Pietro Cimatti:
Buonasera a tutti gli amici, e ben tornato all’amico François che è molto atteso e, posso dirlo veramente, molto amato dagli ascoltatori di queste telefonate. Buonasera François!
François:
Buonasera, caro Pietro, e buonasera cari amici, vi ringrazio per la vostra amicizia, del vostro affetto, che è tutto per bontà vostra.
Pietro Cimatti:
Io volevo dirti, François, se tu, prima di cominciare questa breve chiacchierata, hai qualcosa da dire, prima delle domande che ho in animo di porti, in questa fine di anno 1982.
François:
Ecco, vorrei dire questo: non c’è bisogno che lo faccia notare io, quanto il momento sia particolare, non solo per l’alta Italia, ma per tutto il mondo. Poi, quanto gli uomini facciano riferimento alle varie profezie catastrofiche: sembra la fine del mondo, sembra che debba succedere da un momento all’altro, e sembra che queste profezie siano convalidate dallo stato attuale delle cose, ripeto, non solo italiane ma anche internazionali; ebbene io vorrei dire questo: non esiste una fine del mondo così come è stata profetizzata, o come vogliono far significare le interpretazioni delle profezie, in senso materiale, cioè una catastrofe. Certo che sommovimenti ce ne sono moltissimi, ci sono moltissimi cambiamenti, grandi disgrazie, motivi di tensione e via dicendo, questo non c’è dubbio; e purtroppo ancora per, direi, altri tre anni, fino a tutto il 1985, i nostri Maestri dicono che la situazione non cambierà – è vero?- Anzi, toccherà il fondo da ogni punto di vista; e questo lo vedete dal punto di vista economico, della tensione fra i vari Stati, dal punto di vista politico e via dicendo. Purtroppo ancora per tre anni, l’uomo dovrà toccare il fondo; poi, però, fortunatamente vi sarà una ripresa, una ripresa lenta che avrà, diciamo, il suo culmine benefico attorno al 1992. Quindi allora, in chiusura di questo anno, non posso, ripetendo le parole dei Maestri, dirvi che l’anno prossimo sarà un anno meraviglioso in cui tutti i problemi saranno superati e via dicendo; no, anzi debbo ancora dire che la situazione attuale praticamente continuerà immutata. Però c’è questa speranza, tra qualche anno, di ricominciare a risollevarsi e andare verso un futuro più confortante e più sereno. Questo dipenderà soprattutto da come l’uomo si rivolgerà nei confronti degli avvenimenti, da come si porrà nei confronti della vita, della società di cui fa parte, e delle persone, non solo quelle che stanno a distanza ma proprio quelle che sono vicine a lui. Voi avrete certamente notato come oggi vi sia questa tensione fra gli uomini, come tutto sia preso in maniera irritante, chi si rivolge a voi per una qualunque cosa non trova mai una risposta serena, conciliante, ma subito ci si mette sull’attenti, sul chi va là – è vero? – e si risponde in maniera irritata. Ecco, anche questo è una conseguenza di questa atmosfera che regna fra gli uomini proprio a livello psichico e che induce tutti ad avere certe reazioni. Bisogna rompere questa catena, bisogna cercare di capire che bisogna rimboccarsi le maniche tutti, ed avere un diverso atteggiamento nei confronti della vita e dei nostri simili: questo è importante. In funzione di questo cambiamento si produrrà quella “ fine del mondo” non in senso materiale, ma di un vecchio mondo, di un mondo ormai obsoleto, finito, che non ha più ragione di esistere. In questo momento di transizione è importante che ciascuno mediti su se stesso, comprenda il valore della propria persona nei confronti di coloro che gli sono vicini, e prenda un indirizzo diverso.
Pietro Cimatti:
François, tu hai parlato di speranza. La speranza moderna ora ha un nome: si chiama “ Età dell’Acquario”. Alcuni dicono che già c’è, è già iniziata; altri dicono che sta iniziando. Comunque è una sorta di nuova fiamma, di nuovo stimolo. Cosa c’è di esotericamente e scientificamente esatto in questa definizione “Età dell’Acquario”?
François:
Il discorso è vero, è veritiero, e si riallaccia a quello che dicevo prima sulla fine di un vecchio mondo e l’inizio di un nuovo mondo; che non è una fine esteriore, ma interiore, un nuovo mondo intimo dell’uomo, un nuovo uomo. E siccome tutto questo avviene come sempre in natura – che non conosce salti – avviene così gradualmente, in maniera sfumata; da qui, quindi, la diversa interpretazione fra quelli che dicono: “Questa età è già cominciata” e altri, invece, che è ancora da cominciare; non c’è un salto, non c’è un “ Dall’oggi al domani cambia l’età”- è vero? Non c’è una data, avviene tutto per sfumature. Perché poi, anche questa età, proprio come tu dici, non è un’età che si può riscontrare sul calendario astronomico, ma ci sono uomini che appartengono già all’Età dell’Acquario ed altri invece che appartengono all’Età precedente. Quindi, è un avvento dell’Età dell’Acquario che avviene attraverso l’avvento di uomini nuovi, attraverso il cambiamento che si produce nell’intimo degli uomini e delle nuove generazioni che vengono; quindi è un compenetrarsi lento. Il finire di “Una razza di anime”, non so come chiamarla, di un ciclo di anime, di un gruppo di anime assai numeroso, e l’avvento di un nuovo ciclo di anime di diversa evoluzione e quindi un cambiare poi, di riflesso, del mondo esteriore.
