Fasi dell’evoluzione individuale

                                                                        Brano tratto dal libro OLTRE L’ILLUSIONE,[1]  pp. 253-255

Commenti a cura di Andrea Innocenti

Voce del lettore

Kempis: “Una volta dicemmo che se voi pensate che l’altruismo sia il più alto insegnamento che possa esistere, certamente voi siete degli illusi. Ed oggi, ancora una volta, confermiamo questa affermazione. Voi siete abituati a pensare alla massima evoluzione secondo quegli ideali morali che le nostre Guide- religiose o filosofiche o spirituali – ci hanno additati, dimenticando che questi ideali sono tali per creature limitate quali noi siamo, perché sarebbe infruttuoso presentare una mèta che vada al di là di ciò che gli uomini possono capire o concepire. Se dunque le nostre Guide – o religiose o spirituali o filosofiche, quelle che noi siamo abituati ad intendere come Maestri  – ci hanno prospettato l’altruismo, l’amore al prossimo, il retto agire, il retto pensare come nostri ideali, potete essere certi che ben più alti e inconcepibili insegnamenti e Verità – e più esatto ancora è dire <sentire> esistono oltre.  Il rispetto o, addirittura, l’amore per il prossimo niente sono in confronto al <sentire>cui è chiamato l’individuo. L’uomo abbraccia degli ideali ed a questi si vota.  Non importa che siano giusti o rispondano all’etica comune: sono suoi ideali e per quelli, in misura diversa vive. Da ciò, ha diverse esperienze in ordine alle quali modifica i suoi ideali e la sua vita. E’ questa proprio una tipica caratteristica dell’evoluzione: evolvere per l’uomo significa   passare da un minimo ad un massimo, svolgere, ampliare, accrescere il proprio <sentire> . Ed è logico, quindi che la strada di questa evoluzione sia proprio  così concepita: una tappa dopo l’altra, un ideale morale che si raggiunge, un altro che ci viene prospettato. Sembra facile e breve a dirsi, ma voi sapete quanto questo costi, quanto significhi d’interna riflessione e d’esterna azione. L’uomo che noi vediamo  dal punto di vista del <sentire> è ancora una piccola creatura in confronto al destino al quale è chiamato. Egli è un essere ai primi movimenti di <sentire> per il quale non è sufficiente meditare, riflettere con la mente per evolvere. Ciò che egli pensa, l’ideale che egli concepisce ed intravede, deve tradursi in natura interiore, attraverso ad azioni nella vita del mondo fisico. Tutto ciò, ripeto, non è che una prima fase di evoluzione di quell’essere che un giorno, superato il divenire, si riconoscerà nell’Assoluto.”

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L’evoluzione del sentire di coscienza è assai graduale, ed avviene soprattutto attraverso i veicoli inferiori, che rappresentano gli strumenti attraverso i quali egli manifesta la sua azione nel mondo. Il veicolo che più di tutti mette in movimento questo processo è il veicolo mentale. Infatti parliamo di ideali, questi  devono essere messi in atto attraverso il corpo fisico, ovviamente passando dalle emozioni, le quali hanno sempre una loro  influenza.  Accade così che l’individuo segue  un ideale, che per lui è  valido ed importante ed  orienta la sua azione secondo di esso. Ne seguono poi delle conseguenze secondo la legge del karma, esse possono essere dolorose o piacevoli, ma sempre sono educative, perché da queste si trarranno degli effetti, che inevitabilmente amplieranno la  coscienza. Se in questo percorso l’attenzione sarà vigile e concentrata, la consapevolezza che deriverà dall’esperienza sarà molto efficace, altrimenti più lenta sarà l’evoluzione delle coscienza e lungo il cammino. Naturalmente tutto ciò è visto nella prospettiva del divenire, mentre in quella dell’essere, non esistendo il tempo, lo scorrere è soltanto virtuale ed  i fotogrammi che rappresentano le varie situazioni sono già tutti lì dispiegati nella loro logica successione. 

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Kempis: Noi abbiamo fissato delle fasi nell’evoluzione di questo essere che abbiamo chiamato <individuo>. Durante la prima di esse egli anima nel piano fisico forme di vita  inferiori all’umana; durante questa fase si organizzano i corpi, gli strumenti che gli serviranno nella fase successiva. Si forma il corpo astrale che gli dà la percezione delle sensazioni, emozioni, desideri; il corpo mentale che gl’insegna a ricordare le esperienze vissute, a cercare di ripeterle o a prevenirle. Nella seconda fase di evoluzione l’individuo anima forme umane; durante questa, servendosi degli strumenti che si è formato nella trasmigrazione nelle vite inferiori all’umana, egli ha delle esperienze che formano la sua coscienza, quella  che noi abbiamo chiamata coscienza individuale.  Naturalmente la completa costituzione di essa occupa  l’intero arco delle molteplici incarnazioni di un individuo come uomo ed il modo come si costituisce è quello che prima abbiamo accennato.  Coscienza individuale costituita significa press’a poco avere fatto proprio, perché divenuto intimo <sentire>  , l’insegnamento dell’altruismo, dell’amore al prossimo, epilogo del quale il senso del proprio dovere rappresenta la prima tappa. Significa amare il prossimo come se stesso. E dopo? A voi sembra che un uomo che così  <senta> , un uomo che riesca ad essere buono e giusto, sia già meritevole di partecipare alla gloria di Dio. Ma non è così. Altri destini lo attendono.”

