Trascrizione della registrazione del 25/11//1982
MAESTRO VENEZIANO:
“Amici, il discorso che vi rivolgiamo, vuole essere più generale e non riguardare solo coloro che oggettivamente hanno problemi di cattiva salute. E’ un discorso che principalmente è rivolto a tutti quelli che hanno deciso che non stanno bene. Il primo sintomo che volge a far concludere di essere ammalati è un senso di malessere generale. Tale sintomo è immediatamente interpretato come un segno, un avviso, che c’è qualcosa che non funziona nel proprio corpo. L’interpretazione di chi prova un tale malessere non lascia alternative, mentre in effetti l’alternativa c’è, eccome! Ed è costituita dal fatto che il malessere, che è originato dal vivere una situazione non gradita, molti lo attribuiscono ad una malattia del corpo mentre ha un’origine psichica. Cosicché la malattia immaginaria, formalizzata dal rito delle visite dal medico e anche la malattia reale, diventa una giustificazione per evadere la realtà; perfino il semplice senso di stanchezza è un modo per ribellarsi e non fare qualcosa che si dovrebbe e non si vuole fare. Perché quando si ha da fare qualcosa che piace non si sente stanchezza! Allora, quando vi sentite un malessere, non date per scontato che siete ammalati; esaminate le vostre situazioni familiari e di lavoro o di relazione, e vedrete che in una percentuale alta troverete lì la causa del vostro malessere, originato da scontentezza. Non solo; ma anche nelle situazioni senza problemi la psiche gioca lo scherzo di farvi sentire scontenti per vari motivi: per esempio, per noia. Moltissimi sono coloro che non si sentono attivi se non hanno qualche motivo di preoccupazione. La preoccupazione, per loro, diventa stimolo per avere interesse alla realtà. Moltissimi sono anche coloro che colmano il vuoto interiore del loro essere creandosi una malattia. L’incapacità di pensare, la mancanza di interessi, di vita interiore e di attività nel loro mondo che li soddisfi, li lascia, per loro difetto, in uno stato di vuoto che essi cercano di colmare inconsapevolmente inventando una malattia, cioè qualcosa a cui pensare che dà da fare, che suscita l’attenzione degli altri su di sé, che non li fa languire nell’inattività. Allora, amici, quando vi sentite un malessere e non vi è una disfunzione organica, la causa è da ricercarsi nella sfera psichica. La prima cosa da fare è quella di non cullarsi nel vostro malessere, ma di reagire facendo forza su voi stessi, imponendovi qualcosa che vi distragga e vi impegni: per esempio, sottoponendovi ad un esercizio di ginnastica; il corpo fisico ne ritrarrà un beneficio e anche la psiche sarà bene adattata, sarà ben disposta da quel rito che porta a nuovi interessi e nuove relazioni.”
FIGLI, VI BENEDICO!