Vieni a noi

Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE,[1]pp.199-200

Voce del Maestro Dali

DALI:

Vieni a noi,

tu che sei deluso e smarrito,

che invano hai sperato nell’aiuto dei tuoi simili;

vieni a noi,

tu che sei amareggiato e solo,

che hai creduto alle promesse dell’uomo.

Vieni a noi,

tu che sei incompreso e rifiutato,

che, tradito, vorresti rinunciare alla vita.

Perché vuoi punirti per le colpe degli altri?

Ma interrogati!

Veramente degli altri è la ragione del tuo dolore?

Ti diciamo: vieni a noi,

eppure noi abbiamo da darti solo quello che tu sei disposto a darci;

possiamo per te solo quello che tu vuoi che possiamo;

siamo per te solo quello che tu permetti che siamo.

Da noi stessi non abbiamo da donarti quello che ti manca e che vorresti;

non possiamo consolarti,

non vogliamo fare per te;

siamo solo una voce senza corpo,

un’identità senza nome,

una dottrina senza autorità,

un messaggio scritto sulla sabbia di un deserto ventoso.

La nostra voce dice: “ Oh! Tu che sei preda dello sconforto e della delusione,

perché vuoi addebitare le tue colpe agli altri?

Non devi cercare nei tuoi simili quello che tu devi avere.

Non devi attendere che altri facciano quello che tu devi fare.

Non puoi pretendere che gli altri siano quello che tu devi essere.

Tu non devi delegare,

non devi attendere,

non devi rinunciare.

Abbi fiducia in te stesso!

Tu hai,

tu puoi,

basta che tu lo voglia.

E quando avrai compreso

che non hai alcun diritto di sentirti sfiduciato

se tu stesso non sei la fiducia,

deluso, se tu stesso non sei la speranza,

amareggiato, se tu stesso non sei il conforto dei tuoi simili,

sentirti solo, se tu stesso rifiuti,

tradito e abbandonato, se tu stesso non dai,

quando tale sarà il tuo  sentire,

allora tu stesso sarai la nostra voce,

il nostro vivente messaggio,

la testimonianza del nostro potere.”

CHE LA PACE SIA CON VOI E CON TUTTI GLI UOMINI, FIGLI CARI !


[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.