Brano del 4 Maggio 1973
Dali:
“ Se volete trovare la sorgente del fiume, dovete risalirne il percorso, così se volete trovare la sorgente di voi stessi dovete liberare la mente e il vostro cuore, figli. In questo modo la vita fluirà in voi. Che cos’è la vita? In senso assoluto non è quel ciclo che voi siete abituati a considerare, un trascorrere in ultima analisi, ma è esistere. Se volete, dunque, esistere nel senso pieno di questa parola, voi dovete liberare il vostro cuore e la vostra mente. Dove e che cosa l’uomo desidera, quello è il suo cuore, così umanamente il cuore dell’uomo è il suo desiderio. Liberare il cuore, o figli, significa liberarsi dal desiderio concepito in funzione dell’io. Liberare la mente significa liberare l’essere proprio dal divenire, dalla volontà di accrescersi, di apparire ciò che non si è, in altre parole significa essere non divenire. Quale differenza c’è in queste due condizioni di esistenza? Non occorre che io vi parli, o cari, della condizione di esistenza che si può definire di divenire perché voi bene la conoscete. Divenire significa, come prima ho detto, trovare un modo di apparire, credere di essere ciò che non si è, cercare di imporsi in un modo di agire, in un modo non sentito ma desiderato. In altre parole vivere in funzione dell’io. Essere, invece, significa esistere nella maniera più reale, più naturale, più esatta, cioè aderente alla realtà. Significa far fluire il sentire liberamente. Significa superare libera, in altre parole, la condizione di esistenza poggiata sul divenire. In termini pratici, voi vorreste sapere ” Come comportarmi, come agire per vivere più realmente ? ”. Ebbene, ogni sforzo sarebbe vano, cari, ogni imposizione assurda, perché rappresenterebbe un ulteriore divenire. Ciò che voi potete fare, è essere consapevoli dei vostri sentire, non mascherarli, non cercare di occultarli, ma nella più completa sincerità esaminare dove è il vostro cuore. Quali sono i vostri pensieri, quale è il vostro sentire, senza timore, senza paure di condanna, non esiste la condanna! E’ un fantasma creato dalla mente dell’uomo. E’ un concetto voluto dall’impero dell’io. Tutto è profondamente naturale. Ormai siete adulti per comprendere questo. Non abbiate timore, diciamo più esattamente, non dobbiamo aver timore delle nostre miserie, o figli. Sono insufficienze, sono incompletezze. Dobbiamo essere consapevoli di esse. Senza timori, senza volerle nascondere, sfuggire, ma ponendole di fronte ai nostri occhi per cercare di capire, capirne le ragioni che le fanno sussistere. Non volendole mascherare in modo che un ente supremo non abbia a vederle e per questo condannarci. Ma anzi, ponendole in evidenza alla nostra attenzione. Nella piena consapevolezza, questo significa. Essere e non divenire. Io vi auguro, o cari, che possiate presto raggiungere questa condizione d’esistenza, la quale tanto desidero che sia da voi raggiunta e mi auguro di essermi spiegato in modo chiaro. La pace sia con voi e con tutti gli uomini!”