Il piano akasico

                                           Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1]pp. 254-255

Voce del Fratello Orientale

FRATELLO ORIENTALE:

“Salve fratello caro, salve!

Il piano akasico, fratello caro, è quel piano immediatamente successivo a quello mentale ed immediatamente precedente a quello spirituale. Come sapete fu emanato dal primo alito di Dio. E’ cosa ardua, fratello, parlarti di questo piano dove l’individuo che vive coscientemente è iniziato o già Maestro. Qui vi è dualità, ma non separazione; ogni essere qui sente di appartenere al Tutto e di essere un’unica cosa con tutto il resto dell’Emanazione e allo stesso tempo di essere se stesso come mai lo ha provato prima. Da questo piano si riversano sugli altri piani di esistenza un amore sconfinato ed una comprensione senza limiti. Questo, quindi, è il piano della Fratellanza universale dell’Amore, il piano dove un giorno tutti voi, fratelli, vivrete coscientemente e ricorderete queste amarezze, che oggi vi turbano, come piccole cose, piccole in sé, ma grandi per quello che hanno prodotto sull’essere vostro. Questo è il solo valore reale che esse hanno. Il corpo akasico dell’individuo è il corpo formato appunto dalla materia di questo piano. Quel corpo che serba impresse in sé tutte le esperienze avute nelle varie incarnazioni; quel corpo che si costituisce man mano che l’individuo evolve. Il corpo mentale è quel corpo che produce l’illusione della separatività perché  è dell’intelletto la prerogativa di distinguere  “ l’io” dal “ non io”; ma questa illusione è necessaria per costituire, formare l’autocoscienza, in altre parole, il corpo akasico. Tre furono le manifestazioni, le emanazioni dell’Assoluto, le quali generarono questi Universi: la terza creò il mondo mentale, la seconda il mondo akasico, la prima il mondo spirituale e questi  tre mondi trovano riferimento nell’individuo. La Trinità nell’uomo: il corpo mentale o dell’intelligenza, il corpo akasico o dell’amore, della fratellanza ( perché colui che vive coscientemente nel piano akasico avverte per la prima volta di essere un tutto con il resto dell’emanato), ed infine lo spirito dell’uomo. Ma poco noi possiamo sapere di questo mondo e del successivo perché la nostra coscienza ancora si muove nella densità materiale dei piani sottostanti. Ci conforta il pensiero di sapere che i nostri Fratelli Maggiori ci attendono e ci aiutano in questo nostro sviluppo. Nessuno immagina che esista un mondo più elevato di quello che egli conosce, ma il sapere che esistono mondi ancora più elevati e il solo pensarlo, li avvicina e fa si che quelle cose che una volta sembravano perseguibili solo ai Santi, diventano più facilmente raggiungibili. E’ l’augurio e il dono mio di questo giorno.”

OM MANI PADME AUM!


[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.