La fonte preziosa

Brano tratto dal libro DAI MONDI INVISIBILI,[1] p. 123

Voce del lettore

KEMPIS:

Questa è la fonte preziosa di quell’acqua che disseta:

casta, per purificare,

forte, per trascinare,

umile, per esaltare.

Se sei venuto per bere, attingi di quest’acqua sì rara nel deserto;

se non hai sete, fatti da una parte e cedi il posto.

Quest’acqua è aurea,

ma è più preziosa ancora dell’oro.

Conservala dunque gelosamente e non sprecarla,

perché la via è lunga e solatia.

Odi il dolce rumore dello zampillo,

ma non esserne incantato:

non sia per te come sirena per il navigante.

Guarda come  cristallina è la polla;

puoi specchiarti e acconciarti l’abito,

ma non essere novello narciso.

Immergi il tuo corpo nella freschezza di quest’acqua,

ma sii pronto ad uscirne come se fosse sterco.

Eppure essa è preziosa,

più ancora del cibo nella carestia.

Prendi dunque nell’abbondanza per non essere povero nella carestia

e bada di non barattare l’oro per l’orpello.

 Leggi ed intendi che cosa è scritto con caratteri di fuoco sulla fonte.

La voce risuona, ma il tuo orecchio non ascolta;

la mano scrive sulla sabbia del deserto ma,

se attendi domani,

il vento avrà tutto cancellato e non potrai più leggere.

La meteora attraversa il cielo:

alza la testa subito, se vuoi vederla;

fra pochi istanti sarà consumata nel suo stesso fulgore.

Le Sue mani sono protese nell’aiuto innumerevoli volte,

perché immensa è la Sua pazienza;

poi – improvvisamente – si ritraggono.

Allora ascolterai, ma sarà il silenzio;

cercherai di vedere, ma la sabbia sarà muta ed il cielo buio,

né il pianto, né la tua grande disperazione

potranno richiamare l’occasione perduta”.


[1] DAI MONDI INVISIBILI: Incontri e colloqui. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1977.