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Quella che appare essere per noi una meta finale sia pure molto lontana, non è altro che un punto di passaggio nell’evoluzione della coscienza individuale. Persone che suscitano in noi ammirazione e rispetto,  (più che giustificati), paragonati  alle coscienze  nei piani del sentire, appaiono soltanto agli inizi, per una coscienza che abbia superato la necessità dell’incarnazione umana. Comunque tutto ciò non deve scoraggiarci. Vanno accettati  tutti gli stati della coscienza, né come dicono i Maestri del Cerchio “Può essere condannato  un fiore che è ancora in boccio”. I veicoli inferiori, quali corpo fisico, astrale e mentale inferiore, sono dei meccanismi, che servono come strumenti  al sentire di coscienza per avere consapevolezza  delle sue limitazioni, che gli impediscono di governarli e quindi  di esserne dominato.

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Kempis: “A questo punto l’individuo è interamente costituito tanto che ha coscienza di sé, ma nello stesso tempo comprende di non essere il centro dell’Universo; egli  non è che una goccia in un infinito mare. E ne è tanto convinto che ama tutte le altre gocce a lui simili, verso le quali nutre un senso di profondo amore, ma con le quali ancora non si è immedesimato. < Allora  – direte voi – che cosa fa, materialmente, l’uomo che ha costituito la propria coscienza individuale, per giungere alla coscienza cosmica?>.  Noi abbiamo visto che la coscienza individuale costituita dà un profondo senso del dovere, un essere altruista, amare il prossimo nostro come se stessi;  che cosa significa invece <coscienza cosmica> ? Significa <sentire>  in termini cosmici;  sentire il Cosmo come un  <tutto > del quale l’individuo fa parte in maniera viva. Significa non solo essere convinti di far parte del Cosmo, ma vivere di questa partecipazione, sentirsi sangue di questo Cosmo; partecipare in modo attivo ed inequivocabile alla vita del Cosmo, vederla nella sua eterna esistenza e nel suo mai trascorrere. Questo è il significato che si può dire con parole umane. Ma – ecco la vostra domanda – come si perviene a questa coscienza cosmica? Voi  sapete che il Cosmo mai trascorre, ma che è l’individuo che ha l’illusione di trascorrere perché inserito in una gamma di <sentire>. Ed allora, quando sperimenta il <sentire>  che corrisponde alla coscienza individuale costituita, tocca una tappa che prelude ad una fase del tutto diversa: immedesimazione coi sentire degli altri. Noi abbiamo chiamato questa fase : <intendere il significato della storia>. Facendo un esempio paragonammo i <sentire individuali>  alle lettere dell’alfabeto con cui è scritto un libro. Dicemmo che nell’illusoria successione del <sentire> le lettere compaiono non nella progressione in cui le ha vergate lo scrittore, ma secondo l’ordine progressivo occupato rispettivamente nell’alfabeto. Saranno stampate prima tutte le lettere <a> in qualunque pagina si trovino, poi le <b> e così via. Sicché il senso della storia che è narrata nel libro, non potrà essere compreso  fino a che tutte le lettere dell’alfabeto non saranno comparse.  Cioè finché non sarà completato l’intero ciclo di susseguirsi delle lettere stampate. Così quando l’individuo è pervenuto a costruire la sua coscienza individuale, deve pervenire a leggere il senso della storia cosmica, e ciò significa vivere, compenetrare, scorrere come sangue nelle vene del Cosmo al quale appartiene. <Sentire> non già come ha <sentito>  fino ad allora attraverso ai suoi veicoli; ma <sentire> di coscienza costituita da tutti i <sentire> del Cosmo. Dall’alto verso il basso: non più dal basso verso l’alto. Questa è la terza fase dell’evoluzione individuale. Ma la mèta finale non è ancora toccata.  Lo sarà quando con lo stesso processo <sentirà> tutti i Cosmi, perché l’individuo è chiamato ad avere una <coscienza assoluta>, a <sentire>  tutti i Cosmi, il <tutto>, cioè l’Assoluto stesso, attraverso ad un analogo processo: dall’alto verso il basso. Come ultimo episodio di questo vivere e partecipare, è la <coscienza assoluta>, è Dio stesso, è il cessare di ogni scorrere che illusoriamente si può percepire. E’ l’Eterno Presente, è l’Infinta Presenza. E’ il Tutto, l’Assoluto.”

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Cosa accade al sentire individuale quando la sua ampiezza si identifica con la coscienza cosmica, ovvero è divenuto coscienza cosmica? Abbiamo il  processo inverso,  potremo dire dall’alto verso il basso. Tutti i sentire  relativi sono in essa, li ha in sé, li vive nella dimensione della trascendenza, quindi non come avviene nel particolare. E’ impossibile per noi anche semplicemente immaginare quello stato, che poi non è l’ultimo, perché, dopo quello, c’è ancora il passaggio all’Assoluto. A quel punto tutti i cosmi trovano la loro fusione nella coscienza assoluta. E’ quella la dimensione dell’Eterno Presente,  è la realtà in essere che  si esprime in tutta la sua reale essenza. Questo è l’illusorio cammino di quella, che noi chiamiamo esistenza. E’ un correre senza muoversi, una successione di stadi fra loro logicamente collegati, confluenti  in stati più ampi fino ad identificarsi  nell’Unico Stato, che tutti li contiene, ma anche li supera.

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[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.