Pietro Cimatti: Buonasera, attesissimo, veramente il grande amico François è ancora una volta con noi. Buona sera François . Questa sera ci sono dei vecchi amici, ma ci sono dei nuovissimi; e forse per cominciare vuoi dire a loro, ai nuovi, qualcosa?
François: Innanzitutto do loro il benvenuto, in un certo senso, e poi spero di essere all’altezza della fama che un po’ voi mi avete creato, anche se in effetti io non mi sento niente di particolare se non un riferitore di quello che i nostri amati e grandi Istruttori, con generosità, ci rivolgono- è vero?- e quindi mi faccio un po’ bello con le penne degli altri, come si usa dire; comunque se posso essere utile a qualcuno per dare un po’ più di chiarezza di idee ne sarò felicissimo.
Pietro Cimatti: Il tuo riferimento è sempre ai Maestri del Cerchio; questa nuova sapienza, che poi è proprio un lievito ed un seme di una nuova umanità. In questo quadro di riferimento filosofico, esoterico, sapienziale, quello che ti vorrei chiedere al nome di tanti amici giovani, ma non solo giovani, è che significato ha la sessualità, direi quasi il rapporto amore- sessualità? Tu sai che tutto ciò che è spirituale ha tenuto lontano, ha quasi respinto la sessualità, è come se le due cose non andassero d’accordo, se ci fossero delle rimozioni, delle sessuofobie in campo. Sarebbe ora di mettere…..che tu dicessi qualcosa di chiaro su questo tema: infondo è una domanda sull’amore.
François: Certo….guarda, Pietro…ti ringrazio moltissimo di questa domanda, anche se spero di poterla non certo esaurire, ma insomma nella risposta dare un cenno del concetto abbastanza comprensivo sinteticamente. Ecco, si tratta di questo: i nostri Istruttori ci hanno detto che il destino dell’uomo è quello, attraverso molte esperienze, molte peregrinazioni nella materia, di trovare quell’amore che unisce ogni essere. Allora se l’amore, la comunione degli esseri, la comunione di amore nel senso più bello e più vero, è la mèta di tutti gli uomini, è chiaro che questa mèta si raggiunge gradualmente. Ma in questo la natura aiuta gli uomini, attraverso che cosa? Attraverso vari espedienti, uno dei quali, ad esempio, è l’amore materno e l’amore paterno, ma uno ancora più diffuso è proprio la sessualità, perché attraverso l’istinto sessuale gli uomini si cercano, si conoscono, si trovano. Ed anche se poi questo primo entusiasmo amoroso, sorretto da questi sensi, con il tempo un po’ si appassisce, un po’ si appanna, ciò non vuol dire niente, perché il seme rimane- è vero? E’, quindi, un motivo, quello della sessualità per fare incontrare le persone. Allora, in questo quadro, come si può pensare che l’amore sessuale possa essere qualcosa che non vada d‘accordo con la spiritualità? Evidentemente attraverso una deformazione del concetto essenziale e primario. Certo, se le creature si amano veramente, non c’è niente di peccaminoso nel fatto che il loro amore si completi attraverso anche una relazione sessuale, come dicono i nostri Istruttori. Però il sesso non deve diventare, invece, motivo di vizio fine a se stesso, ma deve essere suscitato dal sentimento; quando tra due creature c’è questo sentimento, che sgorga appunto dalla profondità dell’essere, allora che questo sentimento si completi in una relazione sessuale è una cosa meravigliosa, che non ha niente assolutamente di peccaminoso. Se di< peccato> dobbiamo parlare, lo dobbiamo fare nei casi in cui il sesso diventa vizio, diventa scopo dell’esistenza dell’uomo, ecco, allora, tu sai che io ho molta cura verso i giovani, e vorrei proprio rivolgermi ai giovani-è vero?- che, invece, si cimentano nelle relazioni per fare delle conquiste sessuali fine a se stesse, delle collezioni, delle medaglie…..Ecco, vorrei proprio mettervi in guardia da questo tipo di mentalità distorta, perché è vero: non c’è niente di peccaminoso nel sesso; però cercate non il sesso, cercate il sentimento, cercate l’amore. Ripeto, se poi questo amore si completa con un atto sessuale, è una cosa meravigliosa; ma alla base di quell’atto deve esservi il sentimento. Questo è importante, e questo è vivere in armonia con la natura. Quando tra le creature c’è l’amore, non c’è niente di peccaminoso veramente.
