Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1] p. 254
FRATELLO ORIENTALE :
“Fratello caro,
non cercare la tua via fuori di te, essa è in te, sappila trovare. A volte un raggio di sole, una parola possono farti trovare la Via, la cui ricerca non deve costarti fatica. Tu sai che solo nell’intima tranquillità essa sorge, e tale tranquillità scaturisce dalla conoscenza di te stesso. Oggi sono a parlarti della meditazione, non come la intendi tu, figlio della civiltà occidentale, ma come la intendiamo noi orientali. Meditare non significa seguire una pratica di devozione, non significa seguire un esercizio mentale, ma procedere alla conoscenza di te stesso. Alcuni danno a questa parola il significato di concentrazione, ma saper concentrare la propria volontà non è conoscere se stesso. Riuscendo ad acquisire questa facoltà , tu hai un’arma pericolosa nelle tue mani e puoi nuocere o giovare anche indipendentemente dal tuo desiderio. Mentre, conoscendo te stesso, saprai come usare questa facoltà psichica. Meditare significa essere consapevoli del proprio processo intimo dell’Io, la cui comprensione ti dà la tranquillità necessaria acciocché tu possa trovare la via. Essere meditante non significa seguire un esercizio mentale, ma frugare nelle molte stratificazioni della tua coscienza, causate dall’educazione e dalle impressioni ambientali. Quando avrai realizzato questa meditazione che è purificatrice, cesseranno durante le ore di sonnoi sogni causati dalle remote stratificazioni della tua coscienza che tornano alla superficie. Quando un fratello ha paura di commettere certe azioni per timore di far del male, ne favorisce sempre l’effettuarsi e, quando ciò è accaduto egli cerca di cancellare il ricordo, ma il ricordo torna alla superficie, spesso causando incubi e timori. Sii costantemente meditativo, fratello caro!
OM MANI PADME AUM!”
[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.