La saggezza dei popoli

Trascrizione di una seduta con Alan dei primi anni ‘60

Voce di Alan

ALAN:

“Alan vi saluta! E’ da qualche tempo che io non mi presentavo a voi perché voi eravate impegnati nell’esperimento con la Guida fisica. Questa sera torno a salutarvi in modo a voi percepibile con mia grande contentezza. Ciò che io posso dirvi non è molto interessante e non ho la pretesa, quindi, di aprirvi alla comprensione di Verità che voi amate discutere. Verità molto difficili alla mente di certe creature non abituate a simili ragionamenti. E così, per non fare un passo più lungo della gamba, come si usa dire, questa sera voglio parlarvi proprio di cose a tutti comprensibili, sfoglierò il libro della Saggezza dei popoli. Si dice appunto che i proverbi sono la saggezza dei popoli. Vedo io che ce n’è uno per ogni occasione. Chi va piano va sano e va lontano, ma chi dorme non piglia pesci. Scegliete quello che più vi si addice, fratelli. E così, anch’io, vorrei ripetervi, prendendo spunto da questa saggezza dei popoli, una storiella che mi è stata raccontata dal fratello Arlotto, molto significativa e pertinente quello che avrò poi da dirvi. “La storiella degli Astronomi”, astronomi di altri tempi naturalmente, i quali, scrutando le immensità siderali, un giorno videro che una certa cometa sarebbe passata vicinissima alla Terra e che la scia di questa cometa, avrebbe avvolto il povero pianeta ed avrebbe fatto impazzire chiunque non si fosse tappato in casa. Immediatamente si premurarono di divulgare la loro scoperta, animati da un gran senso filantropico, ma si vede che l’umanità di quei tempi non era così dedita ai problemi degli spazi siderali come l’attuale, perché nessuno volle dare ascolto a questo filantropico avvertimento. Accadde il previsto ed i soli a salvarsi furono gli astronomi i quali si erano ermeticamente chiusi nelle loro case. Quando uscirono, poterono vedere uno spettacolo veramente tremendo: chi rideva, chi urlava, chi correva. I soli ad essere silenziosi ed impietriti dallo spavento e dal dolore erano loro, gli astronomi. Ma accadde un fatto stranissimo, che tanto senno, in mezzo a tanta follia, non poteva stare bene perché gli uomini impazziti, vedendoli così silenziosi e costernati, pensarono che si trattasse di nemici e presi dei nerboruti bastoni , picchiarono a dovere i poveri astronomi e li avrebbero uccisi se non si fossero messi, questi malcapitati, a ballare e  cantare sotto le botte, per far vedere che non erano diversi dagli altri. Fin qui la favola della morale è la lealtà, fratelli cari. Guai a chi si dimostra diverso dalla vostra società. L’uomo sia cacciatore, se non si sente, finga con gli amici se vuol essere rispettato. La donna deve essere pura ma non dimentichi le armi della seduzione se non vuole essere dimenticata. Pare incredibile, fratelli, ed è così! Voi dite sì! Voi stessi fratelli, senza accorgervene, rafforzate questi luoghi comuni della società perché colpite, con i vostri sarcasmi, chi non si adegua a questo modo di agire. Guai a chi non sottostà ai canoni che la società, inavvertitamente, impone. Sa di primitivo tutto ciò! E’ vero fratelli? Ma non è la sola cosa, questa, a sapere di primitivo, vi sono altre cose. Sempre rifacendosi alla saggezza dei popoli, troviamo un altro vecchio adagio dei popoli nordici. L’occhio del padrone fa il cavallo grasso. Pare incredibile che ancora oggi vi siano delle creature, le quali, hanno bisogno del capo per ben lavorare, per fare il loro dovere. E più questo capo è severo e piùsolerti sono queste creature nell’adempiere il loro lavoro, i loro doveri, i loro impegni. Tutto ciò è veramente strano ancora oggi, fratelli. Voi siete abituati a pensare ai Maestri come a delle persone tutta dolcezza, tutto amore, ed in effetti così sono intimamente. Ma quando i Maestri si trovano difronte alle creature che ora ora ho rammentato, Essi diventano autoritari e direi dispotici. Dio solo sa quanto può  costare ad una creatura evoluta mostrare il polso fermo, fratelli, eppure queste creature, qualora vi sia la necessità, lo fa senza alcuna esitazione. Abbiamo parlato di questi avanzi dalle società primitive ma fra questi atteggiamenti, luoghi comuni della vostra società, vecchi di tempo, ve ne sono altri completamente nuovi, altri che in passato non sarebbero stati assolutamente concepiti. Un aspetto nuovo, direi, io vorrei chiamarlo il fascino del simpatico mascalzone. In effetti, un uomo, nella società di oggi, può essere anche un perfetto mascalzone purché sia simpatico. Chi truffa con noncuranza, con il sorriso sulle labbra i suoi fratelli, non solo è considerato, stimato, chiamato furbo, ma addirittura emulato. Non voglio annoiarvi più oltre, fratelli, e come ogni storiella della sapienza dei popoli ha la sua morale, anch’io voglio trovare la morale. Disse Cristo “Lasciate che gli scandali avvengano ma guai a colui che avrà promosso uno scandalo, meglio sarebbe stato per lui che si fosse legato una pietra al collo e si fosse gettato nell’acqua profonda.” Così voi, fratelli, lasciate che il mondo segua la sua strada ma badate bene di non mettervi in urto con il mondo, di evitare ogni aperto contrasto, perché l’opinione pubblica è una forza enorme e guai a chi si mette contro senza una ben valida e profonda ragione. Anche chi conosce la Realtà, se non ha uno scopo ben preciso, vive silenzioso e confuso con gli altri. Così io dico nuovamente a voi, fratelli, non giudicate, vivete la vostra vita perché la vera vostra vita è quella intima, quella segreta, quella profonda che ognuno di voi ha, è vero fratelli “?

PACE A VOI !