Seduta del 14 Maggio 1983
François: “Cari amici buonasera, non potevo lasciarvi andare via da questa riunione senza salutarvi. Dopo un po’ di tempo, come qualcuno di voi da tempo si aspettava, io sono tornato per salutarvi con grandissimo affetto e ricordarvi quello che ho avuto occasione di dire più volte e cioè che lo scopo di queste nostre conversazioni, innanzitutto, lo scopo dei Maestri, del loro insegnamento e poi di noi, noi amici che ci poniamo a disposizione vostra, è quello principalmente di darvi una maggiore coscienza di voi stessi. Non c’è bisogno di rifare la storia dell’umanità per vedere quanti passaggi abbia compiuto l’uomo, quanti stati d’animo e quanti stati d’essere si siano susseguiti nelle varie umanità, per capire che la meta verso cui tende l’umano, a cui tende l’evoluzione dell’uomo, è proprio quella di portarlo ad una coscienza individuale. Ecco allora lo scopo di queste comunicazioni, di questi insegnamenti, è quello di chiarire la Realtà in maniera che ciascuno di voi abbia una visione del mondo in cui vive, in cui è immerso, radicalmente diversa da quella che è stata data fino a questo momento e che era utile e necessaria per certe creature e certi momenti (altrimenti non sarebbe stata così). Adesso cambia la fase di evoluzione dell’uomo, cambiano i tempi, cambiano l’intimo delle creature e quindi cambia anche l’insegnamento e la meta che l’uomo deve raggiungere. E appunto questa meta si può sintetizzare nelle parole: autocoscienza, la coscienza individuale. Perciò cominciano, i Maestri, con distruggere tutte quelle visioni di Dio in forma antropomorfa, di questo Dio che è simile ad un regnante che è al di fuori, quasi, del Creato e che si ha un Dio in Cielo e in Terra e in ogni luogo e poi dopo invece in quello che si va a vedere singolarmente e successivamente questo concetto non corrisponde. Ecco qui la logica, ogni affermazione per essere logica deve essere la conseguenza di un presupposto e tutto deve essere concatenato. Perciò se si dice che Dio è in Cielo e in Terra e in ogni luogo si dice che Dio è il Tutto, non si può pensare un Dio che se ne sta nel Regno dei Cieli e che osserva l’umanità e quello che fa l’uomo, quasi con senso di distacco, oppure con il fucile spianato pronto a sparare e colpire allorché questo povero essere, così in fondo debole, erra. Un Dio, come dice il Maestro Kempis, che misura la sua onnipotenza, onnipossenza, con la debolezza dell’essere umano (che noi sappiamo benissimo per esperienza diretta, ciascuno di noi sa quanto siamo deboli). Perciò questa visione di Dio, così prospettata da secoli e secoli dalle varie religioni dell’Occidente in verità, perché in quelle dell’Oriente la prospettazione era diversa, deve essere trascesa. Voi dovete cominciare a capire che tutti gli esseri, tutti noi, tutto questo mondo è immerso in Dio. Dio che comprende e contiene tutto, ma al tempo stesso trascende il tutto perché, come ha giustamente ricordato l’amica Luciana, va oltre la somma di tutto quanto esiste, da qui la trascendenza di Dio. Ma questa trascendenza non significa estraneità nel senso che fino ad ora è stato dato alla trascendenza di Dio, qualcosa che è al di fuori al concetto teistico della creazione. No, trascendenza proprio perché trascende la somma di tutto, però è costituito da tutto quanto esiste. Perciò abituiamoci, cari amici, ad intravedere questa Realtà nella quale siamo immersi come un immenso seno del Padre nel quale, ciascuno di noi, ha un posto ben preciso ed è egualmente e estremamente indispensabile. Non solo ogni essere umano, ma anche ogni cellula è così indispensabile che se venisse ad annullarsi, per assurda ipotesi, una cellula sola cadrebbe il Tutto. Pensate quanto sia tutto legato e consequenziale. Quindi la logica è proprio lo specchio di questo legame e di questa consequenzialità. Questa è la logica. E le Verità spirituali non debbono essere prese a sé stanti, come qualcosa che non si può ragionare, che si deve accettare per fede. La Verità spirituale è estremamente logica, sempre! E l’uomo può arrivare a coglierla, a comprenderla. Non arriverà a sentire Dio, cioè non