Intervista radiofonica, 30 maggio 1982
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Cimatti – “(…)Ora già ci sono delle telefonate. Quindi mettiamo subito in onda gli ascoltatori fiorentini. Pronto?”
Domanda – “Ti chiedo una cosa personale che possa interessare un po’ chiunque. Prima di tutto, un consiglio su quando capita delle persone che hanno veramente bisogno di noi per risolvere determinate situazioni, che si ha in famiglia e hanno dei problemi grossi, ecco dammi un consiglio su come prodigarsi in una maniera, diciamo senza quel che sentiamo noi, per aiutare gli altri, e poi un consiglio particolare, quando capitano delle situazioni o che siano Karma, di dolore, di malattia e magari non sappiamo a chi rivolgersi, io ho una persona molto cara, che tu sai. Cerca, per lo meno, di consigliarmi a chi mi devo rivolgere per aiutare questa persona sull’arco della malattia e più: il consiglio particolare che può interessare un po’ tutti, quello di aiutare gli altri quando ci sentiamo magari, anche se non ce lo vietano, quando veramente hanno bisogno di noi. Ti prego, François, aiutami!”
François – “Cara, ben volentieri, però, è vero, noi dico… io rispondo volentieri alle domande che hanno un carattere generale e non personale, non particolare e quindi anche quella parte della tua domanda che fa riferimento ad una persona precisa, (e che tu sai io ho capito benissimo a chi ti riferisci) deve essere inquadrata nella risposta in generale. Come aiutare gli altri. Innanzitutto, guardate, e vorrei che fosse così, vorrei che per ognuno di voi vi fosse un impulso di aiuto, di desiderio di aiutare quasi da fare una violenza, un impulso tale da dare aiuto anche quando questo non è richiesto. Ammettiamo che sia così, però guardate: se fosse così, vi ripeto, sarebbe in fondo l’augurio più bello che posso farvi. Non date mai aiuto quando questo aiuto non è richiesto, perché – come prima accennavo – può diventare anche una forma di violenza. Credo che oggi tutti siano felici di essere aiutati dai loro simili, perché l’essere aiutati, naturalmente, spontaneamente, senza secondi fini, è una cosa talmente rara che quando la si trova, certamente, non la si deve lasciare scappare. Però, se la persona che voi desiderate aiutare non desidera il vostro aiuto, per una qualche ragione non lo richiede, non vi fa vedere che è gradito, allora voi non dovete aiutare forzatamente. Questo è un po’ il senso che io cerco di farti capire per quanto riguarda la tua domanda. Poi, come fare ad aiutare? Ecco, qua entra in gioco la sensibilità della persona, entra in gioco, naturalmente, la capacità della persona, sempre che, ripeto, questo aiuto sia richiesto e sia gradito. In ogni caso se veramente voi desiderate aiutare una persona senza secondi fini, con l’istinto proprio altruistico, con una spinta altruistica di farlo, state certi che entrate in una particolare corrente, la quale non fa altro che aiutarvi, stimolare, indirizzare la vostra azione. Può benissimo darsi che non troviate la strada subito, che questo primo momento possa essere una specie di procedere per tentativi, è vero? Può benissimo essere, però state certi che se continuate ad avere il desiderio di aiutare la persona, siete posti in una corrente per cui trovate la via giusta. Sempre tutto questo, torno a dirlo, con quello che ho accennato prima, cioè sempre Karma permettendolo. In ogni caso anche quando vi è un Karma – cioè l’esperienza che quella creatura bisognosa di aiuto sta vivendo è una di quelle che non può essere allontanata, deve essere necessariamente subita per il suo bene spirituale – anche in questo caso, state certi che il vostro desiderio disinteressato di aiutare quella creatura sarà in qualche modo concretizzato; troverà, se non sarà capace di mutare radicalmente quella situazione, troverà una forma di concretizzazione che certamente sarà benefica per la creatura bisognosa, anche se ripeto non riuscirà a capovolgere la situazione, perché, in quel caso, veramente, le farebbe del male. Noi dobbiamo partire dal presupposto che quelle cose di cui parla Francesco, che non possono essere cambiate, non lo sono perché se fossero cambiate farebbero del male, non porterebbero una evoluzione alla creatura che deve subirle. Ricordate le parole di Francesco: «Signore aiutami a cambiare le cose che possono essere cambiate e a sopportare quelle che non possono essere mutate». È vero?”
Cimatti –“ Sì. Pronto? Spero che abbia sentito l’ascoltatrice, ma c’è un’altra… Purtroppo dobbiamo essere veloci. C’è una grande urgenza di tue parole, di tuoi conforti, certo c’era rimasto un po’ aperto il tema del “a chi rivolgersi” che mi pare l’ascoltatrice… che fosse la parte più dolorosa e più toccante della sua richiesta. A chi rivolgersi?”
François. – “Certo, ho risposto dicendo che aiutando in modo disinteressato ci si pone in una corrente che ti conduce anche a chi rivolgersi.”
(…)