Brani tratti dal libro LE GRANDI VERITÀ,[1] pp. 29-31
KEMPIS:
“Fortunatamente, mettere a disposizione dell’umanità un mezzo di cui gli uomini si possono servire per i loro fini non rende responsabili del danno che ,con quel mezzo, si può procurare: la responsabilità è tutta di chi lo usa male. Questo vale non solo per le scoperte scientifiche ma anche per le ideologiche. Chiaramente il discorso cambia per le ideologie che in sé contengono propositi di aggressione e di violenza; ma quando una concezione filosofica, una fede religiosa, pur improntate ai buoni rapporti fra gli uomini, diventano invece motivo di divisione, di fanatismo, di odio, non può essere fatto carico di tutto ciò a chi quelle filosofie e quelle religione ha inventate. Invero questo è molto confortante per noi che, manifestandoci con un mezzo paranormale, indubbiamente abbiamo contribuito a rafforzare quanto meno la credenza in quel mondo, anche se ciò non era e non è il nostro scopo. Tuttavia, anche se non abbiamo nessuna responsabilità per quello che in nome del paranormale l’uomo riesce a estorcere, ci sentiamo il dovere non solo di mettere in guardia gli ingenui contro i disonesti, che in fondo si trovano in ogni campo dell’attività umana, ma proprio contro certe credenze superstiziose che sopravvivono come parassiti della scienza occulta e di cui si servono i disonesti per portare a termine le loro frodi. Se esiste la possibilità di ricevere messaggi intelligenti da una dimensione sconosciuta, se si producono fenomeni che sembrano contraddire le leggi conosciute della materia e confermare l’esistenza di un mondo ultramateriale, ciò non vuol dire che sia vero tutto quel mondo di tenebra e di paura, di malocchi, di incubi, di streghe e di fantasmi tanto caro agli amanti del brivido, agli sfaticati, a quelli che cercano un pretesto per star male e far sta male per qualche loro ragione psicologica.”
LA MENTE: ARMA A DOPPIO TAGLIO
KEMPIS:
“La mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso ma, proprio per questo, capace di assecondare in modo geniale perfido le nascoste, inconfessate intenzioni e aspirazioni di creature deboli e squilibrate. Una volta, parlando di fantasmi della mente, ebbi occasione di dire che solo il dieci per cento del dolore provocato dall’uomo è dovuto al corpo fisico: il resto è conseguenza dei fantasmi creati dalla mente. Ebbene, ad essere precisi, anche quel dieci per cento dovrebbe essere suddiviso fra le malattie non volute e quelle volute dall’uomo e quindi procurate dalla sua mente. François Broussais afferma di avere constatato che, durante le epidemie di colera, erano più soggetti ad essere contagiati coloro che avevano paura di ammalarsi di coloro che si sentivano immunizzati; e più recentemente ha avuto la prova che perfino infermità causate da fatti traumatici, quali ad esempio cadute, hanno sovente all’origine una mancanza di reazione istintiva muscolare con cui l’organismo normalmente riesce a uscire indenne da percosse per cadute e incidenti. A tacere poi della malattie organiche, nelle quali gioca il venir meno delle difese naturali per effetto di una inconscia volontà di ammalarsi. Non vi deve sembrare incredibile tutto ciò. Analizzatevi: quante volte vi sentite stanchi, di cattivo umore, depressi, senza che vi sia una ragione oggettiva; quante volte attribuite la causa della vostra scontentezza a situazioni che possono anche essere di fatica, non piacevoli, ma che obbiettivamente non sono così drammatiche da causare un annientamento quale lo provate. Rendetevi conto che, molto spesso, c’è quasi un bisogno di soffrire; molto spesso si vuol soffrire per soddisfare una necessità psicologica. Non sto dicendo una cosa nuova : sto solo affermando che questa sorta di masochismo è più diffusa di quanto si creda, anche se non raggiunge livelli evidentemente patologici. Le ragioni possono essere molte, dalla ricerca di espiazione per un senso di colpa alla volontà di mettersi in evidenza, al bisogno di colmare un vuoto interiore, e via dicendo. Ripeto: la mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso, ma che, se non saputo dominare, può divenire un raffinatissimo strumento di tortura o condurlo in una dimensione che non stento a definire da incubo, sia per l’angoscia che fa provare, sia perché ben poco ha di oggettivo e tanto fantasioso di sogno. La mente dell’uomo è il vero mondo del fantasmi, delle possessioni, del terrore e della magia nera.”
[1] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.