La comprensione è nel presente

Brano tratto da: “CONOSCI TE STESSO?” pp. 133-134

DALI:

“La pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.

Le varie religioni o le varie filosofie, cercano di spiegare che cosa sia la vita; ed ognuna dà una sua risposta, cercando di adattare quella che sembra essere la Realtà in modo che l’uomo possa, a questa, appoggiarsi per trovare conforto, per trovare un sostegno a cui sorreggersi.

Ma noi, figli, parlandovi della vita, parlandovi della realtà – come appare man mano che la si osserva da nuovi punti di vista – non vogliamo darvi tante grucce alle quali appoggiarvi; non vogliamo darvi qualcosa che possa allontanarvi da una Realtà sgradevole, ma qualcosa che sia costruttivo. Noi, cercando di enunciare la Realtà, vogliamo conciliare questa Realtà con voi stessi, vogliamo aiutarvi a realizzare voi stessi in questa Realtà. Ecco, figli, che queste sembrano parole senza significato; ecco che una tale affermazione è destinata ad essere considerata complicata, astrusa, difficile a capirsi. Ma quando noi la pronunciamo, vogliamo significare: “Destatevi! Guardate attorno a voi ed in voi; sappiate considerare la vostra realtà e la realtà che vi circonda non in modo evasivo, ma in modo costruttivo”. Non vi Insegniamo quindi a sopportare le ragioni dei vostri dolori, dei vostri affanni, delle vostre amarezze, proponendovi un miraggio di evasione; dicendovi che questi sono transitori, che servono a conquistarvi una vita felice, futura e ipotetica. Ma vi diciamo: “Anche se ciò è vero, cercate di capire ora la ragione dei vostri dolori, delle vostre ansietà, qui; perché la vita vostra è fatta di realtà presenti, perché la vita vostra, figli, non vi è data perché voi viviate in previsione del futuro, di un futuro che per il momento non vi appartiene: di un futuro che è già e che, per altri, forse è già trascorso; ma la vita è il presente, è il presente dell’Eterno Presente”. Quindi, figli cari, niente evasioni ma comprensione: comprendere. Comprendere ciò che è attorno a voi, anche se questo “comprendere” – contrariamente a quanto possono promettere le filosofie e le religioni – non è di conforto, ma – inizialmente – di turbamento, di apparente confusione. La Realtà per la Realtà, la Realtà per se stessa. Ecco: la vita per la vita, per la creatività, non per l’evasione, non per chiudere gli occhi su ciò che è di fronte a noi, sperando che – mirando nel futuro – tutto sparisca      e non sia visto.

  Quando un ostacolo si pone di fronte a voi, figli, questo ostacolo non deve essere disconosciuto, non deve essere annullato nel non esaminarlo; ma esaminandolo, ponendosi nella condizione mentale di doverlo affrontare, in parte è già affrontato, se non nella sua totalità. È molto più il pensare alla difficoltà da superare, o il volerci non pensare che costa, piuttosto che affrontarla con semplicità. Molte volte, quando la si affronta con questo stato d’animo, la difficoltà diminuisce, sparisce.

Questo per parlare dei lati amari che inevitabilmente si incontrano nella vita, perché la vita è fatta di tutte queste cose: delle cose liete e delle cose tristi. Ma affrontando la vita ed accettando la vita come è – così voi dovete fare – si deve accettare ciò che può essere piacevole e ciò che può essere spiacevole; ma nella serena accettazione, io vi garantisco che la serenità nasce nell’intimo di ognuno, e ciò che può sembrare peso gravoso diviene sopportabile; non in funzione di una evasione che nulla risolve – ma in funzione di una comprensione che dona libertà.

Siate sereni, fiduciosi, fidenti in ciò che è la promessa del Maestro Cristo: “Basta a ciascun giorno il proprio affanno”. Non siate quindi “in ansietà solleciti” e la serenità e la forza non vi mancheranno.

La pace sia con voi e con tutti gli uomini.”

CONOSCI TE STESSO? Teoria e pratica dell’autoconoscenza e della liberazione. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1990.

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