesso, ma noi vi diciamo: cominciate da poco e da vicino. Ed ecco che voi subito dite: < Ma ciò che voi insegnate è cosa di poco conto ed è molto comodo e molto facile>.Bene, allora cominciate dal comodo e dal facile perché quello che voi dovete fare è proprio la costante vigilanza di tutto ciò che si agita nell’intimo vostro, costante consapevolezza di ciò che vi spinge ad agire. E voi dite: < Ma l’io, come tu ci insegni, ha molte scappatoie, il suo processo è sottilissimo e si maschera ai nostri occhi>. Ma l’iosiete voi stessi, non è l’io di altre creature. E se voi comprendete questi processi, voi avete compreso l’io.E se voi estirpate questo io nessuna altra sua attività – per quanto grossolana o sottile, appariscente o più occulta – sarà in voi. Che cosa significa comprendere se stessi? Significa comprendere questi processi espansionistici dell’io e conseguentemente superarli. Comprendere i propri limiti, di questi essere consapevoli. Ed ecco un’altra obiezione: “ Ma siamo noi, con la nostra mente, con la nostra limitata capacità di applicare questa costante consapevolezza, noi a giudicare noi stessi; ed essendo noi limitati nel nostro giudizio, ciò che noi crediamo di capire non sarà mai vero, ma sarà sempre colorito dall’io stesso che cercherà di scusare il suo operato”. Ed io vi rispondo: cercate di essere quanto più potete sinceri con voi stessi, cercate di raggiungere questa sincerità. La vita poi vi dimostrerà se ciò che avete scoperto sarà o non sarà la verità di voi stessi. Importante è che voi cominciate a comprendere il mondo intimo che si agita in voi, comprenderlo anche in modo sbagliato, all’inizio – è logico ed è naturale. Ma importante è comprendere. Non crediate di soffermarvi su quelle che possono essere le risultanze di un primo sommario esame dell’intimo vostro. Siate estremamente duttili anche con voi stessi. “ Questa”, dovete dire, “ credo che sia stata la ragione che mi ha spinto o mi spinge ad agire”. Ma non crediate di fissarvi in schemi rigidi, posti frettolosamente da un primo esame. Voi potete credere di essere delle creature calme, per niente irose, e se vi convincete che ciò corrisponde a verità non fate che porre altri limiti a quelli che voi non conoscete. Mentre ciascuno di voi sia convinto che, molte volte, non è in un determinato modo solo perché non è posto nelle condizioni di esserlo. Intendo significare che non dovete cristallizzarvi in una prima sommaria immagine di voi stessi, del vostro essere interiore. Occorre ogni giorno porre nuovamente in discussione il proprio intimo.”
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La quarta parte della comunicazione del Maestro Claudio verrà pubblicata la prossima settimana.
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[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.