Perchè tutto è così

Brani tratti dal libro OLTRE IL SILENZIO,[1] pp. 132-133

Voce del Maestro Kempis

KEMPIS:

“Ho assistito alla vostra riunione mensile; e mentre mi compiaccio delle risposte che avete saputo dare, quasi per la totalità, debbo rammaricarmi con voi sulla risposta che è stata data a proposito del perché del Tutto. Più volte siamo tornati su questo argomento, credendo ogni volta di farvi avvicinare alla comprensione di questo importante quesito che molto spesso viene rivolto da coloro che si avvicinano all’insegnamento. Tutto va bene, tutto è logico e conseguente, ma alla fine scappa imperiosa la domanda: perché tutto è così?  Allora a quel punto, è bene essere chiari ed espliciti. Capire per quale motivo viene fatta la domanda, e quale è l’errore nel porre questo tipo di domanda. Molto spesso si sente dire: ma perché Dio ha bisogno di emanare i mondi e poi riassorbirli?  E allora si capisce chiaramente che il concetto di Dio non è stato compreso. Perché se si parla in questi termini, si parla in termini di divenire, e Dio non conosce divenire. Esiste un solo Dio che possa realmente esistere, ed è Dio Assoluto.  Ogni altra concezione di Dio non sta in piedi, non regge, non è logicamente sostenibile, non può esistere. Ma per essere Assoluto Dio non deve essere monolito, non una unità come primo numero della serie dei numeri; ma deve essere poliedrico, molteplice, e l’unità deve risultare dalla fusione-trascendenza di tutte le sue parti costituenti.  Quindi, quando parliamo della realtà esistente dobbiamo parlare della realtà non come appare nel divenire ma come è nella sua essenza reale, nel suo stato reale, nel suo essere. Se si parla di essere, quindi, non ci sono momenti prima e dopo, in Dio; ma il suo virtuale frazionamento che origina gli esseri, e quindi i mondi, è in questo stato di Eterno Presente; ed è in una condizione senza tempo nel vero senso di Eternità. Perciò questi esseri, che nella dimensione del divenire – illusoria rispetto alla reale dimensione di essere – sembrano trascorrere, avere un inizio ed una fine, nascere da qualcosa e confluire in qualcos’altro, esistono invece – ripeto – nell’Eterno Presente in eternità in condizione di essere; talché, se si potessero visualizzare, li vedremmo tutti scomposti nei loro sentire costituenti; e tutti questi sentire costituenti  non sarebbero altro che il prodotto del virtuale frazionamento del Sentire Assoluto. Ripeto: virtuale frazionamento, necessario a creare quella molteplicità, poliedricità di sentire, senza la quale Dio Assoluto non potrebbe essere.  Per cui non si può dire: che bisogno c’era di emanare e poi riassorbire? Se così si dice si parla di una dimensione di divenire. Si può solo dire: perché le cose sono come sono? Ed io vi rispondo che le cose sono come sono perché sono nell’unica maniera per la quale può esistere Dio Assoluto. Questa, e questa solo. Nessun’altra maniera esiste.  E quindi la vita degli esseri è la condizione necessaria – se di condizione vogliamo parlare – a rendere Assoluta la Coscienza Divina, l’Esistenza Divina.”  


[1] OLTRE IL SILENZIO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Luciana Campani Setti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1984.