Brano tratto dal libro OLTRE L’ILLUSIONE,[1] pp. 136-139
Fratello Orientale: “Salve, fratello caro, salve!
Questa sera spetta a me parlarti. Vorrei che le mie parole ti fossero utili, ti recassero quel discernimento che fa vedere il giusto valore delle cose e delle situazioni; ed a farti sfuggire alle molte influenze e suggestioni che gli uomini politici, gli economisti, i religiosi operano su te, facendo leva là dove sei più feribile. Vorrei che tu comprendessi come, con parole acconce, dall’uomo tu sia ingannato e tu conservassi la tua serenità. Vorrei che ti rendessi conto come una legge del mondo umano sia applicata quando corrisponde a ciò che si vuol fare, e venga messa in disparte quando, con i suoi divieti, impedirebbe di fare ciò che si vuole. Questo sarebbe ancora tollerabile, se ciò che si vuol fare fosse nell’interesse generale, perché l’uomo non è fatto per la legge, ma la legge è fatta per l’uomo. Ma purtroppo non è così. Ebbene vorrei che rendendoti conto di tutto ciò, le tue reazioni fossero identiche sia che i tuoi interessi vengano lesi, o che non lo siano affatto, o che lo siano quegli degli altri. Non credere che io ti insegni a frenare le tue reazioni. Se ciò che ti impedisce di opporti all’altrui dispotismo è la paura, se è l’ignoranza che ti impedisce di renderti conto di quanto sei strumentalizzato, se è la pigrizia che ti induce all’accettazione del quieto vivere, sappi che il tuo dovere è quello di combattere per difendere i tuoi diritti. Ma ciò che io invoco per te è quella comprensione che, facendoti superare un’idea egoistica della vita, ti fa porgere l’altra guancia; che ti fa intendere come tutto sia creazione della soggettività, castello dell’illusione, e pur ti fa vivere come se tutto fosse reale. Quella comprensione che ti fa intendere come il cammino dell’uomo passi dall’odio per giungere all’amore e dall’amore per giungere all’unione. Se il mondo nel quale tu vivi ti mostra la tua fredda crudeltà,insensibilità e ingiustizia, se della società di cui fai parte tu cogli solo la confusione e la corruzione, sappi che questi tristi spettacoli, quanto più ti riguardano da vicino e più servono a formare la tua coscienza individuale. Il dolore che l’egoismo e l’ignoranza causano, si trasforma in liberante comprensione quanto più prendi coscienza di te stesso. Ora tutto è confuso in te. Sii consapevole della tua impossibilità di seguire cosa sta oltre le umane miserie; non prendere quelle come termine di paragone per giudicare Dio, sii cosciente della tua attuale limitazione, non credere che ciò che non può essere contenuto dalla tua misura non possa esistere. Osservando un quadro, con un solo sguardo tu abbracci l’intera opera e solo dopo un’osservazione generale ti soffermi sui particolari. Ora, di questo meraviglioso disegno che è l’Esistente, tu puoi coglierne solo pochi frammenti: è come se di una ciclopica pittura tu potessi scorgere solo pochi millimetri quadrati. Che cosa capiresti? Come potresti apprezzare la bellezza dei particolari che viene in luce solo se si conosce il senso dell’intera opera? Noi ti parliamo di quella parte dell’Esistente che sfugge alla tua comprensione ed alla tua osservazione e confidiamo che tu possa comprendere e credere, perché comprendendo e credendo tu getti un ponte verso quella parte della Realtà che ti è straniera. Nulla per destinazione rimane segreto, sconosciuto, tutto quanto ti diciamo ha lo scopo di stimolare la tua attenzione, avvicinarti a quella parte di Realtà che ti è ignota, invitarti a riflettere. La tua futura esistenza è realizzata in una condizione d’ essere che non conosce separazione, in cui nulla è ignoto o straniero. Non occorre fare un atto di fede per credere a tutto ciò; gli stessi problemi della vita moderna ti rivelano la Verità di certe affermazioni. L’inquinamento che avvelena l’ambiente dimostra che ogni vita non è a sé stante; tuttavia ciò che puoi osservare non è che un aspetto marginale dell’ unità sostanziale che sta al di là della varietà delle specie. La stessa connessione che vi è fra le forme vitali, sicché