Vivi nel presente

                                            Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1] pp. 251-252

Voce del Fratello Orientale

FRATELLO ORIENTALE:

“Salve fratello caro, salve!

Ti amo, fratello caro, e questo mio amore non è condizionato; ti conosco e ti amo come sei , conosco i tuoi dolori, conosco le tue lacrime, il sapore che hanno. So delle preoccupazioni che rendono la tua vita una ricerca continua nei vari campi per trovare una sicurezza per poter essere felice: ma più insegui questa felicità e più essa ti sfugge, fratello caro; credi che essa risieda in ciò che pensi possa darti gioia ed allora vuoi far tuo ciò che pensi possa darti piacere, vuoi accaparrarlo, averlo sempre con te. Ma spesso nella tua barca si aprono delle falle, fratello caro, e il castello che hai costruito con tanto spreco di energia ti sembra misero e vorresti abbellirlo. Così, anche quando hai raggiunto l’oggetto di un tuo sogno, di un tuo desiderio, la vita non cessa di essere per te irrequieta ed affaticante e vivi più per ricordare o sperare che per vivere. Il passato è un libro che ami consultare sovente, che conservi con tanta gelosia; il futuro, lo scopo della tua vita. Quando soffri esso rappresenta la speranza di un miglioramento lenitore ; quando gioisci, l’incubo dell’incognita durata. Così, legato al passato e rivolto al futuro, non vivi nel presente, non ne gusti il sapore, occupato come sei a fare la guardia al mondo col quale ti sei circoscritto e che rappresenta la tua illusoria sicurezza. Sì, fratello caro, ciò che tu credi essere motivo di felicità, altro non è che la prigione che t’impedisce il diretto contatto con la vita. Devi abbandonare tutto, non devi recriminare il passato, temere o fidare nel futuro, ma vivere nel presente. Questo è molto importante. Devi convincerti che quella sicurezza che tu cerchi or qua or là, non è il risultato di un mondo ostile, bensì di un indistruttibile, intimo equilibrio. Vivi dunque, fratello caro, semplicemente, serenamente, al di fuori d’ogni influenza di altri e conquisterai quella serenità che non è incoscienza, ma profonda consapevolezza della vita. Tu allora, fratello caro, amerai la vita, avrai trovato la tua verità, il sorriso sarà sempre sulle tue labbra, perché avrai raggiunto una delle più confortanti mete.

OM MANI PADME AUM!”


[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.