I giochi della mente

                                                          Trascrizione della registrazione del 20/11/1982

Voce del Maestro Veneziano

Maestro Veneziano: “Figli, vi benedico!

Allora, figli, io sono sempre presente alle comunicazioni degli altri amici e questa sera voglio invece manifestarmi direttamente per invitarvi a controllare in modo più determinante la vostra mente. Cosicché, non possiate essere trascinati dai suoi giochetti. Figli, per raggiungere questo che, in fondo, tutti voi desiderate, è importante che facciate un’azione di autoanalisi seguendo le indicazioni che il Maestro Claudio ha dato così chiaramente e così puntualmente. Innanzitutto cercare di conoscere profondamente se stessi; cercare, perché il conoscersi non è una cosa facile, tuttavia è fattibile. Cercare di comprendere le proprie reali intenzioni. Questo è estremamente importante. Unitamente a questa autoanalisi secondo le modalità date dal Maestro Claudio, voi dovete imparare cominciando da vicino e da poco, a controllare la vostra mente cosicché da non essere trascinati da essa. E questo potete e dovete farlo sulle piccole cose che possono accadervi quotidianamente; e quanti sono i pensieri che la vostra mente vi suggerisce e che voi ascoltate come se fossero realtà vere e provate, fino a suscitare in voi uno stato emotivo che si ripercuote anche determinatamente nel corpo fisico. Quante volte seguendo un pensiero angoscioso vi siete trovati ad avere una sudorazione delle mani, della faccia, o di qualche altra parte del corpo, una sudorazione copiosa; ebbene, questa è una dimostrazione della possibilità della vostra mente di condizionarvi. Allora, quando un pensiero angoscioso vi travolge e vi trascina, cercate di trovare la realtà di voi stessi e di controllarvi proprio ripiegando su di voi la vostra attenzione, ed esaminandovi in questa reazione al pensiero; voi dovete convincervi che molto spesso le angosce che vivete sono un tranello della vostra mente, anche quando le cose che vi circondano danno fondamento, in qualche modo, alle vostre angosce. Voi dovete dire a voi stessi: “Io sono padrone della mia mente e la mia angoscia non deve trascinarmi; io sono padrone della mia mente la quale mi è data non per peggiorare le esperienze che io devo vivere, ma anzi per dirigermi attraverso di esse in modo che io possa comprenderne tutto l’insegnamento e il significato.” Non è facile, amici, non è facile, lo comprendo, per colui che mai ha fatto un tipo di riflessione quale ve la sto illustrando, però è fattibile. Se voi non ponete argine, attraverso una ferrata critica dei vostri pensieri e ai vostri pensieri, voi ne sarete sempre più trascinati, e voi soffocherete quella serenità che invece deve animarvi e sostenervi. Perciò prendete partito di controllarvi nei vostri pensieri e comprenderete che le circostanze che la vita vi conduce a vivere e sperimentare, non sono poi così sconvolgenti e frustranti quali voi ,invece, ne rivelate a voi stessi. Cercate sempre di mantenere la fermezza dentro di voi, la volontà di non essere trascinati, la determinazione di vedere ed agire più chiaramente. Volete rivolgermi qualche domanda?”

Domanda: “Com’è possibile che noi non riconosciamo fondamentalmente i nostri difetti che sono, direi, tremendi. C’è qualcosa che ce lo vieta? Il signor Io, ad esempio, il quale non vuole essere offeso, non vuole essere menomato, ecc.? Quindi, forse ,dovremmo superare l’egoismo che c’è di ostacolo, grossissimo ostacolo, alla conoscenza profonda- come tu dicevi adesso- di noi stessi. Comunque noi, io penso che ci dispiace, ecco, abbiamo un dolore nel riconoscere che siamo in un certo modo, e non come la nostra mente ci aveva idealizzati in quel giudizio che noi invece….”

Maestro Veneziano: “ La domanda molto più pertinente sarebbe rivolgerla al Maestro Claudio. Però, se mi consentite, il fatto di provare dispiacere nello scoprire qualche proprio difetto, che poi non sono così tremendi, fortunatamente, in voi, come hai detto- questo per onore al vero- non deve annientarvi perché sarebbe motivo, questo, derivante proprio da una limitata ambizione; mentre il conoscersi significa proprio, prima di tutto, accettarsi quali si è. E non mascherarsi a se stessi per volere apparire né migliori, né, in certi casi, che si avvicinano all’autodistruzione, peggiori di quello che si è. “

Domanda: “Posso chiederti una cosa? Questo fatto di vivere meno angosciosamente e quindi di affrontare i problemi della vita anche con più serenità, è un fatto anche di istinti e di non farsi deviare appunto da questa mente; è un fatto anche di conoscere se stessi? Però l’osservare, ad esempio, delle persone che ci sono accanto, il fatto di vedere un diverso modo di comportarsi di fronte a delle cose che succedono, ecco, può servire o è solo una cosa che può essere, invece, un plagiare se stessi?”:

Maestro Veneziano: “ No, cara! Può servire perché proprio la vita di società, la vita di relazione, deve portare proprio l’uomo a capire che forse il suo punto di vista deve e non può essere solo giusto il suo, è vero? E che può esservi, invece, un altro punto di vista di un’altra persona, colui o colei che ti è accanto, e che forse pur essendo totalmente diverso dal tuo, può essere forse più di buon senso e può anche portarti ad un maggiore equilibrio. Sempre esaminare gli altri raffrontandoli a se stessi, ma non con spirito di critica e per condannare, ma anche per apprendere e trovare ,attraverso a questo confronto, degli aspetti che la propria personalità non rivela e che invece possono essere di grandissimo aiuto per il proprio vivere e il proprio sperimentare.”

