La telefonata di Pietro Cimatti a François – 10/04/1982

Pietro Cimatti: Ben tornato all’amico François in questa vigilia pasquale, buonasera François. Volevo dirti che molti ascoltatori ti sono molto grati per quello che hai detto nella telefonata del 21 marzo scorso; hai molti amici, i quali poi mi danno incarico di chiederti alcune cose su certi loro problemi, su certi loro dubbi. Io comincerei da qui: tu sai che si parla molto di malocchio, di fatture, di possessioni, il che significa tanti guaritori, taumaturghi, esorcisti. La domanda è questa: cosa c’è di vero, di fatuo, di pericoloso in questa voga del satanico?

François: Ecco guarda, io escluderei da questo i taumaturghi- è vero? – i guaritori, momentaneamente; potremmo su questo argomento tornare in seguito. E invece vorrei soffermarmi sul malocchio, le fatture, le possessioni. Ora, gli studi della parapsicologia, in un certo senso, hanno confermato l’esistenza di poteri paranormali nell’uomo, e direi anche a livello scientifico, checché ne pensi Piero Angela. Ora, però, non si deve pensare che questo fatto che si sia, in un certo senso, giunti ad una prova oggettiva circa l’esistenza di poteri paranormali e quindi di forze sconosciute alla scienza fisica, confermi in blocco tutto quel mondo occulto di fantasmi, di streghe, di malocchi, di tenebre e di terrore, che ci è stato tramandato dalle favole e anche da un certo tipo di esoterismo- brutto tipo di esoterismo. Non si deve credere che se è vero che l’uomo ha dei poteri che non sospettava, e che la scienza stessa nega, in fondo, è altrettanto vero che esistano tutte queste cose da incubo, da terrore. La dimensione sconosciuta che ci circonda è una dimensione amica, che è fatta apposta per dare maggiori possibilità all’uomo; è fatta per aggiungere e non per togliere; è fatta per dargli altre possibilità e non per costringerlo, non per terrorizzarlo, non paralizzarlo: questo è importante. Parliamo un poco delle varie fatture, malocchi ecc., e allora, prima parliamo in senso teorico, cerchiamo di fondare il nostro discorso non su delle affermazioni di principio, su cose accademiche; cerchiamo di seguire il sistema della scienza, figlia dell’esperienza, perché prima che si fosse fatta questa affermazione fondamentale, che ha segnato una nuova svolta nella ricerca scientifica, tutto era detto così, era enunciato, era dichiarato e non spiegato; allora noi cerchiamo, per quanto sia possibile, in questo campo così vasto e misterioso, di trovare delle prove obiettive: allora, tu sai che sono esistiti, ed esistono ancora degli ipnotizzatori; l’ipnotismo esiste- è vero?- la stessa scienza medica ricorre all’ipnotismo, è una cosa oggettiva, provata. Ci sono stati dei soggetti ipnotizzatori fortissimi, i quali riuscivano ad ipnotizzare delle persone senza neppure conoscerle e senza ricorrere all’ausilio della parola, semplicemente guardandole a distanza, anche ravvicinata, se vogliamo, ma senza farsi vedere dal soggetto; uno di questi fu Bosco,  il quale si divertiva per strada a fissare le persone dietro la nuca mentre camminavano e a comandare loro, attraverso la sua forza ipnotica, di togliersi il portafoglio e di lasciarlo cadere a terra. Naturalmente lo faceva così, per gioco, per dimostrazione. Questo è stato provato, e ci sono degli ipnotizzatori che possono anche farlo; rari! Ripeto, perché generalmente colui che opera l’ipnotismo ha bisogno del contatto diretto col soggetto, ha bisogno della suggestione della parola, di certi gesti; però c’è qualcuno raro, che può fare questo. Allora, attraverso un certo potere ipnotico è possibile, teoricamente, che un ipnotizzatore comandi ad un’altra persona di sentirsi male, fare una vera e propria fascinazione. Però, quanti sono gli ipnotizzatori che riescono a fare questo? E soprattutto, quanti si votano ad una simile opera? Nessuno! Non credo che qualcuno abbia una tale cattiveria per fare questo. Quindi, teoricamente esiste questa possibilità, ma praticamente direi che è inesistente. Poi c’è tutta quella procedura magica di fattucchieri, di maghi neri, ecc. che, a pagamento si