Le verità punti di passaggio

Trascrizione della seduta con Alan del 15/09/81

Voce di Alan

ALAN:

“Cari amici, Alan vi saluta!

Avete fatto dei confronti con altre comunicazioni di altre fonti e certamente ne avrete visto la differenza. Non fra quello che dice Alan e loro, ma fra quello che dicono i Maestri. Forse, allora, leggendo quelle comunicazioni, vi siete domandati se mai, veramente, erano cose vere o piuttosto non si trattava di manifestazioni di “psiche” non perfettamente equilibrate. Perciò la domanda che subito viene dopo una simile riflessione è: quale valore può avere, per coloro che seguono quegli insegnamenti questo fatto, cioè il fatto di seguire una comunicazione come vera, quando vera non è? Vi immaginate, forse, che al termine della vita queste persone, che hanno seguito un medium, che medium non era, ma che si abbandonava a dei vaneggiamenti, vi immaginate che al termine della loro vita, essi vedranno di essere stati preda di un inganno e che possono pensare di avere perduta la loro vita dietro a qualcosa che non aveva nessun valore. Perciò pensate che quella vita sia stata perduta, non sia servita a niente. Ecco, durante la mia vita in India, la mia ultima vita, io potevo osservare dei guru, degli istruttori, ed avevo la fortuna di avere un grandissimo Istruttore, che non era sempre con me, ma che di tanto in tanto si degnava di manifestarsi: il maestro Babaji. Allora io potevo, come voi, fare dei paragoni fra la figura e l’insegnamento di questo Maestro e la figura o l’insegnamento di altri guru e vedevo un’enorme dislivello, perciò anch’io feci il pensiero che qualcuno di voi ha fatto. Mi dissi : “Questi guru che hanno dei seguaci (ci sono persone convintissime di avere trovato il meglio, il maestro migliore, il più alto incarnato), quando poi cadrà dai loro occhi quel velo, come rimarranno? E la loro vita, di aver seguito un maestro che maestro non era, è dunque una vita perduta?”. Lo domandai al mio Maestro: “ Come Dio poteva permettere che quelle creature credessero in qualcosa che non era vero e dedicassero tutta la loro vita a qualcosa che era privo di valore?”. Ed egli mi rispose che era giusto che fosse così, perché chi crede in una cosa, per lui, quella cosa è la Verità e, proprio credendoci, e come accettandola, e come servendola, e come improntando la propria vita a quella verità, si misura il suo sviluppo, proprio come lui segue quella verità che crede vera, e fa sì che la sua vita sia produttiva spiritualmente. “ Ma come- dissi- Maestro, come è possibile? Ma quella non è la verità!” “Non ha importanza! Se lui tradirà quella che lui crede la verità, è come se tradisse la verità vera. La sua intenzione è di tradirla ed anche se non è la verità, il suo cedimento è tremendo. Il suo rifiuto è un rifiuto. Vedi-mi disse-come potrebbe Dio dare e svelare se stesso a chi poi, un giorno, lo rinnegasse e che dentro di sé non avesse quella forza, quella evoluzione necessaria a rimanere costanti e fedeli?”. Perciò è previsto che le creature, prima di trovare la Verità, trovino delle verità punti di passaggio che servono-come dico io con parole mie-per allenare, servono perché, così essi possono scordarle, possono tradirle, possono non seguirle. In questo modo le perle non vengono date ai porci! Solo quando una creatura, un individuo, ha una certa evoluzione, viene a contatto con la verità più vicina all’ultima che egli può capire, solo allora. Perciò non meravigliatevi se vi sono delle persone che seguono la religione in modo fanatico; proprio da come la seguono, essi daranno la misura della utilità della loro vita. E così può darsi anche che, nel seguirla in quel modo, fanaticamente e ciecamente, essi siano nel giusto. E quando trapasseranno, non andranno a vedere se quella, che loro hanno creduto, era la verità vera, ma andranno a vedere se l’hanno seguita bene, perché quello sarà tutto. Non altro. Vi saluto, cari amici!”