Brano tratto dal libro DAI MONDI INVISIBILI,[1] pp. 75-76
Dali: “Vi è stato detto “pregate”. Ma che cosa è la preghiera? Qual è il valore della preghiera? Per l’uomo pregare significa formulare una petizione, spesse volte pro domo sua, come si usa dire, oppure parole su parole senza seguire il significato logico di quello che si dice. Ma credete voi che la Coscienza Assoluta abbia bisogno di essere informata per sapere? Credete voi che Dio abbia bisogno d’essere lodato dall’uomo? Che cosa è allora la preghiera? Il Cristo, come Maestro, disse : ”Pregate il Padre vostro che è nel segreto”, cioè pregate quella fiamma divina che è in ciascun uomo e lasciò una bellissima preghiera: “Il Padre nostro”, la quale ha un profondo significato esoterico. In essa è detto: “ Sia fatta la Tua volontà” e quando la preghiera pare che divenga una petizione, si dice: dacci, rimetti, liberaci, e non: dammi, rimettimi, liberami, perché non si deve mai pregare per se stessi, ma per tutta la famiglia umana. I vostri santi pregavano, ma non pregavano per se stessi. La più bella preghiera è l’azione ed è anche la più gradita, ma non l’azione saltuaria, non l’azione che potete fare in certe occasioni, quando entro di voi è contentezza ed allora siete portati maggiormente a dare un piccolo aiuto al vostro prossimo, ma quella di tutti i giorni. E’ giusto dire: la preghiera fatta con fede è una pratica magica. L’uomo chiedendo con fervore, si unisce al suo Sé superiore, lo Spirito, e trasforma questo suo chiedere in volere spirituale e in volontà; in tutto ciò è il segreto della grazia ricevuta. Credere che l’Ente Supremo favorisca chi lo loda piuttosto di chi Lo bestemmia, è assurdo. Cristo diceva: “ Domandate e vi sarà dato, tutto quello che chiederete in nome mio vi sarà concesso”. Sì, diceva così il Maestro dei Maestri, ma non vi diceva questo perché chiediate per voi stessi. Chi fa della preghiera un atto egoistico fa della magia nera. La preghiera, come la intendete voi, distrugge la fiducia in voi stessi perché è molto più comodo per voi chiedere che una cosa vi sia concessa, piuttosto che faticare per ottenerla, piuttosto che fare un atto di coraggio. Quando pregate, pregate il Padre vostro che è nel segreto, dite: “Sia fatta la Tua Volontà e non la mia”; non domandate, perché la Coscienza Assoluta non ha bisogno di essere informata; in Lei domanda e risposta sono un’unica cosa: Coscienza di tutto. Quando pregate cercate di ricevere ciò che potete avere dal vostro Sé superiore, lo Spirito; in Esso è pace, in Esso è forza per progredire, che non vi è concessa, ma che voi avete trovato entro voi stessi. Questa è la preghiera.”
[1] DAI MONDI INVISIBILI: Incontri e colloqui. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1977.