dicono disponibili a lanciare delle maledizioni ai nemici dei loro clienti, clienti, per altro estremamente ingenui- è vero? Ma ragioniamo freddamente: è possibile che queste persone, i professionisti direi, raggiungano una tale carica di odio verso coloro che neppure conoscono, da estrinsecare la loro volontà e influire negativamente su queste persone che, ripeto, neppure conoscono? Può darsi che la volontà possa esteriorizzarsi, qualche rara volta, quando chi, direttamente, è interessato, raggiunga una tale carica interiore, una tensione interiore da poter fare questo: perché tu sai che i poteri paranormali si estrinsecano non così, semplicemente a comando, come ce lo narrano le favole, ma con un particolare stato di tensione; tu sai che le prove con la psicocinesi hanno dimostrato che, prima di poter muovere un oggetto con il pensiero, occorrono anche due ore di concentrazione, semplicemente per poter muovere un piccolo oggetto di poco peso. Allora come è possibile che una persona, che neppure conosce la vittima, possa raggiungere una tale carica di odio da trasmettere questo effetto psicocinetico a distanza? Quindi, quando si sente parlare di fatture, quando si sente parlare di malocchio- è vero?- e che adesso va tanto di moda- le persone sono tutte affatturate perché si sentono male- cerchiamo di riportarci alla realtà; pensiamo a quanto sia remota questa possibilità che esista un soggetto che veramente a pagamento, possa prestarsi a gettare una maledizione veramente efficace contro questo o contro quello. Non è assolutamente possibile. Allora andiamo a cercare queste cause nell’intimo della persona, nella mente della persona. Lì veramente è il mondo dei fantasmi, delle fatture, dei malesseri, delle fascinazioni; è la nostra mente che quando l’essere è insoddisfatto crea tutto questo mondo così angoscioso, cerca un pretesto. Ci sono ragioni psicologiche di persone che cercano e vogliono star male per autopunirsi; oppure per essere interessanti, per destare l’attenzione di coloro che gli sono vicini. Ma questo non viene fatto consciamente: è un processo che viene fatto a livello di subconscio, inconscio, e quindi non è che siano in malafede. Però, prima di andare a pensare che qualcun altro abbia loro mandato una maledizione, pensino a loro stessi. Certo è molto comodo pensare di essere vittima di altri perché si riscuote la comprensione di coloro che ci sono d’intorno; riscuotono la consolazione di queste persone, ed è anche difficile, poi, rinunciare a questo, ricorda. Perché a tutti fa piacere essere compresi, fa piacere essere amati, curati- è vero?- e quindi c’è una certa opera di mantenimento di questo stato di vittimismo. Tutte queste cose sono di ordine psicologico, e non di ordine trascendentale. Poi, per quanto riguarda le possessioni vorrei dire che, certamente, l’aldilà comprenderà anche persone che non sono dei modelli di perfezione, persone che moralmente nella loro vita non sono stati dei santi, però è una dimensione completamente a parte, e non si può pensare che queste “anime” siano vaganti e pronte a rispondere al comando di chicchessia per andare ad impossessarsi di questo e di quello; assolutamente. Ripeto, l’aldilà, la dimensione sconosciuta che ci circonda, questo mondo meraviglioso che è assai più vasto di quell’altro mondo che i nostri sensi riescono a catturare, è un mondo che è fatto per la gioia, per la felicità dell’uomo, che è fatto per dare all’uomo ulteriori possibilità di ricezione e di apprendimento, e non è fatto per torturarlo e farlo soffrire più di tanto soffra nel mondo fisico. Io vorrei proprio dirlo, se qualcuno ha un minimo di fiducia in me, vorrei proprio dirlo chiaramente: liberatevi da questa idea della possessione, delle fatture e del malocchio. Cercate invece le cause della vostra sofferenza dentro voi stessi; cercatele  nel profondo del vostro intimo, e vedrete che riuscirete a liberarvi, perché il vero mondo delle fatture è nella mente dell’uomo.

Pietro Cimatti: François, domani è Pasqua; è la Pasqua della Resurrezione, cioè il trionfo sulla morte. Vuoi dire qualcosa agli amici?

