Tutto ci parla di Te

Brano tratto dal libro LE GRANDI VERITA’,[1] pp.98-99

Voce di Sorella Teresa

TERESA:

“Tutto sta nell’intenzione: essa santifica le cose più inutili, le azioni più comuni. Chi nell’intenzione si dona al bene altrui vive unito a Te, o Padre, e tutto ciò che fa diventa soprannaturale. Dio è presente in tutte le Sue creature; infatti niente e nessuno può esistere se non per Iddio, in forza del Suo continuo comunicare l’essere. Tutto è opera della Sua sostanza e in tal modo Dio è dappertutto; ognuno di noi, per parlare col Padre e godere della Sua compagnia, non ha bisogno di salire al cielo; per cercarlo non ha bisogno di ali, perché basta che resti in silenzio e Lo contempli in se stesso.

Dunque, o Signore, non avrò bisogno di viaggiare in lungo e in largo il mondo per trovarTi, ma anzi  quanto più il mondo mi sarà estraneo o indifferente, pur rimanendo in esso, più facilmente Ti troverò. Ora lo so, o Signore, io stessa sono il luogo dove Tu dimori e Ti nascondi; posso dunque non essere felice sapendo che Tu sei con me? Tu sei il mio vero essere; che cosa posso volere di più? che cosa cercare ancora fuori di me, se Tu, il Tutto, sei in me ed arricchisci e colmi l’inutilità che io sono?

Eppure anche il mondo sensibile a noi esterno, se sapessimo osservarlo con attenzione, ci richiamerebbe a Dio, alla Sua incommensurabile grandezza. Ma l’uomo si serve del mondo solo per appagare i suoi desideri egoistici, per cercare la sua gloria, e così trascura di osservare con attenzione quanto lo circonda e che in ogni particolare rende testimonianza alla grandezza di Dio: tutto, dalle meraviglie della natura alle invenzioni con cui inavvertitamente, senza imposizioni, richiami gli uomini a Te. Tutto ci parla di Te! Tu elargisci agli uomini il bene in una forma così umile e silenziosa che essi credono sia prodotto della loro fatica e della loro abilità; credono sia loro proprietà. Sorelle, fratelli, Dio non vuole che la vita dell’uomo sia sofferenza, sofferenza e rinuncia, ma gli ha dato anche la gioia; e non solo quella spirituale e tutta interiore che può effondersi con l’estasi nell’animo del santo; non solo quella rarefatta e intellettuale dell’uomo raffinato; ma anche quella che può venire dai sensi e che può godere anche l’uomo più rozzo. Ma la ricerca del piacere non deve essere lo scopo della vita dell’uomo, e non solo del piacere del mondo sensibile, e non solo della soddisfazione intellettuale, ma anche della gioia, dell’estasi mistica. Nulla e nessuno, nella vita dell’uomo, deve essere esclusivo in assoluto, deve occupare il posto che, infine, è solo di Dio. Perciò non amate solo voi stessi; e quando avrete compreso ciò e amate gli altri, allora considerate che non dovete amare solo alcuni; se non siete capaci di altro amore più impersonale, fate dell’amore ai vostri familiari lo scopo della vostra vita; e quando sarete riusciti a dedicare tutti voi stessi a loro, ricordate che la vostra vita non può avere quel solo scopo”.


[1] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.