Domanda:” Io volevo domandarti, la mente, cioè il corpo mentale, responsabile di tutti i nostri malesseri ed anche delle cattive intenzioni, come può avere questa autonomia se l’individuo non corrisponde? Cioè , il nostro vero essere è ben altro che il corpo mentale, come mai il corpo mentale ha tutto questo potere? non capisco!”.

Maestro Veneziano:” Ecco, il corpo mentale, ed anche il corpo astrale, sono dei meccanismi meravigliosi, è vero? Meravigliosi! basta pensare alle possibilità straordinarie che potrebbe avere l’uomo se utilizzasse in pieno la sua mente oppure il suo veicolo astrale, raffinando poi i suoi sensi fisici, attraverso proprio al maggiore sviluppo del veicolo astrale; possibilità prodigiose che neppure vi sognate. Per esempio: possibilità di calcolo per quanto si riferisce al corpo mentale; possibilità di soluzione di problemi che a livello cosciente non si riesce ad avere e che invece, introdotti nel proprio corpo mentale, possono essere risolti inconsciamente attraverso alla parte nascosta della mente. Il corpo mentale, come il corpo astrale e come del resto il corpo fisico, sono dei veicoli; chi pilota questi veicoli è l’individuo, è la coscienza; e quando la coscienza non è molto costituita è come mettere in un veicolo meraviglioso un fanciullo; egli non sarà a guidare il veicolo, ma sarà lui che forse ne verrà trascinato suo malgrado. Così è dell’uomo che non ha una coscienza molto sviluppata e che quindi non riesce ad avere, proprio per sua natura, un autocontrollo sugli impulsi e gli stimoli che gli vengono da questi veicoli, i quali- ripeto- non debbono essere visti come una sorte di calamità ma come qualcosa di meraviglioso che non si sa indirizzare né pilotare.”.

Domanda:” Ecco, Maestro, se per esempio, questo impulso…uso una figurazione per spiegarmi, se uno di questi impulsi, per esempio, mi suggerisce di andare su e giù per una boscaglia, e mi viene detto che l’andare su e giù in quella boscaglia non è bene per me; però, mi riferisco anche a quanto ha detto Francois prima, non porta danno ad altri; allora qual è la ragione che mi dovrebbe convincere a non percorrere su e giù quella boscaglia quando non porto danno ad altri?”

Maestro Veneziano:” Dobbiamo vedere il caso più preciso perché l’esempio rimane un po’ vago. Però, chiaramente, per esempio, una ragione potrebbe essere quella di portarti a dello spreco di energie inutilmente; oppure potrebbe essere quella di andare su e giù per la montagna per ricercare solamente delle sensazioni, e l’uomo non deve vivere per ricercare delle sensazioni. Anche la sensazione è legittima purché l’uomo non ne faccia scopo della sua vita. Così allora, se anche andare su e giù per la boscaglia non reca danno ad altri, bisogna vedere se questo andare su e giù non diventa lo scopo della propria vita e se non ci distoglie da altre cose che invece potremmo fare di utile nei confronti degli altri; oppure se non danneggia veramente se stessi, in modo che, essendo danneggiati diventiamo bisognosi di aiuto e non possiamo aiutare gli altri.”

Partecipante: “Ho capito, grazie!”

Maestro Veneziano:” Non c’è da ringraziare mai per quello che vi diciamo, perché vi diamo quello che vi è dovuto. Dimmi!”.

Domanda:” Certe volte nel processo di conoscere se stessi, non si percepisce che avviene anche attraverso, cioè al di fuori…invece altre volte è la mente che avvia questo processo del conoscere se stessi. E proprio in questo processo ricrea ancora dei fantasmi; come si può superare questo?”

Maestro Veneziano:” Sono tutti stati transitori; è giustissimo, è giustissimo! Cioè, in certi momenti, la conoscenza di se stessi avviene a livello conscio; poi per una parte che non si sa spiegare, rimane invece a livello inconscio, inconsapevole. Ma questa non è destinata a rimanere sconosciuta, perché questa sarebbe una contraddizione in termini, è vero, cari amici? E’ solo un momento in cui- come prima dicevo- la parte nascosta della mente, la parte inconsapevole, lavora vostro malgrado, a vostra insaputa e poi improvvisamente sboccia il fiore della comprensione. Ecco allora che di improvviso, come un’illuminazione, voi, con la parte consapevole della mente, riuscite a capire una verità di voi stessi. Ma questo, dice l’amica, può anche dare origine successivamente ad un nuovo fantasma della mente; sì, perché la conoscenza di sé non è ancora totale. Nel momento in cui avverrà, questa conoscenza totale, e che non ci si può aspettare in breve tempo, allora anche il regno dei fantasmi della mente cesserà. Io vi auguro che questo avvenga presto per tutti voi, e in questo senso cercherò sempre di aiutarvi e di assistervi.”

FIGLI, VI BENEDICO!