Pietro Cimatti:
Ecco, a questo proposito…è noto che ogni stagione dell’uomo ha bisogno di ridefinire non solo le nozioni, ma anche i concetti; oggi – e siamo sempre in questo clima di fine anno e, come tu dicevi, di fines mundi – che cosa significa e che cosa comporta essere religioso? Un tempo tu sai cosa voleva dire essere religioso; oggi, e da oggi, che cosa significa essere un uomo religioso?
François:
Ecco, il significato è completamente diverso – è vero? Non significa più avere una sorta di atteggiamento verso la vita e verso i propri simili, verso il divino, di timore, di soggezione, di completa sottomissione, senza alcun spiraglio di comprensione, ma solo per cieca obbedienza. Era bella anche quella, quando corrispondeva ad una purezza di intenti, ad una bellezza interiore però, è diversa quella religiosità dell’uomo di oggi o, diciamolo pure, dell’uomo dell’Età dell’Acquario. Perché è una religiosità che va perfettamente d’accordo, prima di tutto con la ragione, e poi con la libertà di ciascuno; cioè, non seguirà più una norma di vita, per così dire, religiosa – se ancora vogliamo continuare ad usare questo termine nel vecchio senso – per timore o per altre ragioni; ma sarà proprio una norma di vita naturale, che sboccerà dalla propria intima natura, che corrisponderà al proprio intimo essere; e non avrà proprio più niente a che vedere con quel vecchio tipo di religiosità, ma sarà una religiosità basata sulla comprensione delle cose, e non più su atti di fede. Proprio quello che prima si credeva per atto di fede, imposto per dogma, invece sarà un’intima convinzione che scaturirà dal vedere qual è la realtà e come le cose sono, che rispetterà l’ordine naturale delle cose e che, quindi, sarà una cosa meravigliosa, perché veramente lascerà la massima libertà ad ogni essere, il quale agirà non più per costrizione, ma per propria scelta sentita, vissuta, convinta.
Pietro Cimatti:
E quindi religioni più vicine o più lontane al divino, non ci potranno più essere in nome di questa libertà e razionalità?
François:
Certamente, non ci potranno più essere. E soprattutto, la legge sarà fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge.
Pietro Cimatti:
Che cosa significa il Natale?
François:
Ecco, guardate, si possono dare tanti significati, come tanti significati sono stati dati alla figura del Cristo; direi che questa figura è stata presa a pretesto non per unire gli uomini, ma per dividerli, e questo ancora oggi si vede. Noi, però, bisogna sempre cercare i punti che ci uniscono, non quelli che dividono, come è stato detto tante volte. E allora, questa figura del Cristo, al difuori di ogni spiegazione trascendentale che può esservi, valida, meravigliosa quanto si vuole, ma guardiamola nella sua realtà: non è forse una figura che deve unire gli uomini, credenti e non credenti, spiritualisti e materialisti? Certamente! Gli spiritualisti perché vogliono vedere in questa figura una divinità, i materialisti perché debbono vedere in questa figura un uomo vittima del potere, dell’oppressione, no? Un vero proletario, non c’è dubbio! E allora vediamolo come punto di unione, come simbolo di tutta l’umanità: un uomo che è stato sacrificato dal potere, che ha sofferto, che è andato incontro ai suoi simili, specialmente agli addolorati, a coloro che avevano bisogno, a coloro che erano considerati reietti, peccatori; e allora prendiamolo tutti insieme come simbolo di un modo di essere che dovrebbe essere per tutti. Ecco, vorrei, mi auguro, che questo sia il significato del Natale per tutti gli uomini.
Pietro Cimatti:
Ecco, François, abbiamo ancora pochi minuti. Cosa c’è nel quarto volume del Cerchio Firenze che si intitola “Le Grandi Verità ricercate dall’Uomo”, è uscito questo anno, ecco, cosa c’è di nuovo in questo volume? Cosa c’è di nuovo, nel senso di appiglio, di invito alla speranza, e anche oltre la speranza?
François:
Ecco di nuovo c’è un maggior calcare sull’insegnamento, che è liberatorio in ogni senso, con i riferimenti a come deve intendersi la sessualità, la gelosia, tutti questi moti in fondo che, forse, tutti gli uomini che li hanno si sentono in colpa. E invece è una visone diversa, e questo è molto importante; questo per quanto riguarda l’insegnamento etico. Poi, per quanto riguarda l’insegnamento esoterico-filosofico c’è questo discorso sul “sentire”, sulla comunione degli esseri, su questa cosa meravigliosa attraverso la quale è realizzata l’unità del tutto; ed è una visione meravigliosa che francamente nessun filosofo ha mai prospettato e che si insinua con una perfetta logica, come un perfetto incastro in tutto quello che è l’insegnamento filosofico antecedente, che ne è un corollario, una conclusione meravigliosa e che, nello steso tempo, fonda in modo logico tutto l’insegnamento etico e tutta la morale che gli uomini hanno sempre conosciuto, ma che hanno sempre seguito così, per atto di fede, per comandamento degli spiriti eletti.
Pietro Cimatti.
François, vuoi dire un’ultima cosa agli amici che ti ascoltano, e sono molti?
François:
Sì, vorrei dire che sono loro vicino, molto vicino, affettivamente. Spero di avere ancora, l’occasione di parlare loro; e vorrei anche invitare insieme a loro uno dei nostri Maestri a parlare attraverso questo mezzo. Credo che sarebbe molto più efficace di quanto lo sia io, in effetti. Mi auguro che questo possa avvenire. Ringrazio tutti voi. Vi invio tutto il mio amore. A presto cari, a presto.