Le scuole iniziatiche e le organizzazioni filosofiche

Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE,[1] pp. 100-103


Claudio: “Quando la scienza era depositata nelle antiche scuole iniziatiche, molti di coloro che sentivano come voi il richiamo della Verità bussavano alle porte di questo consesso di individui uniti da un superiore livello evolutivo. Patrimonio di queste scuole erano verità che oggi sono di comune cognizione, per voi; verità che all’ora erano esoteriche, oggi sono divulgate, insegnate nelle normali scuole che voi avete. La vita non aveva un ritmo accelerato com’ è oggi e gli uomini passavano anni nello studio delle Verità, perché tutto all’ora era rallentato. Vi dicemmo che l’evoluzione è simile ad una valanga che dall’alto di una montagna scenda a valle; man mano che la valanga scende ingrossa e, man mano che ingrossa, aumenta di velocità. Così è l’evoluzione nel tempo. Quando vi diciamo che i tempi sono vicini, vogliamo dire che la vostra evoluzione nel ritmo naturale – badate bene – è accelerata e che gli uomini non debbono camminare contro corrente, ma debbono camminare, per lo meno, di pari passo con questo ritmo naturale. Ma all’ora, rispetto ad oggi, il ritmo era più lento per la generalità degli uomini ed anche chi sentiva il richiamo della scienza mistica doveva trascorrere decine di anni nello studio e nella ricerca della Verità; di quella stessa Verità che con tanta facilità  a voi oggi è dichiarata.  Le antiche scuole di iniziazione erano importanti per i tempi che ne videro il fiorire e l’espandersi, perché all’ora rappresentavano le uniche sorgenti di Scienza, di Verità e di Saggezza che gli uomini potevano avere. Ma oggi molte sono le fonti e più diffuse. Quando un uomo sente il desiderio di sapere e di conoscere, tante cose ha a sua disposizione per sapere e conoscere. L’imbarazzo sta solo nella scelta e nel saper discernere l’oro dall’orpello. Ma quando ben pochi libri esistevano, quando non tutti coloro che sentivano la sete di sapere sapevano leggere, le scuole di iniziazione, con la loro tradizione orale, erano preziosissime. E se anche queste scuole di iniziazione, come ogni organizzazione, avevano i loro aspetti negativi, questi erano trascurabili rispetto al contributo positivo che potevano dare ai loro seguaci. Quale aspetto negativo – direte – può avere una scuola di iniziazione? In se stessa una scuola non ha né un aspetto negativo né uno positivo; è pur sempre l’individuo il quale reagisce positivamente o negativamente. Quando l’individuo è pronto, è maturo, non coglie della scuola che l’aspetto positivo. Ma se l’individuo non è maturo evolutivamente, non fiorirà in lui che il moto ambizioso del suo io. Nelle scuole di iniziazione esistevano delle gerarchie e quando, come sempre accade nei periodi di decadenza, il posto nella gerarchia si raggiunge non per merito o capacità, né per evoluzione, ma per anzianità, allora chi conserva un posto acquistato in tal modo non permette che un neofita – pur a lui superiore in evoluzione- possa in breve tempo sapere ed essere più di lui. Noi siamo contrari alle gerarchie non perché la gerarchia in se stessa non abbia luogo di esistere, ma perché una sola gerarchia esiste ed è quella che l’evoluzione impone. E poiché è tanto importante e tanto essenziale quella e quella sola gerarchia deve esistere.  Quandoal posto di questa gerarchia se ne instaura un’altra, l’altra è illusoria, è una creazione dell’io e del movimento di espansione dell’io.  Così, lasciate ai tempi andati le scuole di iniziazione, perché all’ora e solo all’ora erano necessarie nella forma che voi conoscete, o che vi viene narrata. Oggi, essendo mutato l’uomo, mutata è la forma di iniziazione, mutata è la scuola di iniziazione. Non più le scuole iniziatiche, ma il prodotto di quello che si viene a conoscere dalla scienza, con quello che la coscienza fa ritenere di questa verità scientifica, matura l’uomo. Egli è posto di fronte a innumerevoli Verità; Verità che non vede e non sente perché è impegnato nel seguire la sua via, la via del suo egoismo. Queste Verità che l’uomo non vede e non sente non debbono essere a lui imposte, perché non produrrebbero alcun risultato in lui. Non sarebbero capaci di < far sbocciare il fiore di loto dal fango>. L’uomo deve prendere le Verità che i suoi orecchi gli fanno udire, perché quelle e quelle sole gli sono necessarie. La coscienza dell’uomo gli suggerisce degli ideali morali, ideali che l’uomo non sempre riesce a seguire. Ma pure l’uomo deve essere volto a questi ideali; non per seguirli con sforzo e violentando se stesso, ma essere a questi volto; cercare di uniformarsi a questi senza sforzo, e senza pentimento o rimorso quando non riesca in questo suo intento. Il pentimento e il rimorso sono un processo dell’io , sono un pianto dell’io che si vede sconfitto e gettato nella polvere. Così, siate volti agli ideali che la vostra coscienza vi suggerisce. Siate consapevoli delle vostre debolezze e dei vostri limiti. E quando non riuscite a perseguire questi ideali, non abbiate rimpianti o rimorsi, ma fortificatevi , comprendete; sappiate da queste esperienze, acquisire maggiore forza per superare le vostre debolezze. Questa e questa sola è, attualmente, la vostra scuola di iniziazione. Pace a voi!”

[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.