21 Gennaio 1978
DALI
“La pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.
Vengo a chiudere questo incontro, o figli, dandovi appuntamento fra quattro settimane.
Venuti a conoscenza di queste Verità – alcune delle quali difficili a comprendersi, perché svincolate dai modelli e dai moduli della logica umana -, vien fatto di chiedersi quale sia lo scopo di una tale conoscenza. È fine a se stessa, oppure ha un contenuto che può andare oltre la semplice informazione? Qualunque sapere che rimanga allo stato teorico è fine a se stesso; perciò l’utilità di quanto vi diciamo è determinata dalla misura in cui ciascun uomo traduce nel suo intimo – e da qui nella società -, quanto ha saputo. Ma non è tutto: da quello che abbiamo esposto risulta chiaro che la vera natura dell’uomo è il suo “sentire”; che ciascuno può agire e perfino pensare diversamente da quello che è; ma il suo “essere”, il suo “sentire” muta solo in conseguenza di una particolare maturazione. Essa maturazione è raggiungibile solo se ciascuno pone attenzione ad una concezione della vita che esuli dal suo egoismo. Ma non già per meritarsi un premio od un castigo o una ricompensa in questo o nell’altro mondo; bensì perché ha compreso che tutto questo rientra nel disegno in forza del quale tutte le cose esistono. Non occorre sottolineare che se il processo di maturazione trova compimento solo quando ha tradotto nell’intimo dell’uomo un nuovo “sentire”, non può neppure avere inizio se ciascuno non pone attenzione al fatto che elevare l’egoismo a sistema, equivale a provocare la distruzione di se stessi e della società.
Il nostro dire, o figli cari, ha lo scopo di destare la vostra attenzione in questo senso, ed è chiaro che il nostro richiamo sarà tanto più efficace quanto più convincenti saranno i concetti esposti.”