Nessuno è immune da difetti

                                                 Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1] pp.  240-241

Voce del Fratello Orientale

Fratello Orientale: “Salve, fratello caro, salve!

E’ ormai risaputo che ognuno, con la stessa facilità con cui giudica gli altri, scusa se stesso. Non sia così anche per te, fratello caro! Sii consapevole che i difetti che tu rimarchi nei tuoi simili, spesso ti appartengono. Considera come tu esiga che i tuoi simili siano giudicati severamente e come invece tu non sopporti  neppure un’osservazione. Considera come tu pretenda che i tuoi simili seguano scrupolosamente ogni regolamento e come invece tu non sopporti  nessun nuovo obbligo.  Considera come tu vorresti che i tuoi simili cambiassero a tuo piacimento. Così ti adoperi perché essi mutino il loro modo di pensare e di vivere, e non ti accorgi che neppure tu stesso riesci ad essere quale vorresti; come puoi pretendere che lo siano i tuoi fratelli? Considera come tu ricerchi nei tuoi fratelli la perfezione e quanto poco, invece, tu faccia per rappresentare quell’ideale che ricerchi nei tuoi simili.  Ricorda: nessuno è immune da difetti; con la stessa misura con cui tu giudichi, sarai giudicato. Nessuno basta a se stesso; perciò, dovendo dipendere gli uni dagli altri, è necessario che vi aiutate, vi sopportiate e sorreggiate a vicenda. Molto raramente tu fai queste considerazioni perché tu vivi solo per te stesso e la tua attenzione è interamente rivolta al mondo esterno. Quando non ti senti soddisfatto, anziché ricercare la causa nell’intimo tuo, ti lasci trasportare dal pensiero che la felicità sia in qualche luogo della Terra. V’è forse in qualche posto qualcosa che duri perennemente, che non sia illusione che trascorre in sé  medesima? Se anche l’intero cosmo fosse dispiegato innanzi ai tuoi occhi, tu non potresti vedere che una mera immagine. Considera come la realtà del tuo essere interiore ti sia sconosciuta e quanto, invece, sia importante per te che il tuo intimo non ti serbi segreti. Il valore di ciò che tu fai sta nella tua intenzione; perciò, se anche tu donassi tutti i tuoi beni, o spendessi l’intera tua esistenza ad aiutare i tuoi fratelli o, asceta, ti ritirassi dal mondo, tu non avresti ancora capito la vita, se tu non fossi morto a te stesso.

OM MANI PADME AUM!”


[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.