La logica della morale

                                                                                                     Seduta del 30-10-1982

Maestro Dali: “La pace sia con voi e con tutti gli uomini figli cari. Il mio saluto e la mia benedizione a voi, o figli. Voi che, per la necessità della vostra evoluzione, seguite la via che state seguendo, alcuni da molti anni, fino quasi da fanciulli, altri da minor tempo, questo non ha importanza, la via è trovata allorché è giunto il momento adatto alla evoluzione di ognuno. Voi che state seguendo questa via, non vi siete mai domandati quello che invece si domanda l’uomo che rifugge dalle questioni dello spirito e della morale, e cioè: per quale motivo, in fondo, gli uomini dovrebbero essere portati ad avere dei principi etici quando invece, la necessità pratica della vita individuale porterebbe a credere tutto il contrario? E cioè che l’uomo dovrebbe vivere solo per se stesso, senza curarsi di quanti gli stanno accanto. Perché, questa, sarebbe la condizione di vita ottimale per lui. Mentre l’interessarsi degli altri e non solo l’aiutarli, in fondo, rappresenta sempre un dispendio di energie, che possono essere più proficuamente impiegate, invece, a favore di se stessi. Se domandate a coloro che seguono una religione perché cercano di aiutare i loro simili, per esempio, vi risponderanno “perché il tal profeta o il tal Figlio di Dio, o il tal fondatore della religione che seguono, così ha detto! E siccome lui era un illuminato, il Figlio della divinità, se non addirittura la divinità in persona, questo è il comandamento e questo dobbiamo fare per salvarci!” Allora sembrerebbe che i principi della morale, i principi dell’etica, fossero una sorta di dogma, qualcosa che si deve seguire perché Lui disse, il Maestro disse, e basta. Naturalmente, di fronte ad una tale spiegazione, è legittimo il pensiero dell’ateo o del materialista che, si domanda, per quale motivo si deve fare del bene, si debbono aiutare gli altri, quando invece la natura ci insegna, nella vita animale, che ciascun individuo pensa per se stesso – tranne i casi dei cuccioli – ciascun individuo pensa poi da adulto per se stesso, a discapito anche di altri. È legittimo, dicevo, il pensiero del materialista e dell’ateo, che si chiede “perché, invece, io dovrei aiutare i miei simili?” Certo, se la morale, l’insegnamento spirituale, si prende come qualcosa che è venuto dall’Alto, come un comandamento, come una legge che è così perché deve essere così, ma che non ha alcuna ragione logica di essere come è, certo, veramente, si può rimanere alquanto perplessi e si può anche dubitare che le cose debbano essere come sono state dette. Ma se si riesce a comprendere la realtà che sta al di là di ciò che appare, se si riesce ad andare oltre il velo dell’apparenza, si scopre che, invece, ogni insegnamento morale è fondato su una logica molto profonda. La morale non è qualcosa di astratto, di dogmatico, ma direi piuttosto che è qualcosa di matematico, di estremamente logico e preciso, solo che bisogna riuscire, per comprendere la ragione della morale, ad andare al di là di quello che appare. Certo, gli insegnamenti che furono dati dai predicatori, dai maestri, dai fondatori -loro malgrado- delle varie religioni, sono insegnamenti che furono dati in forma, direi, semplice, che non mettevano in mostra la logica, che invece sta alla base di ogni etica spirituale, perché le mentalità che accolsero quegli insegnamenti non erano abbastanza sviluppate per comprendere un quadro generale, dal quale risulta poi la logica della moralità. Ma voi, uomini di oggi, cioè dei tempi in cui la razionalità e la logica regna sovrana, potete comprendere che quel “ama il prossimo tuo, come te stesso” non è un dogma, non è un comandamento, ma è un qualcosa di estremamente logico e necessario. È qualcosa che rispecchia la realtà delle cose, la Realtà in sé. Potete giungere a comprenderlo, attraverso alla spiegazione, che cerchiamo di darvi da lungo tempo, di questa Realtà. Attraverso ad essa spiegazione, riuscite a comprendere che, realmente, il vostro prossimo siete voi stessi! Ed allora, la logica della morale scappa fuori in tutta la sua meravigliosa chiarezza, in tutto il suo splendore, ed è capace, veramente, di muovere anche coloro che non sono temperamenti mistici, ma che sono temperamenti razionali. Fino ad oggi, forse, amava il prossimo suo come se stesso, solo colui che era mistico, che riusciva a sentire dentro di sé questa Realtà. Ma da oggi in poi, può amarlo anche chi non ha un temperamento mistico, chi si accosta per necessità al raziocinio, alla logica, e può amarlo attraverso alla comprensione. Comprensione, che poi, è foriera del sentimento, del sentire, e che lo condurrà ad amarlo, veramente, con il suo intimo essere, come l’ha amato il mistico.

Che la pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.”