Brano tratto dal libro DAI MONDI INVISIBILI,[1] pp. 133-134
Fratello Orientale:
“Salve fratello caro, salve!
Quanta afflizione amareggia la tua vita, fratello caro, quanta paura turba la tua pace. L’incomprensione ti isola dai tuoi fratelli e, in questa solitudine, il tuo cuore si indurisce ancor di più. Ripeti mentalmente con me questo mantra; in esso è serenità, in esso è sicurezza, in esso è comprensione, perché in esso è Verità.
Io sono un centro di coscienza,
di influenza e di potere,
di pensiero e di conoscenza,
di sensibilità e di espressione.
Attorno a me si aggira il mio mondo
di cui io sono il signore.
La mia mente è strumento di espressione
ed io sono indipendente dal corpo,
dalle sensazioni, dalle emozioni, dai desideri, dalle facoltà intellettuali.
I miei veicoli sono un’unica cosa con la materia universale,
così la mia vita con l’unica vita universale,
così il mio spirito con gli altri,
apparentemente divisi,
e con l’Unico che li sovrasta e abbraccia tutti.
Il dolore dei miei fratelli è il mio dolore,
la loro colpa è la mia colpa;
con essi raggiungerò, alla fine dei giorni, la Gloria Suprema.
Io sono una manifestazione della vita universale
che tutto plasma ed anima;
Essa è vita in me
come in ogni altro essere e cosa;
Io sono nel suo seno ed Essa mi sostiene,
niente può danneggiarmi veramente.
Qualunque cosa possa sorprendermi
non è che un cambiamento necessario alla mia evoluzione.
Non temo di perdermi,
né temo alcun male,
perché sono una manifestazione della Realtà e, per questo,
potenzialmente pieno di Divino Amore,
di Divino Sapere,
di Divino Potere.
Rivolgo la mia attenzione al mio Sé superiore, lo Spirito,
che mi guida nelle lunghe peregrinazioni della carne,
acciocché renda attivo in me ciò che, per natura, è allo stato latente.
Sono pronto ad andare là
dove posso d’essere d’aiuto;
l’Universo è la mia patria,
l’umanità la mia famiglia,
il mio prossimo me stesso.
OM MANI PADME AUM!”
[1] DAI MONDI INVISIBILI: Incontri e colloqui. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1977.