La politica e l’insegnamento esoterico

Voci di François e Pietro Cimatti

Intervista radiofonica 16-05-1982

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D. – Io ho tutta una serie di amici che non accetta neanche di sentire parlare di esoterismo, di dimensioni ultrafisiche, perché di fronte a questo mondo terreno così caotico, così pieno di sofferenze, dicono che l’unica cosa importante è la lotta per modificare questa realtà e che l’esoterismo è solo qualcosa che può portare fuori di questa strada. Cioè vedono queste due realtà come due mondi in antitesi, come due realtà diverse. Ecco, vorrei sapere che cosa François ha da dire a questi amici.

C. – Senti François, in finale c’è una meravigliosa domanda che credo sia proprio l’ultima perché siamo alla fine. Simona dice una cosa che è uno dei temi di fondo dei giovani. Il tema è questo: i suoi amici e molti amici dei giovani, dicono: che è questo esoterismo che ci porta lontani, che ci porta nelle nuvole? La cosa importante è lottare per modificare questo mondo, questa realtà. L’esoterismo può essere una distrazione, una vacanza, ecco quindi gli amici dell’ascoltatrice, in nome di questa paura di andare in vacanza, non vogliono affrontare i temi esoterici.

F. – Oh ringrazio veramente per questa domanda.

Ecco, questi amici che parlano così dell’esoterismo, fanno l’errore che fanno molti esoteristi. Sissignori, proprio così.

Perché il vero esoterismo, il vecchio occultismo, la verità soprattutto non può che portare a quella mèta che gli amici di Simona indicano: cioè quella di migliorare il mondo nel quale vivete, nel quale viviamo. Questo non può che portare il vero esoterismo, perché, guardate, che cosa insegna essenzialmente una religione? Insegna ad amare gli altri, è vero? D’altra parte che cosa insegna una visione materialistica della vita? Insegna la stessa cosa, perché insegna la collaborazione, insegna ad essere uniti, insegna – in fondo attraverso anche ad istituzioni, attraverso una vita collettiva – ad avere un’esistenza in cui l’uno aiuta l’altro, e non è la stessa cosa? Forse l’uno la raggiunge attraverso una visione trascendentale, attraverso una visione dell’esistenza di Dio, l’altro attraverso ad una visione immediata e materiale, pratica. Però quello che conta è la mèta che è additata ed è questa la mèta.

Io credo che tanto i religiosi quanto i cosiddetti materialisti non religiosi possano benissimo andare d’accordo se entrambi pensano a quella che è l’ultima mèta delle loro ideologie. Che è quella appunto di costruire una società in cui gli uomini, gli esseri, si amino, collaborino l’uno con l’altro, in cui non si viva ciascuno per se stesso; ciascuno viva anche per gli altri; questo è importante e questa è la mèta vera che si vuol raggiungere e questa è la mappa del vero esoterismo.

Ripeto: per giungere a questa mèta alcuni debbono passare attraverso l’esoterismo, attraverso la religione, attraverso la filosofia e via dicendo. Altri, invece, debbono passare attraverso ad una via diretta, ad uno spirito pratico, ma l’importante è che si giunga a questa mèta.

C. – Che è poi cambiare il mondo.

F. – Certamente.

C. – Penso che per questo esperimento… non sia andato male malgrado le difficoltà tecniche e di ascolto. François, io ti ringrazio a nome anche di tutti quelli che non hanno chiamato. Tu puoi venire domenica prossima e dare quindi un altro appuntamento agli ascoltatori?

F. – Certamente.

C. – Vuoi dire un’ultima cosa prima di salutarci?

F. – Certo. Vorrei ringraziarvi di avermi dato questa opportunità e se forse, da quello che ho detto, taluno si è sentito un poco punto sul vivo (e certamente lo sono stati solo quelli che concepiscono l’occultismo e l’esoterismo in maniera errata), mi perdoni e mi prenda come motivo per rivedere la propria concezione dell’esoterismo e dell’occultismo. Perché credo che sarà utile, perché colui che è sicuro di avere compreso bene, non rimane turbato se altri lo contraddice, rimane sereno. Se in queste persone vi è del turbamento allora ciò è indice che non hanno compreso bene, e ne potremo parlare insieme ben volentieri.

C. – La prossima settimana.

F. – Certamente.

C. Ciao François.

F. – A presto cari, a presto.

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