Brano tratto dal libro OLTRE L’ILLUSIONE,[1]pp. 115-116
KEMPIS:
“Se le nostre parole non vi convincono non ha alcuna importanza. Tuttavia non viene meno il vostro dovere ch’è il dovere di ogni uomo di chiedersi:
“Ma è mai possibile che l’uomo viva solo per perdersi?
E’ mai possibile che la vita di molti sia nel migliore dei casi un continuo carnevale?
E’ mai possibile che la suprema aspirazione degli uomini buoni sia crescere figli?
Che solo la mira del proprio guadagno e della propria affermazione induca l’uomo ad agire?
Le opere più belle sono espressione della creatività dell’uomo, o dei suoi commerci?
E’ giusto ritenere produttivo solo ciò che dà un utile economico, quando le opere più belle e più utili spesso sono pessimi affari?
E’ mai possibile che il dolore sofferto da tanti o abbia il non senso della concezione atea, o serva a dimostrare a Dio che la Sua creatura è degna di Lui?
E dov’è l’onniscienza divina?
E’ mai possibile che tante civiltà, crudeli e raffinate, guerriere o amanti delle arti, siano finite nel nulla perché creazioni del caso, o abbiano avuto come unico scopo, quello di popolare l’inferno e il paradiso?
O piuttosto non sia che nei mille ripieghi, risvolti, problemi anche sciocchi di ogni forma di vita, nella lotta per la supremazia, nello squallore del proprio vuoto interiore, nel dolore, non nasca la convinzione di un nuovo essere?
Che nella saturazione del proprio “Io” egoistico, ognuno si convinca che la propria vita appartiene anche agli altri, primo atto di una serie che condurrà ad abbattere quelli che sono ritenuti i confini del proprio essere?
Che questo vostro mondo dalle tragiche e confuse apparenze, altro non sia che un crogiuolo dove ogni essere nasce e dove ognuno indistintamente, nell’illusione, trovi in sé la coscienza che lo conduce alla Realtà?
Questa è l’unica speranza che può farvi accettare un mondo quale vi appare.
L’unica concezione che si concilia con il pensiero razionale e con le aspirazioni mistiche, senza che né l’uno né le altre debbano rinunciare a qualcosa.
Perciò, nel lasciarvi, vi auguro che questa sia la vostra Verità”.
PACE A VOI !
[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.