Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1] pp. 247-248
FRATELLO ORIENTALE:
“Salve fratello caro, salve!
Torno a te fratello caro per parlarti di un precetto bellissimo della tua religione: “Sopportare con pazienza le persone a te moleste”. Molte volte vi abbiamo detto e ti abbiamo detto, che non occorre che tu faccia delle grandi cose; basta cominciare “ da poco e da vicino”. Ebbene, sopportare pazientemente le persone moleste è una di quelle cose che tu puoi fare. Sto parlando di fratelli che sono a te molesti, e nulla più. Chi è dei tuoi fratelli che non abbia trovato o non si sia trovato in contatto con un fratello a lui molesto? Talvolta tu consideri molesta una persona perché non condivide il tuo modo di pensare o il tuo modo di agire. Ebbene, considera che ognuno ha la propria personalità e che allontanarsi da un fratello perché pensa diversamente da come tu pensi, sarebbe una cosa assurda, come allontanarsi da chi non è della tua stessa razza, o non ha il tuo stesso colore della pelle. Altre volte, tu consideri molesta una creatura perché non si comporta in modo educato come tu sei abituato a fare. Ebbene ricorda che non tutti possono avere avuto la tua educazione, e che è ufficio dell’uomo educato tollerare i non educati. Vi sono poi fratelli che ti sono molesti per il loro continuo chiederti dei favori: ebbene, se tu ripenserai ai momenti difficili della tua vita non potrai che giungere alla conclusione di essere stato aiutato. Quindi, aiuta se puoi, non importa chi e quante volte, sarà un modo per restituire ciò che ti è stato dato. Vi sono poi dei fratelli che possono esserti molesti perché hanno, per così dire, l’abitudine di chiedere continuamente il tuo parere favorevole, il tuo compatimento; hanno l’abitudine di lamentarsi in continuazione delle piccole cose che a loro capitano. Ebbene , tu devi dire a questi fratelli che si sfoghino pure con te, parlino solo con te, a te aprano il loro animo e cerchino di non infastidire gli altri. Sarà un doppio aiuto che tu darai a questi fratelli; l’uno per aver ascoltato le loro lamentele, l’altro per avergli detto ed insegnato a non molestare i fratelli. Vi sono poi fratelli molesti nella contingenza, cioè creature che ti fermano e vogliono parlarti in momenti particolari della tua giornata, quando tu hai tutt’altre cose da fare che ascoltare loro. Ebbene pensa che queste creature non conoscono la tua fretta e ciò che tu devi fare: attendi con pazienza di liberarti da loro senza urtare la loro suscettibilità e sappi comprendere chi, senza intenzione, ti è stato di molestia. Che dire delle persone moleste che trovi nel tuo lavoro? Fanno parte del tuo lavoro e quelle devono essere comprese come le altre. Insomma, sempre sopporta con pazienza i fratelli a te molesti e quando ti trovi a contatto con loro, ringrazia l’Altissimo che attraverso di loro Ti ha dato il modo di comprendere di non essere di molestia ai tuoi fratelli.
OM MANI PADME HUM!”
[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.