Tratto dal brano “Vita macrocosmica e vita microcosmica” pp. 246-247 dal libro LA FONTE PREZIOSA[1]
KEMPIS:
“Che senso ha credersi non bisognosi degli altri, a loro superiori
e rifiutarli quando, nostro malgrado, per nostra fortuna, non possiamo isolarci,
disgiungersi gli uni dagli altri?
Se questa è la realtà, perché non prenderne coscienza?
Scoprirne tutto il meraviglioso intreccio che congiunge in un abbraccio tutti gli esseri?
Perché sentire estranee a sé le creature che sono di se stessi complemento?
Invero un simile atteggiamento, oltre che essere innaturale, è illogico.
Perciò, rendetevi consapevoli della meravigliosa Realtà in cui esistiamo;
deponete ogni motivo di isolamento, separazione;
considerate ogni essere una parte di voi stessi perché, con la sua vita,
contribuisce alla manifestazione della vostra coscienza,
intesa quanto meno come coscienza di esistere,
quindi contribuisce al vostro sentirvi di essere, alla vostra esistenza;
e considerate voi stessi quali unità di una molteplicità
il cui dovere non è quello di asservire gli altri a sé,
bensì quello di essere strumenti della loro evoluzione”.
PACE A VOI!”
[1] LA FONTE PREZIOSA: rivelazioni sull’Assoluto. Cerchio Firenze 77, (a cura di Luciana Campani Setti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1987.