arriverà a sentire questa Realtà, perché il sentire è una conquista individuale, come lo è l’evoluzione (è la stessa cosa, vero cari amici?). Non potrà mai arrivare a sentire Dio attraverso a quello che un altro gli dice, ma potrà arrivare a sentirlo lui! E ancora prima di arrivare a sentirlo, potrà arrivare a capirlo logicamente, a capire logicamente se non tutto ma nel suo concetto generale. Anzi, quando si dice che Dio è Assoluto, implicitamente si ammette per logica (ed è così), che Dio è Tutto quanto È, Tutto quanto esiste e oltre. E se si dice che è Assoluto, si deve dire che è Completo, e se si dice che è Completo, si deve dire che è di niente mancante, e perciò si dice che comprende Tutto quanto esiste e quindi nessuno e niente può essere disgiunto da Lui. E se nessuno e niente può essere disgiunto da Lui, si dice implicitamente che ogni essere è in Lui e Lui può riconoscere, sentirsi in Lui e indentificarsi in Lui. Perché se vi fosse anche un solo essere che fosse destinato a non raggiungere coscientemente l’Assoluto (dico raggiungere coscientemente l’Assoluto perché, in effetti, nessuno può uscire da questo seno del Padre del quale prima parlavo), se anche vi fosse un solo essere che non potesse raggiungere Dio, allora crollerebbe Tutto, allo stesso modo di come prima dicevo che se anche una cellula fosse annullata crollerebbe Tutto. Perché significherebbe che quell’essere non è contenuto da Dio, e questo significherebbe che Dio non sarebbe completo, mancherebbe di quell’essere, perciò non sarebbe Assoluto e quindi crollerebbe Tutto. Ecco perché dicevo che le Verità dello spirito sono essenzialmente logiche, sono conseguenti, omogenee e quindi sono il riflesso stesso, l’essenza stessa della logica. Lo scopo, cari amici, è ancora quello di darvi una visione della Vita più responsabile, nella quale voi abbiate più responsabilità di voi stessi, nella quale voi dovete fuggire tutti coloro che cercano di pensare per voi, di decidere per voi, di considerarvi dei minorenni, dei sottosviluppati mentalmente. Voi dovete acquistare coscienza di ciò che siete, ricordandovi che se per caso, assurda ipotesi, uno di voi venisse meno, potesse annientarsi, crollerebbe l’intero Esistente. Non dico questo Cosmo, ma l’intero sistema dei Cosmi. Quindi pensate a quanto importante sia ogni essere, e quindi voi stessi. E quello che è più bello, è che ogni essere è egualmente importante, non c’è un essere più importante dell’altro, non c’è un Gesù Cristo che è Figlio di Dio ed è più importante del figlio della donna di servizio, come si usa dire. Ogni essere è ugualmente importante, noi tutti siamo egualmente importanti e noi tutti siamo chiamati ad avere maggiore coscienza di noi stessi, del mondo nel quale viviamo e della Realtà che ci è ignota, che ci è attorno, la quale ci è amica. Non stiamo qua a parlare del mondo occulto per incutervi delle paure, per creare in voi uno stato di dipendenza, così che voi dovete avere paura che Tizio vi ha fatto una malia, o che l’altro vi ha fatto una fascinazione. Tutte queste sono sciocchezze! Voi dovete acquistare forza e fiducia in voi stessi, perché se voi avete forza e fiducia in voi stessi non c’è barba di nessuno che possa in qualche maniera soggiogarvi, non già magicamente ricordatelo!, semmai psicologicamente. Quindi anche in questo senso noi siamo qua per farvi avere una maggiore coscienza di voi stessi, per sottrarvi a questi stati di subordinazione e di dipendenza che si cerca di avere e di esercitare su di voi attraverso ora questa forma di occultismo che va tanto in voga. Noi siamo qua, cari, come portavoce dei Maestri, ma più ancora i Maestri stessi, vi comunicano proprio perché vi liberiate da tante grucce e tante dipendenze, perché abbiate la forza in voi stessi. Anch’essi cercano di darvi delle speranze, ma non già come necessità poi della quale voi non possiate più fare a meno, ma speranze che voi dovete trovare in voi stessi. E se, a questa grandissima opera dei Maestri, io sono riuscito ad aggiungere un piccolo tassello, ne sono più che contento, vi abbraccio immensamente e con immenso affetto cari amici.”