La vita di coppia

Voci di François e Pietro Cimatti

Intervista radiofonica 16-05-1982

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D. – Pronto. Vorrei chiedere questo a François: dare un consiglio alle coppie, in particolar modo ai giovani, perché c’è un certo sgretolamento, diciamo, della famiglia. Dare un consiglio per tenere unito l’amore vero.

C. – Questa è la domanda, cioè una richiesta di un conforto.

D.No, più una ricetta per tenere unito l’amore di una famiglia.

C. – François, tu hai sentito, vero?

F. – Certo. È molto bella, questa cosa che mi viene richiesta. Ringrazio questa amica, perché io amo sempre parlare di amore e amo soprattutto i giovani.

Lo sai, l’ho sempre detto in altre occasioni, quindi sono queste due cose… in veste di consigliere amoroso. È molto bello.

Allora, direi, che consiglio dare ai giovani?

Innanzitutto, veramente, oggi si parla dei giovani talvolta a tinte fosche, si rappresentano come creature che calpestano tutte le istituzioni, tutti i principi che la nostra generazione ha conosciuto, che non s’impegnano, che non hanno il senso del dovere, che non hanno voglia di lavorare.

Scusate se io divago un po’ dalla domanda vera e propria, però sono felice di farlo e credo che anche voi lo ascoltiate con piacere.

Ecco, non è vero; i giovani di oggi hanno una mentalità diversa dalla nostra, da quella della nostra generazione, e particolarmente della mia, non vi dico… Hanno mentalità molto diversa però è molto bella perché sono più immediati, non conoscono le finzioni che noi abbiamo conosciuto che si chiamavano buone maniere, educazione che molte volte era ipocrisia, non era rispetto degli altri. Ecco i giovani non hanno questa forma di educazione ipocrita.

Sono immediati e, soprattutto, non è vero che calpestano i principi e via dicendo, e se anche fosse vero che i giovani calpestano i principi, chi è che gli ha insegnato, attraverso all’esempio, a calpestarli, se non noi della vecchia generazione, se non noi che abbiamo predicato l’onestà, tutte le cose belle, la rettitudine, che abbiamo predicato l’amore al prossimo e che abbiamo fatto tutt’altro? Quindi se è vero che i giovani calpestano questo principio, e non è vero, la colpa nostra.

Allora, che cosa dobbiamo dire a questi giovani? Dire sì…

Un’altra cosa ancora: non è vero che i giovani non s’impegnano, ma vivono meno drammaticamente la vita, meno angosciosamente la vita, di quanto l’abbiamo vissuta noi.

Ed è bene che sia così. Cioè non è che non la vivano, non la sentono affatto; la sentono meno angosciosamente, in una misura più equilibrata e questo è molto bello perché è la giusta tensione con la quale la vita va vissuta.

Che cosa dire ai giovani che si amano, perché il loro amore continui? Ecco, debbo dire, che devono trovare sempre tra loro un interesse comune; devono cercare di mantenere in comune quanto più possibile degli interessi. Non interessi in senso di denaro. Interesse per qualche disciplina, per qualche argomento, per qualche materia, per il loro modo di pensare, per le loro amicizie, cercare di avere sempre questo qualcosa in comune, cercare di non distrarsi e, soprattutto, la massima reciproca comprensione, questo è importante.

Molte volte, se uno dei due fa un errore, uno sbaglio, l’altro non deve pensare di essere stato offeso e continuamente rinfacciare a chi gli ha fatto, secondo lui un torto, il torto subito. Deve cercare di superare, sempre, non andare a ripetere, a ricordare cose che sono ormai passate, che sono fini a se stesse in fondo, non serbare rancore. Cercare di vivere serenamente e soprattutto di non disfarsi l’uno dell’altro.

Questo penso, è il consiglio che io posso dare così in generale, perché poi dovrei scendere a casi più precisi e più particolari,

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