tratto dal libro LE GRANDI VERITA’,[1] pp.277-278
KEMPIS:
“ Sì, Padre, nell’esistenza di ognuno c’è un giorno in cui è udita la Tua voce. Non sia che quel giorno essa dica:
Io non ti ho dato la vita nel mondo perché tu portassi la morte.
Non ti ho dato il desiderio perché tu divenissi avido.
Non ti ho dato la mente perché ti rendessi schiavo dei suoi tranelli.
Né ti ho dato la tranquillità perché tu vegetassi, e il progresso perché ti circondassi di cose inutili o perdessi la tua vita nella ricerca di quelle.
Non ti ho dato la grandezza perché tu disprezzassi gli umili.
Né ti ho dato il potere perché tu opprimessi e operassi ingiustizie.
Non ti ho dato la pace perché tu la distruggessi.
E se ho permesso la guerra, è perché tu apprezzassi l’intesa.
Se ho permesso il dolore che viene dall’egoismo dei tuoi simili e dal tuo, è perché tu comprendessi lo splendore dell’altruismo.
Se ho permesso l’intolleranza, l’offesa, la schiavitù, è perché tu perseguissi le virtù contrarie.
E se ho permesso che tu fossi umiliato, sfruttato, incompreso, è perché tu imparassi a non umiliare, a non sfruttare, a comprendere, imperciocché una vita felice ma sterile non è tanto preziosa quanto una tormentata che doni comprensione.
Ma io ti ho dato la vita nel mondo perché tu lo rendessi più bello.
Ti ho dato l’abbondanza perché ti fosse più facile donare.
Ti ho dato il benessere perché tu avessi pietà di chi soffre.
Ti ho dato la sapienza perché tu creassi.
Ti ho dato il desiderio perché tu desiderassi il bene dei tuoi simili, e la mente perché tu comprendessi che una sola cosa è necessaria, e quella tu scegliessi: quella cosa che ti conduce al di là degli opposti, laddove non v’è separazione, dove causa ed effetto sono una sola realtà.
PACE A VOI!
[1] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.