François: Certamente. Ecco, vorrei dire questo: queste ricorrenze ovviamente non hanno alcun riscontro oggettivo- è vero?- Sono date convenzionali, e sono tutte belle, qualunque data convenzionale è bella quando dà motivo di potersi riunire, di poter pensare in senso positivo, in senso buono, agli altri, agli amici, ai propri cari, ai propri familiari e a coloro, anche, che forse in certi momenti non sentiamo tanto vicini. Ecco, allora se è necessaria una festa per questo, ben vengano le feste ma io vorrei che veramente ogni giorno fosse una di queste feste. Vorrei che non fosse necessario pensare a qualcosa di esteriore per sentire questo impulso verso gli altri, anche verso la propria famiglia, questo impulso di riunirsi e di essere più vicini. Questo sarebbe molto più bello, sarebbe una perenne Pasqua, una perenne ricorrenza: auguriamoci che questo sia presto.

Pietro Cimatti: Come può l’uomo, come possiamo noi restare giovani, pronti, vivaci e felici ad ogni età? C’è una sorta di ricetta, che non è magica, una ricetta profonda che tu puoi dare?

François: Guarda, soprattutto non odiare, perché l’odio, il rancore, l’astio verso gli altri sviluppa delle tossine non solo psichiche, ma anche fisiche. Colui che è ben disposto verso la vita, verso gli altri, non si intossica né psichicamente né fisicamente. Ecco, questa è veramente una ricetta che io do volentieri. Sai perché amo i giovani? Adesso ti dico una cosa che ti farà sorridere, forse. Giorni fa ero a un giardino pubblico di passaggio, e c’erano due giovani sui venti anni, uno dei quali era profondamente arrabbiato nei confronti dell’altro, e l’offendeva, diceva: “Tua madre è una donna di malaffare”. E qui, naturalmente, non sto ad elencare gli improperi che gli diceva, sempre su questa madre; ma guarda, veramente, un’invettiva in fatto di turpiloquio che sarebbe da premiare con un premio Oscar- è vero? E l’altro rimaneva impassibile, silenzioso. Ad un dato momento, l’elenco del turpiloquio ha avuto un attimo di incertezza; il secondo, l’offeso, ha preso al volo l’occasione e gli ha detto:” Sai cosa ti dico? Mi sono stancato, me ne vado. Ciao mamma!”. E’ così; questo! Voglio dire. Anche per chi riceve del male, delle offese, cercare sempre di essere padroni di se stessi e non rispondere con la stessa cattiveria. Molti dicono: “ Mi è stato fatto questo torto tremendo”. E si mettono allo stesso livello di colui che li ha offesi. Ecco, se vogliamo non intossicarci psichicamente, cerchiamo di essere distaccati, di non coinvolgerci in questa catena, che poi è la stessa catena che, allargandosi, conduce alle guerre. Allora, sottraiamoci alle responsabilità che abbiamo per il fatto che nel mondo c’è la guerra, proprio rimanendo soli e semplici dentro di noi, non patteggiando per una parte o per l’altra ma cercando sempre di non essere coinvolti e trascinati, e fare azione opposta a quella che molte volte quasi tutti fanno.

Pietro Cimatti: Se tu dovessi, François, dare un titolo al prossimo volume del Cerchio Firenze, un titolo bello, che titolo daresti?

 François: Le grandi verità ricercate dall’uomo” perché lì si trovano.

Pietro Cimatti: Io ti ringrazio François, vuoi dire un’ultima cosa, un saluto?

François: Sono io che ti ringrazio caro Pietro. Vorrei dire questo: sento così vicini i nostri comuni amici che vorrei, se fosse possibile, una volta poter rispondere direttamente alle loro domande: non che tu non faccia delle domande interessanti, per carità, sei bravissimo, e questo non lo dico solo io; ma vorrei avere l’opportunità di rispondere direttamente alle loro domande perché mi sentissero ancora più vicino di quanto mi sentano.

Pietro Cimatti: Vedremo che questo accada…..

François: Auguro la Buona Pasqua a tutti e soprattutto auguro che nel prossimo futuro per tutti sia una perenne Pasqua di pace. Grazie e buona notte!

Pietro Cimatti: …e buona notte da Pietro Cimatti!