Il sentirsi di esistere

Brano tratto dal libro LE GRANDI VERITA’,[1] p.225

Maestro Kempis

KEMPIS:

Perché mai contate le ore, i giorni, gli anni?

 Il sentirsi di esistere  non conosce fine,

 anzi è eterno, perché è al di là del tempo.

Stolti, che vi fermate e volete immobilizzare il caleidoscopio delle forme

che esistono proprio in forza della loro stessa variabilità,

della loro stessa caducità.

Che cosa volete fermare?

La forma delle nubi?

Che cosa volete imprigionare?

Il pensiero?

Non vi fermate all’esteriore, a ciò che appare.

Non desiderate di godere per sempre del profumo del fiore,

ma siate ciò che fa fiorire e profumare.

Siate consapevoli

che tutto lo spettacolo che si svolge di fronte alla vostra osservazione,

e di cui siete fatti protagonisti,

ha il solo scopo di ampliare il sentirsi di esistere

che ciascun essere è

fino ad abbracciare ed esprimere la TOTALITA’ del TUTTO!

PACE A VOI!


[1] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.