La divinità interiore
Presentazione fatta da Alan tratta dal libro- audio LA VOCE DELL’IGNOTO,[1] pp. 63-64.
Il brano è presente anche nel libro LE GRANDI VERITA’,[2] pp. 95-96
ALAN:
“La diversità di espressione non confonde l’esposizione dell’insegnamento, al contrario lo completa perché i messaggi si integrano l’un l’altro. I temperamenti mistici possono trovare nelle parole , ad esempio, di sorella Teresa il linguaggio che è loro congeniale. I suoi messaggi servono anche per ricordare a tutti che il filo logico su cui si svolgono le altre comunicazioni ha lo scopo di convincere e convincendo di suscitare quel sentire che è divino slancio di amore! Ecco come Teresa si rivolge a voi!”
TERESA:
“Sorelle, fratelli la mia gioia di questo momento mi viene da voi, dal fatto che voi state ad ascoltarmi, mi accogliete. Come desidero, perciò, contraccambiare la gioia che mi date. Oh! Se riuscissi ad esservi utile! Certo non lo potrei tentando di spiegare la perfezione di Dio. Io sono così poca cosa che non posso certo aspirare a capire tanta immensità. Ma tutto quello che sento in me, Dio me ne fa dono immeritato. E’ come se il Suo potere, a cui nulla è impossibile, quell’oceano infinito che Egli è, entrasse e si facesse contenere in una piccola, piccola coppa. Sì, anche a chi è ben poca cosa Egli si rivela in tutta la Sua grandezza. Ma Egli si rivela solo quando abbiamo imparato ad amarLo nelle sue creature; e quanto poco impegno, invece, mettiamo in ciò! Anzi cerchiamo, facciamo di tutto per mettere fra noi e loro delle barriere. Anche quando una simpatia, un’amicizia sbocciano grazie ad un moto istintivo e inconsapevole, col voler mettere i punti sulle “i”, col voler dare il sapore al sale, finiamo col raffreddare ed estinguere il reciproco slancio. Forse, se ponessimo più attenzione a noi stessi, alle nostre imperfezioni, ci sarebbe più facile capire i difetti dei nostri simili, perché “simili” si chiamano non solo per l’aspetto fisico ma anche soprattutto per l’essere interiore. Sicuramente nessuno è perfetto: è fin troppo facile trovare dei difetti nei propri fratelli; ma se amiamo così tanto la perfezione da volere che essa sia attorno a noi, almeno una di quelle virtù che lamentiamo mancare negli altri facciamo che sia nostra. Siamo sinceri con noi stessi; ammettiamo che poi, con la critica che facciamo a chi in qualche modo richiama l’uomo ad una vita retta, noi cerchiamo di creare una ragione per la quale non seguirne il richiamo; cerchiamo di crearci un alibi, distruggere l’uomo per zittire, annullare ciò che egli dice. E’ più facile negare Cristo che seguirne il Vangelo. E anche quando non lo si nega, è più facile dire che fare. PACE! PACE!”
[1] LA VOCE DELL’IGNOTO. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1983.
[2] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.