Intervista radiofonica 16-05-1982
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D. – Ecco io vorrei chiedere questo: sulle malattie di oggi. Sul cancro ci sono delle ipotesi, sembra che qualcuno abbia scoperto qualcosa. Ci può dire se c’è qualcosa di vero?
C. – Il tema è questo: il famoso male del secolo: il cancro… in un certo senso riprendiamo dove avevamo lasciato il tema di prima, sulle malattie. La signora dice: c’è qualcosa di più, il cancro e oltre più ancora… una possibilità che dicono i giornali, come dicono tanto spesso, di curarlo finalmente. E tu cosa ne puoi dire?
F. – Certo, guardate, che gli anni prossimi vedranno dei grandi passi in questo senso, delle grandi conquiste.
Però, anche oggi, questa malattia non è sempre inesorabile, questo non c’è bisogno che lo dica io, è vero cari? Voi lo sapete benissimo. Soprattutto è importante che chi ha questo male non si lasci travolgere.
Prima di tutto, se io fossi un famigliare di una persona ammalata di cancro, non glielo farei mai sapere. Sapete che ci sono dei medici i quali affermano che il malato deve sapere qual è la sua condizione, in fondo qual è il suo destino. Ecco, io nego la validità di questa cosa, in assoluto. Perché in questo modo si impedisce alla persona di avere quella reazione psicologica che molte volte anche se non riesce a portare alla guarigione, tuttavia però, riesce a far sopportare meglio, a reagire meglio al male, questo per ogni malattia, piuttosto grave e drammatica.
Sì, dicevo, gli anni futuri vedranno senz’altro dei grandi progressi in questo campo, nel campo della cancerologia, però quello che conta è che l’uomo prima di arrivare a curare arrivi a prevenire. Cioè abbia un modo di vivere che lo tenga lontano dalle malattie.
E questa è la parte… che cosa significa questo discorso? Significa forse una terapia a livello di corpo fisico e basta? A livello… no!
Tenersi lontani dalle malattie significa anche avere una vita psichica equilibrata il più possibile, perché moltissime malattie trovano la loro origine nella psiche dell’uomo. E vi sono delle persone, come prima si diceva, che continuamente sono ammalate, hanno bisogno di sentirsi continuamente curati, e la ragione di tutto questo è una ragione psicologica, perché molte persone – naturalmente bisogna guardare da caso a caso – molte persone hanno, psicologicamente, il bisogno per esempio di punirsi; si sentono colpevoli, non sto qua a dire per quale ragione, e allora attraverso la malattia, l’essere malati, espiano questa loro supposta colpa.
Altri, invece, hanno bisogno di ricevere affetto ed allora, attraverso la loro malattia (che poi, in effetti, non è immaginaria, perché si somatizza sul corpo fisico, ha veramente delle ripercussioni a livello biologico e fisiologico) attraverso a questa malattia riescono ad avere la compassione, la comprensione dei loro cari, dei loro amici, dei loro simili in generale, quindi ad appagare questo loro bisogno di affetto.
Ci sono anche tutte queste motivazioni, diciamo, psicologiche; ma poi ci sono quelle altre cause di origine psichica, per esempio non avere una vita psichica equilibrata che, a lungo andare, invece portano chiaramente a delle conseguenze di ordine fisiologico. Bisogna trovare un equilibrio non solo nella vita fisica, nella vita del corpo fisico, nella propria attività di azione, ma anche un equilibrio psicologico che tenga lontano dalle malattie, dal creare cause che poi sfociano in malattie del corpo fisico.
C. – In un certo senso tu, François, volevi dire questo: la signora ha chiesto se è curabile il cancro attraverso a questi nuovi modi, non solo della medicina tradizionale, ma anche della nuova medicina e tu hai proposto un rimedio, direi radicale, vero? Cioè di andare oltre l’attesa miracolistica di un unguento o di una terapia. Ma di cominciare a cambiare la vita. Questo volevi dire?
F. – Certamente, certamente.
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