KEMPIS:
Signore, la logica mi fa concludere
che il caso non può esistere
e che una catena di cause e di effetti
mi indirizza nel mio vivere,
pur consentendomi quella libertà
che è ignota agli esseri dalla coscienza in potenza.
Signore, posso riconoscere il fine immediato della vita naturale,
che è quello di perpetuare se stessa;
perciò ragionevolmente posso credere
che tutto ciò abbia un fine più ampio
che sfugge alla mia constatazione.
Se Tu sei capace di trasformare la materia insensibile
nella coscienza del santo,
allora, Signore, Tu sei amore,
e benché non abbia la percezione di quanto Tu sei
umilmente Ti ringrazio con tutto l’amore di cui sono capace
e che Tu, giorno per giorno,
istante per istante, alimenti,
alimentando la mia stessa esistenza.
Signore, fa che il Tuo amore riunisca tutti noi, tuoi esseri,
e che non venga mai meno;
ma anzi sia sempre in noi,
giorno per giorno,
istante per istante,
perché così Ti conosceremo
e nulla più ci sarà oscuro.
PACE A VOI!