Pietro Cimatti: Che funzione ha il medium, chi è il medium? Ma soprattutto la funzione del medium, in questo momento in cui se ne parla tanto, e in certi casi anche troppo. Sarebbe anche qui bene chiarire.
François: Ecco, guarda, caro Pietro, prima di rispondere a questa domanda, vorrei dire qualcosa sulla funzione delle vere comunicazioni medianiche; non chiamiamole <spiritiche> per non entrare in polemica. Vi sono dei fatti paranormali che vengono spiegati in vario modo, e che ognuno è liberissimo di spiegare come meglio crede e come più torna alla sua ragione, non c’è niente da dire: esistono questi fatti. Allora devono essere oggetto di studio, anche se nel fare questo studio, questa analisi, i sistemi che usa la scienza non sono sufficienti e si dimostrano inadeguati, anzi elemento addirittura negativo nella manifestazione del fenomeno. Questo non perché sia tutto un trucco, come alcuni dicono, ma proprio perché in questi fenomeni entra in modo predominante la psiche umana di questa figura, di questo sensitivo, di questo <strumento>, di questo medium. E talvolta, questo spirito di indagine, questo modo di indagare, con fare proprio, così, inquisitorio, può turbare quello stato, così particolare, di tensione interiore che invece è necessario per la produzione del fenomeno; però debbono essere materie di studio e di indagine, non c’è dubbio, anche se con mezzi leggermente diversi da quelli che usa comunemente lo scienziato. Direi che importantissimo sarebbe che, a questi fenomeni, assistessero e fossero seguiti da psicologi- è vero? Però, questi fenomeni, che funzione hanno? Sono fatti, forse, per accontentare le curiosità di coloro che vi partecipano- curiosità del tutto umane? Debbono avvenire, non so, così, per dare conforto, per parlare o credere di parlare, con l’anima dello zio, del nonno o della fidanzata e via dicendo…? Chiaramente no. Se questi fenomeni avvengono, hanno uno scopo appunto dimostrativo per mostrare che non tutto è materia; e allora debbono dire, non dico <qualcosa>, ma molto di più di quello che può dire un uomo, a livello di comunicazione. E’ perfettamente inutile fare delle sedute medianiche per avere dei discorsi che qualunque buon predicatore potrebbe fare; e talvolta sono anche molto inferiori ai discorsi che fanno i predicatori. Se questi fenomeni debbono avvenire, debbono dare qualcosa all’uomo; non in senso materiale, ma in senso spirituale, o filosofico; debbono aiutare a chiarire e a comprendere la realtà; debbono dare un quadro, una spiegazione della realtà che sia logica e che faccia fare al pensiero dell’uomo un passo avanti. Perché se debbono essere rimasticature di cose che sono state già dette da grandi spiriti e da grandi pensatori- e già, guarda, che siano rimasticature sarebbe già una bella mèta raggiunta; perché a volte si assiste a comunicazioni che sono veramente banali, e che non hanno nessuna ragione di sussistere. Per questo, a coloro che credono che queste comunicazioni siano frutto di spiriti disincarnati, dico: < Non importa certo scomodare i morti per dire cose di questo genere>. Statevene lontani da queste fonti che vi tengono avvinti solo con l’autorità di proclamarsi provenienti dall’oltre tomba, dall’aldilà- è vero? -Statevene lontani perché, veramente, se qualcosa deve venire da queste comunicazioni deve essere un qualcosa che, intanto, sia materia di studio, e poi, soprattutto, anche che possa arricchire, non dico la cultura dell’uomo in senso generale, ma perlomeno la cultura di coloro che vi assistono, tiri fuori le loro qualità migliori, li renda più aperti, e non chiusi in una gabbia, in una nuova credenza, che infondo poi di nuove credenze, con questo fine, non ce n’è proprio bisogno. Allora, il vero medium è colui che è strumento di un fenomeno di questo genere; e debbo dire, e con questo certamente mi attirerò le antipatie di molti, che quando si tratta di fenomeni reali, che sono cristallini, non si mescola mai il lato del mercimonio: non c’è mai da pagare qualcuno per mettersi in contatto con una dimensione sconosciuta. Quando c’è di mezzo questo, che si deve pagare un<pedaggio>, allora, cari, diffidate; perché veramente, se in queste comunicazioni medianiche la fonte è qualcosa che viene da una dimensione diversa da quella fisica e psichica dei presenti, e se questa fonte è veramente di un’altezza spirituale che si rispetti, non si mescolerà mai a questioni di denaro, non si servirà mai di un medium che si fa pagare; questo vorrei dirlo a chiare note, anche se sono consapevole che susciterò le ire di tutti coloro che, di queste cose fanno mercimonio.
