Intervista radiofonica, 30 maggio 1982
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Domanda-“ François, sono S. Senti, ti vorrei fare una domanda alla quale in parte hai già risposto, ma vorrei una risposta specifica. Si tratta di questo: vedo molte persone che sono provate da particolari eventi, oppure hanno avuto una serie di esperienze negative, no? E finiscono col vedere la vita solo come dolore, come ingiustizia, cieca casualità che prima o poi colpisce ogni uomo e tanto peggio se tutto questo è opera di un Dio Padre. Tu sai gli effetti di angoscia, così di vuoto che producono queste… questa sfiducia insomma. Parlare a queste persone è molto difficile per comunicare una visione diversa, tu che cosa diresti?”
François – “Ecco guarda, direi questo: dovrei naturalmente rifarmi a quella visione generale alla quale ho accennato anche l’altra volta e cioè che l’uomo, l’essere, man mano che evolve acquista una maggiore coscienza individuale, e questo avviene attraverso il processo della reincarnazione e anche per mezzo della legge di causa e di effetto. Cioè quelle cose che fa senza comprendere, poi saranno comprese attraverso il subire l’effetto che ha mosso proprio facendo quelle cose. Così chi per esempio è stato incomprensivo nei confronti dei suoi simili e chi non lo è, certamente ha mosso una causa che lo condurrà ad avere un effetto, cioè di essere dalla parte di colui che non ha compreso: proprio attraverso a questa esperienza egli imparerà a comprendere. Allora vedete quanto tutto questo sia abbastanza comprensibile, enunciato in questo modo, cioè se noi non comprendiamo l’affetto per i nostri simili, se non abbiamo questo affetto per i nostri simili, se in qualche maniera non li comprendiamo, non li assecondiamo, non li consideriamo e li sfruttiamo, addirittura li tradiamo, ecco che saremo posti nella condizione di non essere compresi, di essere sfruttati, di essere traditi, proprio perché – subendo quello che abbiamo fatto subire – noi comprenderemo quella esperienza e aggiungeremo un tassellino alla nostra coscienza. Che cosa succede, allora, che cosa dire alle persone che dalla vita – più che dalla vita, forse, dagli uomini – sono state incomprese, sono state tradite, che non sono state amate eccetera, eccetera? Dire loro che io spiego tutto in questa maniera logica, attraverso a questo principio della legge della reincarnazione e di causa ed effetto che conduce all’ampliamento della coscienza individuale; al di là di questo, per me, tutto sarebbe incomprensibile. Se tu riesci a credere in questa spiegazione così logica, credo che tu ne possa avere un conforto. Bene. In ogni caso, però sei tu sofferente per il fatto di non essere stata compresa? Ebbene la cosa più bella da fare è quella, attraverso a questa sofferenza, non di chiuderti perché tu non hai avuto, ma proprio per un semplice ragionamento logico di fare agli altri quello che non è stato fatto a te. Se tu non sei stata compresa, perché per ritorsione, per vendetta, devi non far comprendere agli altri, e far soffrire gli altri quanto tu hai sofferto? Fai il contrario, ripaga con la comprensione l’incomprensione che hai ricevuto. In questo modo, forse, può darsi che tu continui ad essere vilipesa, tu continui a non essere amata, tutto quello che vuoi, ma questo non significa che tu debba essere inasprita, che tu debba chiuderti. Anzi, al contrario, cambia, interrompi questa catena di incomprensioni e di quasi odio in certe occasioni. Interrompila e trasformala in una catena di comprensione e per questo non è necessario farsi dei missionari, abbandonare la propria vita, per carità! No. Semplicemente, nelle relazioni umane, così le persone che voi avete più vicino, cercate di dare quella comprensione che invece vi è mancata; e voi che avete bevuto quel calice amaro dell’incomprensione e sapete quanto è amaro, avete il dovere più degli altri di comprendere e di non farlo bere a chi vi è vicino”. (…)