La metodologia didattica

Trascrizione della seduta con Alan del 18/12/’65

Voce di Alan

ALAN:

“……Certo io non ho la pretesa di annunciare così precisamente ed appropriatamente questi concetti come Kempis, ma pure penso che parlandone, pure in modo primitivo, come dice il fratello Loreno, penso di potervi essere di qualche piccola utilità. Ad esempio, ciò che ha detto questa sorella a proposito dell’amore di Dio che vuole che i  molti siano in Lui, non è una espressione giusta ed esatta, è vero? Perché, figli, è così, non esiste un atto di volontà. Il Suo sentire è quello  che è, perché, ed è, perché i molti sono in Lui e direi che sono in Lui perché Egli è un unico sentire che ha sentire, è vero?  Un’altra precisazione che io vorrei fare è nei riguardi di ciò che  ho udito dire dal figlio Loreno circa la reciprocità che esiste tra l’Uno  e i molti. Dio è l’Assoluto ma quando noi diciamo “Dio esiste perché esistono i molti” non dobbiamo intendere che i molti siano presi singolarmente ma che l’Uno esiste perché esiste il virtuale frazionamento, intendi figlio Loreno? ed in questo caso, ecco, che la reciprocità sta benissimo ed è senz’altro validissima, ma non potrebbe intendersi altrimenti. In altre parole, Kempis vi ha detto che la natura di Dio è come è e non potrebbe essere diversamente. Cosa significa questo per voi? Per alcuni un dogma, per altri un giro di parole ma ciò, invece, nasconde o cerca anzi di parlare, forse questo è più giusto,  di una Realtà essenziale, senza comprendere la quale, non è possibile farsi un quadro esatto del perché di ciò che voi vedete e di ciò che noi vi diciamo. No? Una precisazione importantissima vi è stata fatta questa sera quando vi ha detto che tutto quanto esiste in un cosmo esiste nell’Eterno Presente, quando ha detto che i vostri pensieri, le vostre azioni, le vostre gioie, i vostri dolori, prima di essere in voi sono in Lui. Comprendete  la portata di questa affermazione? Ecco che ciò che può portarvi dei riflessi nella vita di ogni giorno, può condurvi ad una errata abulia, senso di fatalismo, cioè ad una interpretazione errata di ciò che noi vi diciamo. A trarre delle conclusioni sbagliate di quello che noi vi diciamo, oppure a vivere come se tutto questo non fosse da voi conosciuto. Se qualcuno vi dicesse, per assurda ipotesi, che tutto quanto è rappresentato dal vostro futuro, parlo per assurda ipotesi, per esempio, che è minutamente scritto e stabilito, voi riuscireste a vivere in modo invece come se la vostra esistenza dipendesse unicamente dal vostro libero arbitrio? <Io no!> Ecco, invece, i riflessi  di quello che noi vi diciamo nella vita vostra di ogni giorno. Voi dovete vivere , perché così è, come se la vostra vita dipendesse, ed in effetti dipende, dal vostro libero arbitrio. Niente è prestabilito! Voi dovete, siete signori e padroni della vostra esistenza. Questo è il significato di quello che noi diciamo, se così non fosse, il cosmo non avrebbe un inizio ed una fine e il trascorrere di tempo, ma sarebbe Eterno Presente anche, contemporaneamente presente anche il cosmo. Voi vedete che vi è l’Eterno Presente e vi è il tempo. L’Eterno Presente è l’Assoluto, il tempo è nel relativo. Voi non dovete cadere nell’errore di certe filosofie orientali le quali conducono l’individuo a una forma di annientamento, annientamento, si dice sul piano terreno, etico, per un accrescimento su altri piani. La vostra vita dipende da voi stessi, questo è ciò che voi dovete credere, è ciò che voi dovete agire e in questo senso voi dovete agire. Avete  qualche breve domanda?(rumori di sottofondo provocati dalla piccola entità Lilli).La piccola Lilli questa sera è molto, molto agitata!  ..

Voce di Alan

<Permetti una domanda?> Certo! < Se invece di portare ad un senso di non vivere, se fosse il contrario? Cioè ad un bisogno di maggiorare la Vita, di aspirare a dimensioni diverse, maggiori, è ugualmente una falsa interpretazione?> Ogni cosa è una falsa interpretazione e occorrerebbe ancora, in questa ridda di false interpretazioni, nella quale l’uomo è il soggetto, ma che sono adesso  utilissime per lui, per l’intimo suo essere, per la sua evoluzione, possiamo dire, in questa ridda di false interpretazioni, l’uomo, che è convinto della necessità del retto agire, deve agire in modo che questo suo modo di vivere, come posso dire, accresciuto, vivificato, incrementato, non rechi danno ad altri. Questo è l’agire di un uomo che, ripeto, è convinto della indispensabilità del retto agire. Essere ciò può avvenire senza che danno sia arrecato ad altri, ma l’errata interpretazione, errata come tutte, non potrebbe essere e non dovrebbe essere prescritta. (…)Dovrebbe essere normale interpretazione, ma tutte le interpretazioni sono relative.… <Alan, voi parlate di Assoluto, di relativo, di tutto ecc. Il relativo è nel Tutto, e quindi perché voi ce lo presentate così? perché noi diamo una errata interpretazione, perché noi siamo limitati, vediamo limitatamente a noi oppure c’è qualcosa di ideale che fa distinguere, cioè, è una necessità didattica oppure risponde a qualcosa, a un concetto più.?> Noi intendiamo  Tutto Uno per intendere che non si tratta  di Uno, come unità, come pietra cubica, come cosa indivisibile, indefinibile. L’Uno è virtualmente suddiviso nei molti, voi sapete, è vero? Virtualmente perché l’Uno non è divisibile ma pure vi è questa virtuale suddivisione, mi seguite? Quindi il relativo, che può essere considerato separato dall’Assoluto, segue questa stessa sorte. Tutto ciò che non è Lui è relativo ma niente può esservi al di fuori di Lui. Tutto è in Lui! Niente può essere separato, diviso da Lui, mi seguite fratelli? Il relativo non è Lui! Ecco perché noi chiamiamo il cosmo, ad esempio, relativo, ma pure il cosmo non può essere estromesso dall’Assoluto, diviso dall’Assoluto, circoscritto dall’Assoluto, è nell’Assoluto. E quindi l’Assoluto, pur essendo virtualmente suddiviso da tanti che in Lui sono in molti e ciò sapete che cosa significa? Che il  manifestato e il non manifestato è il Tutto, pur tuttavia è un Tutto Uno Assoluto! Io non so spiegarmi meglio di così ma spero di avervi dato una piccola idea! < Ecco, scusa Alan, ma se uno di noi dice “No”, voi provate un qualche dispiacere?> Dispiacere? Questo dispiacere può essere inteso in molte maniere. Non può dispiacere perché non siete riusciti, non avete compreso, afferrato il concetto ma non ci dispiace perché noi non siamo riusciti a farvelo intendere. Direi che abbiamo un amor proprio che da questa vostra mal comprensione non venga in qualche maniera rattristato ed offeso. Ed allora cari fratelli con tanto tanto amore vi saluto!”