Pietro Cimatti: Ecco, questo strumento così sensibile, e di natura così misteriosa, che è in bilico tra due mondi, con dei poteri che usa ma spesso ignora, che sono un dono ma anche un peso, talora; perché? Come nasce la sua funzione, in senso sottile?
François : Guarda, naturalmente quando siamo difronte a casi in cui si hanno comunicazioni di un certo valore, che non sono numerose, sono casi che fanno parte di quel piano chiamiamolo pure “divino” d’evoluzione spirituale degli uomini – è vero? Allora anche lo strumento è qualcuno che è all’altezza di questa manifestazione, della quale egli è al centro; molto spesso, invece, si assiste a manifestazioni nelle quali colui che è il tramite, è una creatura che veramente mostra aspetti patologici. Allora, il fatto che una creatura dica di essere sensitiva, o dica di essere medium, o dica di avere facoltà paranormali, non deve mettere coloro che queste creatura avvicinano in condizioni di accettare tutto come oro colato, e interpretare, magari, le stranezze di queste creature, di queste persone, come se fossero cose carismatiche, che facessero parte di questo mistero; le verità spirituali non sono illogiche, perché la verità e la logica sono un’unica cosa. La verità non è illogica, e quindi, quando c’è qualcosa che non è logico, c’è qualcosa che non è completamente in armonia con la verità. Queste creature che si proclamano, si professano, appunto, dei sensitivi e che dicono: “io , in certi casi, ho indovinato questo….”, non significa poi un granché, perché queste facoltà molto spesso non sono continue nella vita ed in ogni momento, e quindi, quando una persona ha avuto un caso, una manifestazione che poi si è dimostrata veridica, non significa che questo sia una garanzia per tutto il resto, che tutto il resto sia veritiero; anzi, bisogna sempre, in questo campo, andare con molta cautela, e ricordarsi, che se anche una persona è veramente uno strumento sensibile, proprio per il fatto della sua sensibilità, può essere travolto da onde pensiero diverse, e quindi talvolta può essere portato “fuori”, così come succede del resto di tutti gli strumenti anche umani, che possono essere messi fuori sintonia- è vero-? Comunque è un campo che bisogna veramente affrontare con grande cautela. Questo lo dico a tutti coloro che mi ascoltano: bisogna andare con molta cautela e soprattutto diffidare quando la cosa diventa un’organizzazione che vuole catturare le persone, che vuole fare dei proseliti, quando c’è di mezzo il denaro…
Pietro Cimatti: Siamo alla fine, François , di questa nuova, meravigliosa serata. Ti vorrei chiedere una cosa, per finire. Tu dicesti una volta che questo pianeta è tutto inquinato; che fare, ognuno di noi, per non aggravare lo stato di malattia di questa nostra bella Terra?
François : Ecco cari, soprattutto guardate, io direi di stare molto attenti a vivere secondo un modo di vita più semplice; questo è molto importante. Non disperdere, non sprecare, non sciupare; perché, nella dispersione, nello spreco c’è il richiamo di un maggior inquinamento. Cercare di ridurre i propri consumi veramente in maniera essenziale, perché oggi si sciupa moltissimo, e quindi si inquina moltissimo. Allora, quello che ciascuno di noi può fare, in questo mondo, è quello di ridurre le proprie esigenze; che poi, guardate, non è difficile, non è difficile. Vi sono tantissime cose inutili che facciamo e che consumiamo veramente senza ragione, aumentando, in questo modo, l’inquinamento del pianeta. E soprattutto rispettare la natura; ecco, questa è un’altra cosa che ognuno di noi può fare. Forse altre cose , come costruzioni di depuratori e via dicendo, noi non possiamo che richiederle, non le possiamo fare materialmente, ma nel nostro piccolo questo, di rispettare la natura, massimamente e di non sciupare, di consumare eccessivamente lo possiamo fare.
Pietro Cimatti: François ? Grazie, grazie per la tua cortesia e la tua umanità.
François: Buona notte a tutti e un abbraccio a tutti.