Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE,[1]pp.196-197
KEMPIS:
Questa è quella continuità, quella sopravvivenza
che voi temete possa venir meno, possa mancare.
Quel divino collegamento, garanzia non solo che l’Essere non si estingue,
ma soprattutto che le contingenti limitazioni ad una ad una cadano,
rivelando l’Essere in tutto il suo inimmaginabile splendore.
Perché paventare di perdere ciò che racchiude la vostra consapevolezza
entro l’angustia di una condizione relativa?
Perché temere di perdere la vostra insufficienza?
Quale fragile velo è in sé l’illusione
che vi distingue e divide dalle altre creature di voi stessi complemento!
Che àncora la vostra consapevolezza a ciò che credete di essere
e che fa ritenere le vostre limitazioni
tanto preziose da temere di perderle!
E quanto tenace lo fate diventare con un simile attaccamento!
Ma chi mai potrà dirvi che questa è la Verità?
Eppure, credervi significa porre fine ad ogni angoscia,
ad ogni sofferenza,
ad ogni umiliazione,
perché è troncare alla radice la ragione di ogni dolore.
E che cos’è il dolore se non un segnale che non avete compreso,
uno stimolo a ricercare,
un invito a comprendere?
E quale mai può essere lo scopo per cui ogni uomo si affanna,
arrovella, contempla, costruisce, distrugge,
se non quello di dargli una coscienza che rifletta la realtà del mondo del sentire?
Ma chi mai potrà convincervi e darvi questa certezza?
Nel mondo da cui vi parlo,
nessuno può vedere ciò che non crede,
mai la prova viene prima della certezza!
La Realtà è nell’intimo dell’Essere
e solo lì può essere scoperta.
[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.