danneggiando l’una si danneggia l’altra, si spiega solo se si comprende che ogni vita fa parte di una sola vita, come ogni essere, di cui le forme di vita sono espressione, e realtà di un solo essere. Nel presente momento- che realtà e senza tempo, ma che pare trascorrere sì velocemente che sembra appartenere solo al ricordo- tu sei una cellula dell’unico Essere, tu sei un frammento della coscienza assoluta. E’ dunque apparente la tua astrazione dal Tutto, è illusione ciò che limita la tua coscienza; oltre l’illusione sta il tuo vero essere, l’essere unico ed assoluto. Convinciti di questa Verità e l’insegnamento dei Maestri ti apparirà in tutto il suo profondo significato. Esso non è una elementare – anche se preziosa – norma di comportamento, destinata ad appianare le relazioni sociali; non è un baluardo contro il dilagare dell’egoismo in cui la violenza più bieca e la crudeltà più ingiustificata, sono al tempo stesso logica conseguenza ed unico rimedio che possa richiamare gli uomini ad una maggiore comprensione, rispetto, tolleranza. Il vero significato dell’insegnamento dei Maestri traspare dalla constatazione che il senso dell’io,prodotto dalla limitazione, è destinato a cadere per lasciare il posto ad una consapevolezza che non conosce frontiera, in cui non vi è più qui- là, ora-dopo. Essere altruisti non significa stare dalla parte opposta dell’egoismo, ossia riconoscere i diritti degli altri accettando un compromesso necessario per la convivenza del proprio egoismo e quello degli altri. Non vorrei che le mie parole ti inducessero a credere che il tuo io debba dilatarsi tanto da contenere quello degli altri. Io non ti dico che tu non devi fare male agli altri perché così facendo tu fai male a te stesso; io ti parlo del superamento del senso dell’io, non della sua espansione o della sua sublimazione. Capisco che per te oggi sia molto difficile immaginare un’esistenza che non contenga il senso dell’io , tutto da te è inteso in chiave egoistica, la stessa comprensione. In sostanza tu dici: “ Io devo comprendere perché il comprendere mi è più utile che il non comprendere”. Eppure, anche se oggi per te è inimmaginabile, un’esistenza non più condizionata dal senso dell’io è la tua futura e vera esistenza. Quanto più ti avvicini a questa Verità, più chiaro, finalizzato e bello ti appare l’universo. Se., stupefatto, ammiri la perizia con cui si compie il ciclo naturale, sappi che ciò che vedi non è che un frammento della profonda ragione che sta dietro ogni cosa, della suprema intelligenza che tutto governa. Ciò che puoi vedere, udire, gustare attraverso la percezione, non è che l’ombra di ciò che realmente è. Quando vedrai senza occhi e udrai senza orecchie e più non sarai prigioniero delle creature e dell’ illusione, né schiavo del tuo io , sarai la bellezza ed il bello, l’ ammirazione e l’ammirato, l’amante e l’amato. Tu vivrai, esisterai realmente. Che sciocco timore quello di chi teme di perdere ciò che ha o ciò che è! Ora tu sei sensazione che esiste solo nel momento; ora tu sei pensiero che nessuno può imprigionare; ora tu sei un io che esiste solo se sei convinto che esista il suo contrario. E come puoi pensare di possedere permanentemente queste cose che non ti appartengono? Esse non sono il vero te stesso: il vero te stesso è ben altro. Come pianta o come animale, come uomo o come donna, come soldato o come operaio, come mendìco o come regnante, qui o altrove, oggi o domani tu vivi. E questa vita, attraverso alla molteplicità delle tue percezioni, è causa ed effetto di quella catena di “sentire” che è l’essenza di ogni essere. Qualunque sia la forma da te rivestita, essa suscita particolari percezioni la cui ragione di esistenza è la liberazione di un nuovo “sentire” e di un nuovo te stesso. Finché comprenderai che il giorno della tua liberazione è l’oggi e che solo tu ne sei l’artefice. Allora il “sentire” dilagherà, conducendoti in una dimensione di esistenza al di là del mondo di miraggi e di ombre di cui oggi giaci prigioniero.”
[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.